Accordo commerciale UE-Messico, interrogazione di Simone Billi sulla protezione delle denominazioni nazionali

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Accordo commerciale UE-Messico, interrogazione di Simone Billi sulla protezione delle denominazioni nazionali

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00132

presentato da

BILLI Simone

testo di

Lunedì 7 maggio 2018, seduta n. 8

BILLI, GUIDESI e DI SAN MARTINO LORENZATO DI IVREA — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

la Commissione europea e il Messico, dopo quasi due anni di trattative, hanno raggiunto un nuovo accordo commerciale, che aggiorna quello entrato in vigore nel 2000. L’accordo, che farà parte di un accordo globale Unione europea-Messico più ampio e aggiornato, dovrebbe essere formalizzato entro la fine del 2018 per poi essere approvato da Parlamento e Consiglio dell’Unione europea;

il nuovo accordo approfondirà e amplierà la portata dell’accordo commerciale esistente e introdurrà anche una serie di clausole che riguardano il rispetto degli obblighi imposti dall’accordo di Parigi sul clima per lo sviluppo sostenibile, l’apertura del mercato degli appalti pubblici e dei servizi, la protezione degli investimenti e la salvaguardia della proprietà intellettuale;

l’accordo ha lo scopo di difendere il commercio equo e aperto, prevedendo la rimozione di ostacoli e dazi per gli scambi di merci, con la rimozione del 99 per cento dei dazi, delle tariffe e in generale delle barriere commerciali applicate ai prodotti provenienti dall’Unione europea, nonché il riconoscimento di 340 Igp europee (Indicazione geografica protetta) che dovrebbero essere tutelate da imitazioni e contraffazioni;

sul fronte agroalimentare, il Messico rimuoverà le sue tariffe elevate sui principali prodotti alimentari dell’Unione europea come la pasta (attualmente soggetta a tariffe fino al 20 per cento, cioccolato e dolciumi (con tariffe superiori al 20 per cento), formaggi gorgonzola (fino al 20 per cento, mele e pesche in scatola (fino al 20 per cento), praticamente tutti i prodotti a base di carne di maiale (fino al 45 per cento) e di pollame di rilevanza economica (fino al 100 per cento);

il Messico è il secondo partner commerciale in America Latina dopo il Brasile. Dal 2000, anno di entra in vigore della prima intesa commerciale bilaterale, l’interscambio tra l’Unione europea e il Messico è cresciuto, secondo i dati della Commissione europea, del 148 per cento);

l’Italia nel 2017 ha importato prodotti agroalimentari dal Messico per 86 milioni di euro, mentre le esportazioni hanno determinato entrate per 103 milioni di euro; secondo gli ultimi dati di Coldiretti, di cui quasi 1/3 rappresentate dal vino (33 milioni di euro) che gode già del dazio zero, per effetto del precedente accordo tra l’Unione europea-Messico del 2000 –:

quali e quanti degli 817 prodotti a denominazione di origine nazionali riconosciuti in Italia e nell’Unione europea, di cui 293 prodotti alimentari e 523 vini, rientreranno tra quelli tutelati dal nuovo accordo, tra l’Unione europea e il Messico;

quali iniziative di competenza intenda assumere il Governo affinché la tutela delle denominazioni rappresenti l’obiettivo primario di questo accordo al fine di proteggere le nostre eccellenze da eventuali perdite, in termini di valore commerciale dei nostri prodotti, che rischierebbero di non essere compensate dalla riduzione delle barriere tariffarie con le esportazioni verso il Messico.
(4-00132)

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Redazione Ruminantia Coordinamento Domus Casei Email: elisa.ruminantia@gmail.com

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