Dalla Scozia un formaggio etico: la Finlay’s Cream O’ Galloway’s farm

//Dalla Scozia un formaggio etico: la Finlay’s Cream O’ Galloway’s farm

Dalla Scozia un formaggio etico: la Finlay’s Cream O’ Galloway’s farm

Anche nel Regno Unito c’è aria di allevamento etico!

Come è ormai noto il calo di consumi del latte e derivati che si sta verificando negli ultimi anni ha le sue radici in preoccupazioni di tipo salutistico ma anche etico, sia per quanto riguarda il benessere degli animali che l’impatto ambientale. Noi di Ruminantia abbiamo cercato di rispondere a queste esigenze con il progetto della Stalla Etica dove produrre il Latte Etico.

Anche in Scozia la Fattoria Cream O’Galloway’s ha scelto un allevamento etico per produrre il Formaggio Etico.

La famiglia Finlay ha un allevamento a Rainton, nel sud-ovest della Scozia, sin dal 1920 ma con ogni generazione arrivano nuove priorità e approcci alla produzione di cibo. Negli ultimi anni hanno infatti deciso di reinventarsi puntando su un allevamento biologico, sostenibile ed etico.

Ma cosa vuol dire allevamento etico? I Finlay hanno scelto di puntare su un aspetto molto delicato e con un forte impatto emotivo per i consumatori: la separazione del vitello dalla madre. Hanno deciso di permettere al vitello di rimanere con la madre per 5 mesi, continuando a mungerla una volta al giorno. La Finlay’s farm è la prima fattoria in Scozia a provare questo approccio e la più grande nel Regno Unito. Certo, con questo sistema la quantità di latte raccolto da ogni vacca è inferiore ma secondo David Finlay ci sono anche benefici reali, come una vita più lunga e sana per le vacche, un ridotto uso di antibiotici e vitelli che crescono più velocemente.

L’azienda produce inoltre la maggior parte degli alimenti per gli animali, dei fertilizzanti e dell’energia di cui necessita, convertendo i rifiuti in una risorsa più efficiente grazie all’utilizzo di un digestore anaerobico.

Abbiamo intervistato David Finlay per saperne di più sul percorso innovativo che hanno intrapreso, sulle motivazioni che li hanno spinti e sulle difficoltà incontrate.

Quali ragioni vi hanno portato a scegliere un allevamento etico, oltre che organico e sostenibile, e a produrre il formaggio etico?

Abbiamo coltivato biologicamente per 20 anni e i primi 10 anni sono stati difficili con poco aiuto tecnico e alcuni momenti economicamente difficili. Tuttavia, abbiamo perseverato e gradualmente abbiamo recuperato i terreni e abbiamo iniziato a capire meglio quello che stavamo cercando di fare. Dopo 15 anni di lavoro più vicino alla natura, abbiamo raggiunto rendimenti agricoli e prestazioni degli animali simili a quelli che avevamo raggiunto utilizzando 100 tonnellate di fertilizzanti solubili e centinaia di litri di pesticidi, ma senza tutte queste sostanze chimiche che giocano un ruolo importante nel danneggiare il nostro suolo, l’acqua, l’ambiente e il cibo. Questo era un ottimo risultato!

Spesso ci siamo sentiti chiedere dai visitatori della fattoria perché prendevamo i vitelli separandoli dalle loro madri subito dopo la nascita. La mia risposta è sempre stata che non sarebbe stato economicamente vantaggioso lasciare i vitelli con le loro madri perché avrebbero bevuto tutto il latte. Ma le domande non sono finite e i visitatori erano chiaramente sconvolti da questa pratica. Dieci anni fa, quando stavamo progettando di costruire nuovi alloggi per le vacche, abbiamo iniziato a considerare seriamente la possibilità di lasciare i vitelli con le loro madri per diversi mesi. Abbiamo visitato diversi piccoli allevamenti che lo stavano facendo, in un modo o nell’altro, e abbiamo deciso di modificare la sistemazione delle bovine per consentire ai vitelli di stare con le loro madri. Era possibile che se avessimo seguito un sistema più vicino alla natura, le vacche e i vitelli avrebbero reagito essendo più sane e produttive?

Abbiamo condotto una sperimentazione durante l’inverno 2012/13 con 37 animali tra vacche e vitelli. Non eravamo adeguatamente preparati e i risultati fisici, finanziari ed emotivi non sono stati buoni. Eravamo sfiniti e stressati. Ma le vacche e i vitelli lo adoravano! Ci siamo allontanati dicendo “Mai più!”. Tuttavia, il destino è intervenuto. Un professore di scienze veterinarie dell’Università di Glasgow si è interessato al nostro progetto e nel 2014 ha inviato uno studente a raccogliere i nostri dati e analizzarli per capire cosa era successo. I suoi risultati hanno dimostrato che, con alcuni cambiamenti, l’idea avrebbe potuto funzionare. Cosa fare? Eravamo abbastanza contenti del nostro sistema di agricoltura biologica ed ecologica e non volevamo davvero tornare all’allattamento diretto. Eppure, ogni volta che prendevamo un vitellino appena nato dalla madre, veniva posta la domanda …

