Affrontare l’insicurezza alimentare a livello urbano – trasformare gli impegni globali in realtà locali

//Affrontare l’insicurezza alimentare a livello urbano – trasformare gli impegni globali in realtà locali

Affrontare l’insicurezza alimentare a livello urbano – trasformare gli impegni globali in realtà locali

In un incontro ONU ad alto livello con sindaci e amministratori urbani, il Direttore Generale della FAO chiede di trasformare i sistemi alimentari per fornire cibo sano e nutriente a tutti

Il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, ha esortato le amministrazioni urbane di tutto il mondo a raddoppiare gli sforzi per trasformare gli impegni globali in materia di sicurezza alimentare, nutrizione e cambiamento climatico, in realtà locali.

“Per attuare l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, l’impegno politico dei leader mondiali da solo non è sufficiente. Abbiamo bisogno del pieno impegno delle autorità locali”, ha affermato. “Dopotutto, è a livello locale che le persone si nutrono, usano le risorse idriche e smaltiscono la spazzatura”.

Graziano da Silva ha lanciato l’appello nel corso di un incontro ad alto livello presieduto congiuntamente dalla Presidente della 73esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, María Fernanda Espinosa Garcés, e dal Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani (UN-HABITAT), che ha riunito i sindaci di Valencia (Spagna), Quito (Ecuador) e Surabaya (Indonesia) e rappresentanti della politica alimentare urbana di New York, di Praia e di United Cities and Local Governments.

In un momento di rapida urbanizzazione, le città stanno diventando sempre più importanti agenti di cambiamento, per esempio con politiche e azioni volte a garantire l’accesso a diete salutari per tutti, ha affermato il Direttore Generale della FAO.

Oggi, circa il 55% della popolazione mondiale vive in aree urbane, una percentuale che dovrebbe arrivare fino al 68% entro il 2050, in particolare in Africa e nel Sud-Est asiatico, dove fame e povertà sono al momento maggiormente concentrate. Nel frattempo, circa l’80% di tutto il cibo prodotto viene consumato nelle aree urbane.

Raggiungere l’obiettivo di sviluppo sostenibile numero 11, che mira a promuovere città e comunità sostenibili, è “fondamentale” per raggiungere tutti gli altri obiettivi, ha affermato Graziano da Silva.

Se da una parte negli ultimi tre anni è aumentato il numero di persone che soffrono la fame nel mondo, contemporaneamente è aumentato il numero di persone che soffrono di obesità, “specialmente nelle aree urbane, dove le persone sono più propense a consumare alimenti pronti, più economici e ad alto contenuto di grassi saturi, di zucchero e di sale”.

“Abbiamo urgentemente bisogno di trasformare e mettere in atto sistemi alimentari che offrano cibo sano e nutriente per tutti, preservando le nostre risorse naturali e la biodiversità“, ha sottolineato Graziano da Silva. Per questo, ha detto, dobbiamo integrare gli interventi, dalla produzione al consumo di cibo.

Ha poi fatto notare che non possiamo più pensare alle aree rurali e urbane come a una dicotomia, come aree dissociate.

Gli abitanti delle città non possono essere considerati semplici consumatori di cibo e le comunità rurali esclusivamente come produttori di cibo. È importante fornire agli agricoltori a livello familiare un migliore accesso ai servizi, alle infrastrutture e ai mercati, creare le condizioni affinché le popolazioni urbane consumino alimenti più freschi e nutrienti basati su filiere alimentari corte, sull’agricoltura urbana e periurbana, e ridurre la quantità di cibo che va perduta o sprecata.

Per promuovere diete sane occorrono politiche pubbliche

Il Direttore Generale della FAO ha elogiato la “Politica estera e sanitaria globale” recentemente adottata dall’Assemblea generale, che affronta il tema chiave di un’alimentazione che promuova diete e stili di vita sani con politiche specifiche legate agli impegni nazionali nell’ambito del “Decennio sulla nutrizione” dell’ONU.

