Pubblicato sul sito INPS l’Osservatorio sul mondo agricolo con i dati del 2017

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Pubblicato sul sito INPS l’Osservatorio sul mondo agricolo con i dati del 2017

L’INPS ha pubblicato l’Osservatorio sul mondo agricolo con i dati del 2017, curato dal Coordinamento Generale Statistico Attuariale.

Il numero di aziende che occupano operai agricoli dipendenti è passato da 186.424 nel 2016 a 188.016 nel 2017, registrando un lieve incremento (+0,9%) in controtendenza rispetto all’anno precedente. Più accentuata risulta la diminuzione del numero di aziende nel periodo dal 2012 al 2014, pari complessivamente a -3,9%. A livello regionale, il maggior incremento si registra in Abruzzo con un +14,8%, mentre tra le regioni in controtendenza si evidenziano il Trentino Alto Adige (-8,0%) e la Valle d’Aosta (-5,2%). Il numero di operai agricoli dipendenti ha subito un incremento del +2,4% (circa 24.300 lavoratori), passando da passa da 1.035.654 del 2016 a 1.059.998 del 2017.

Per il 2017, il Sud è l’area geografica che, con il 39,8%, presenta il maggior numero di lavoratori, seguita dal Nord-est con il 21,7%, dalle Isole con il 16,7%, dal Centro con il 12,1% e dal Nord-ovest con il 9,6%.

A livello regionale, nell’ultimo anno, il numero di operai agricoli dipendenti aumenta, in particolare in Friuli Venezia Giulia (+24,9%), in Veneto (+15,2%) e in Abruzzo (+12,4%), fatto legato all’abolizione dei voucher a partire dal 18 marzo 2017 (D.L. n.25/2017). In controtendenza le variazioni in Trentino Alto Adige (-14,5%) a causa del calo di produzioni frutticole e viticole, in Sardegna (-1,6%) e in Calabria (-0,7%).

Per quanto riguarda le varie fasce di età, il 12,6% dei lavoratori nel 2017 ha un’età compresa tra 45 e 49 anni, mentre il 32% ha più di 50 anni. La percentuale di lavoratori con età inferiore a 30 anni copre il 22,1% del totale.

Importante è il decremento della percentuale di donne sul totale dei lavoratori nel periodo 2012-2017, con un calo dal 37,2% al 33,5%.

Per quanto riguarda i lavoratori agricoli autonomi, il numero passa da 453.949 del 2016 a 454.285 del 2017, con un lieve aumento di circa 340 lavoratori, pari a +0,1%; tra le categorie di lavoratori autonomi, l’unica in aumento risulta essere quella degli Imprenditori Agricoli Professionali (IAP), che passa da 35.423 a 38.331, con un incremento pari a +8,2%. Dal 2012 i Coltivatori Diretti hanno avuto un continuo andamento decrescente, passando dai 438.798 lavoratori del 2012 ai 415.636 del 2017, con una diminuzione complessiva del -5,3%. Tale categoria continua ad essere, comunque, nettamente prevalente, rappresentando il 91,5% del totale del 2017. Gli Imprenditori Agricoli Professionali, invece, evidenziano un trend in continua crescita, passando dai 29.019 lavoratori del 2012 ai 38.331 del 2017, con un incremento pari al +32,1%.

A livello territoriale, nel 2017 oltre la metà dei lavoratori agricoli autonomi (51,3%) si trovano nelle regioni del Nord, e soprattutto il Nord-est è l’area geografica che presenta il maggior numero di lavoratori (28,4%), seguita dal Nord-ovest (22,9%), dal Sud (20,7%), dal Centro (17,0%) e dalle Isole (11,0%).

La maggior parte dei lavoratori agricoli autonomi si concentra in Piemonte, con 49.787 unità, pari all’11,0%, seguono il Veneto con 48.003 (10,6%), l’Emilia Romagna con 44.811 (9,9%) e la Lombardia con 44.047 (9,7%). La prevalenza maschile nella composizione per genere registra un 65,9% di lavoratori per l’ultimo anno; nel 2012, la quota maschile era più bassa (64,1%). In merito all’età, la classe d’età modale nel 2017 risulta essere quella ‘50-54 anni’, pari al 14,3% (64.950 lavoratori) del totale, con un 44% del totale per le classi d’età da 55 anni in poi. L’età media dei lavoratori nel 2017, come l’anno precedente, resta stabile a 52,8 anni, con un aumento di oltre un anno rispetto al 2012 (51,5 anni).

Il numero di aziende agricole autonome è aumentato leggermente (+0,9%) da 353.774 dell’anno 2016 a 356.949 del 2017. Complessivamente, nel periodo 2015-2017 il numero di aziende agricole autonome è aumentato di circa 4.400 unità, con un incremento pari a +1,3%. A livello regionale, nell’ultimo anno, il maggior incremento si registra in Sardegna (+7,1%) ed in Umbria (+3,3%); mentre le regioni in cui si registra il maggior decremento sono Marche (-3,4%), Molise (-2,6%) ed Abruzzo (-1,0%).

Per leggere il documento con le statistiche in breve, clicca qui.

 

Fonte: INPS

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