Ricerca, IZS delle Venezie: maggiore quantità di geni per resistenza ad antibiotici nel microbiota di onnivori e vegetariani

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Ricerca, IZS delle Venezie: maggiore quantità di geni per resistenza ad antibiotici nel microbiota di onnivori e vegetariani

Maggiore quantità di geni di antibiotico-resistenza nel microbiota di onnivori e vegetariani

Gli alimenti di origine animale contribuiscono maggiormente, rispetto a quelli di origine vegetale, alla quota di geni di antibiotico resistenza presenti nell’intestino umano.

Lo hanno scoperto i ricercatori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie nell’ambito di una ricerca finanziata dal Ministero della Salute e pubblicata sulla rivista International Journal of Antimicrobial Agents volta a studiare l’impatto degli alimenti di origine animale sulla composizione microbica e sulla presenza di geni di antibiotico-resistenza nel microbiota (l’insieme di tutti i microrganismi) dell’intestino umano.

Per distinguere l’effetto derivante dagli alimenti di origine animale da quelli di origine vegetale, i ricercatori hanno studiato la quantità di geni di antibiotico-resistenza circolanti nel microbiota di tre gruppi di persone che non avevano fatto uso di antibiotici nei 12 mesi antecedenti lo studio e che si differenziavano per avere una dieta onnivora, vegetariana o vegana.

I ricercatori hanno preso in considerazione geni che conferiscono resistenza a quattro classi di antibiotici: sulfamidici, tetracicline, amminoglicosidi e β-lattamici. I risultati hanno evidenziato che il microbiota del gruppo “onnivori” conteneva una quantità di questi geni significativamente maggiore rispetto al microbiota del gruppo “vegani”. Al contrario non sono state evidenziate differenze tra il gruppo di persone vegetariane e gli onnivori.

La ricerca conferma il ruolo della filiera degli alimenti di origine animale nella circolazione di geni di antibiotico resistenza nell’ambito di comunità microbiche che colonizzano altre “nicchie ecologiche”, e pone l’attenzione sull’importanza dell’uso corretto degli antibiotici sia in medicina veterinaria che umana.

Guarda anche il video “Geni di antibiotico-resistenza nel microbiota

 

Fonte: Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie

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Di |2018-11-16T10:48:27+00:0016 Novembre 2018|Categorie: News|Tags: , , , , |

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2 Comments

  1. Massimo Palladino 17 Novembre 2018 al 12:29 - Rispondi

    Anche se uno periodo di 12 mesi senza antibiotico puo’ sembrare lungo per azzerare eventuali differenze tra le varie popolazioni (vegani, vegetariani e onnivori) è possibile che l’ orientamento vegano inflenzi non solo l’aspetto alimentare ma anche altre abitudini (ridotto utilizzo di farmaci e prodotti chimici, stili di vita, etc) che a loro volta possono determinare le differenZe misurate?
    Ancora una volta l’associazione di 2 fattori viene confusa con causa/effetto.

    • Elisa Tavilli 20 Novembre 2018 al 11:40 - Rispondi

      L’approccio alla dieta vegana è soggettivo, così come lo è quello alla dieta onnivora e vegetariana. Il consumo di alimenti di origine animale non implica automaticamente anche un aumentato intake di residui di prodotti chimici, né tanto meno un maggior uso di farmaci. Viceversa, essere vegani non vuol dire automaticamente fare a meno di/usare meno farmaci o integratori alimentari, o avere un ridotto intake di residui di agrofarmaci/prodotti chimici, avere uno stile di vita attivo fisicamente. Di fatto, l’articolo mette in luce una correlazione tra consumo di prodotti di origine animale ed accumulo di geni “antimicrobial resistance” (ARG) nel microbiota dell’intestino umano. Il fatto che questi geni siano poi espressi fenotipicamente, potrebbe dipendere da molti fattori. I dati raccolti sono di tipo antropometrico, ma anche di consumo alimentare: andrebbe chiesto ai ricercatori quanto omogenei siano i dati relativi al consumo di alimenti.

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