Nell’ottobre 2016 abbiamo iniziato la transizione di tutta la mandria composta da 100 vacche al nuovo sistema. Il primo anno è stato terribile. Le bovine erano più stressate, i vitelli erano malati e non eravamo affatto felici. Stavamo perdendo molti soldi e il nostro mandriano ci aveva lasciato. Ci ha detto: “Il sistema tradizionale dell’allontanamento del vitello dalla madre funziona, quindi perché stiamo cercando di cambiarlo?”. Concordavo con quello che aveva detto. Volevo cancellare il progetto e tornare a fare quello che facevamo prima. Era più facile e redditizio. Ma il resto della squadra ha voluto continuare per un altro anno. Non erano loro a pagare!

Gli abbiamo dato un altro anno e questa volta è stato molto diverso. Le vacche erano meno stressate, noi eravamo meno stressati, i vitelli erano molto più sani e c’era più latte. Ora siamo al terzo anno e le cose sono ulteriormente migliorate. Abbiamo avuto una curva di apprendimento molto ripida e abbiamo dovuto fare molti cambiamenti, ma ora posso vedere che ci sono buone probabilità di tornare alla redditività il prossimo anno e che ci saranno ancora più benefici nei prossimi 2 anni.

C’è stata una risposta positiva alle vostre scelte da parte dei consumatori? Sono disposti a pagare di più per i prodotti realizzati con latte etico?

Abbiamo partecipato a due mostre a Londra raccontando ai visitatori del nostro progetto. La risposta è stata molto buona e ha portato ad alcuni articoli sui giornali nazionali. Abbiamo anche avviato una campagna di crowdfunding per aiutarci a raccogliere fondi per costruire un piccolo caseificio. Abbiamo raccolto £ 50.000 oltre a ulteriori £ 6.000 da quasi 600 persone e i commenti sono stati molto incoraggianti. Ovviamente qualsiasi cibo artigianale non sarà mai economico, ma forse un giorno potremo dimostrare che il costo di produzione di alimenti etici di alto livello può essere un buon valore per la società.

Il vostro approccio innovativo consiste principalmente nel lasciare i vitelli con le loro madri. Come lo eseguite tecnicamente e quali problemi avete riscontrato?

Lasciamo i vitelli con le loro madri 24 ore al giorno per le prime 6-8 settimane e mungiamo le vacche una volta al giorno. Iniziamo quindi a separarli durante la notte per 12 ore e ad aumentare questo periodo a 16 ore per 5 mesi. Una volta che i vitelli raggiungono un peso di più di 200 kg li svezziamo. I vitelli rimangono comunque in baste vicino alla madre, ma non possono più essere allattati. Abbiamo scoperto che introdurre i cambiamenti gradualmente è fondamentale per evitare lo stress e questo evita la malattia e rallentamenti nella crescita. Certo, le vacche e i vitelli muggiscono la prima notte dopo la separazione, ma per l’indignazione e il fastidio, non per il profondo dolore emotivo che riscontriamo con la separazione alla nascita. Dal secondo giorno c’è poco rumore e dal terzo giorno tutto è calmo. A quel punto mungiamo le vacche due volte al giorno per 2 mesi, poi una volta al giorno fino a quando non vanno in fase di asciutta per la prepararsi ad una nuova gravidanza.

Avete anche un centro visitatori e offrite la possibilità di fare visite guidate nel vostro allevamento. Perché avete scelto di aprire la fattoria agli ospiti?

Ogni anno riceviamo circa 70.000 visitatori nel nostro allevamento. E’ una meta turistica per famiglie che visitano la nostra fattoria perché abbiamo un parco giochi, sentieri per le passeggiate e un caffè. Produciamo anche 35 gusti di gelato. Ora stiamo tornando a fare il formaggio artigianale che producevamo fino al 1971 quando il formaggio industriale a basso costo ha ucciso il mercato dei formaggi prodotti nei caseifici aziendali nel Regno Unito. Offriamo ai nostri visitatori un tour in fattoria e un tour gastronomico. Questo ci permette di raccontare loro la nostra storia unica, sperando che poi diventeranno clienti. Purtroppo la maggior parte dei nostri visitatori vive a grande distanza e non siamo in grado di vendergli il nostro gelato. È qui che entra in gioco il nostro formaggio artigianale. Per i visitatori che desiderano sostenere ciò che stiamo facendo e acquistare i nostri prodotti, è ora possibile acquistare i nostri formaggi online con consegna il giorno successivo. Questo ci ha permesso, pur essendo un piccolo produttore in una parte remota del paese, di vendere a clienti di qualsiasi parte del Regno Unito.

 

Print Friendly, PDF & Email

About the Author:

Coordinamento redazionale Ruminantia. Email: sarafantini.fpa@gmail.com

Scrivi un commento