“Poiché l’obesità e il sovrappeso sono fuori controllo e i loro effetti costano ai sistemi sanitari nazionali ogni anno più delle spese militari, la comunità internazionale deve andare oltre”, ha affermato Graziano da Silva. “Politiche pubbliche che promuovano diete sane sono urgentemente necessarie per affrontare le scelte alimentari delle persone”.

Graziano da Silva ha spiegato che politiche fiscali e regolamentari, tra cui la tassazione di alimenti e bevande non salutari, etichettature ben visibili sul davanti delle confezioni, la limitazione del marketing e della commercializzazione di cibi malsani a bambini e adolescenti, sono già presenti in diversi paesi e questi possono servire come riferimento per gli altri.

“Sovrappeso e obesità sono una questione pubblica, non privata: i governi dovrebbero attuare politiche e programmi volti a fornire cibo sano, nutriente e conveniente per tutti. Famiglie e individui non possono più essere gli unici responsabili di cosa e di come mangiano”.

Nel suo intervento la Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Maria Fernanda Espinosa, ha dichiarato: “I governi locali hanno un ruolo decisivo nel contribuire a far diventare realtà l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”.  “Città inclusive, resilienti e sostenibili sono fonti di opportunità e sviluppo. Cerchiamo di lavorare insieme in modo che i grandi centri urbani di tutto il mondo forniscano una migliore qualità di vita ai loro abitanti“.

“Una delle caratteristiche del XXI secolo è che le città forniscono sempre più soluzioni autonome alle sfide dello sviluppo. I problemi dell’umanità sono troppo importanti per essere lasciati solo nelle mani degli stati”, ha affermato Joan Ribó, Sindaco di Valencia, in Spagna, dove la FAO sta fornendo supporto per la creazione del World Sustainable Food Centre, volto a promuovere sistemi alimentari sani e sostenibili nelle città.

“Sia che contribuiamo a sviluppare politiche urbane nazionali, o a sostenere la pianificazione urbana e territoriale integrata, o a lavorare per costruire la resilienza al clima dei poveri dei centri urbani, nutrire le città di fronte ai cambiamenti climatici è parte integrante dei nostri sforzi per creare più resilienza, comunità più inclusive e sostenibili attraverso la continuità centri urbani -zone rurali”, ha affermato in un messaggio video il Direttore Esecutivo di UN-HABITAT, Maimunah Mohd Sharif.

“Strumenti come gli Obiettivi di sviluppo sostenibile e la New Urban Agenda coinvolgono tutti i livelli di governo.  A livello di città, siamo felici di affrontare nuove e straordinarie sfide, ma abbiamo bisogno di assistenza per ottenere strumenti e risorse adeguate”, ha dichiarato Mauricio Rodas, sindaco di Quito, in Ecuador.

Il sostegno della FAO alle città

La FAO è stata fortemente impegnata nella promozione dello sviluppo sostenibile delle città basato su sistemi alimentari e su un approccio territoriale.

L’agenzia sostiene l’attuazione del “Patto per la politica alimentare urbana di Milano“, il primo protocollo internazionale che invita le città a sviluppare sistemi alimentari sostenibili che garantiscano cibo sano e accessibile a tutti, proteggano la biodiversità e riducano lo spreco alimentare.

La FAO ha anche partecipato attivamente al processo di Habitat III che ha portato all’adozione della “New Urban Agenda” alla conferenza di Quito, nel 2016.   Il “Quadro d’azione per un’agenda alimentare urbana” della FAO presenta idee per come attuare azioni che generino occupazione, che rafforzino il valore aggiunto del cibo locale e che aiutino a ridurre e gestire gli alti livelli di spreco alimentare presenti in molte città.

 

Fonte: FAO

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Di |2019-02-22T12:18:53+01:0023 Febbraio 2019|Categorie: News|Tags: , , , |

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