Agricoltura: audizione sui nuovi regolamenti Ue. Bandiera: occorre incrementare le risorse per lo sviluppo rurale

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Agricoltura: audizione sui nuovi regolamenti Ue. Bandiera: occorre incrementare le risorse per lo sviluppo rurale

La nazionalizzazione della Politica Agricola Comune (Pac) neutralizzerebbe il ruolo delle Regioni. C’è piena sintonia tra le Regioni e la Commissione ‘Politiche Ue’ della Camera nel corso di un’Audizione sui danni che provocherebbero, se approvati, i nuovi regolamenti Ue che interessano il settore dell’agricoltura.

L’assessore della Regione Siciliana, Edgardo Bandiera, guidava la delegazione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, audita il 18 settembre presso la Commissione “Politiche dell’Unione europea” della Camera. L’obiettivo condiviso è quello di contrastare la Pac centralizzata e la riduzione delle risorse previste nel nuovo bilancio europeo. Bandiera ha spiegato che le nuove misure comunitarie tendono ad azzerare il ruolo delle Regioni, centralizzando le politiche agricole: a rischio il patrimonio gestionale costruito in tutti questi anni. Ciò provocherebbe un appiattimento del settore agricolo locale, rendendo marginali le politiche agricole sul territorio e tutte quelle specificità che fanno la ricchezza della nostra agricoltura.

L’audizione informale del 18 settembre è avvenuta nell’ambito dell’esame della Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) n. 1308/2013 recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, (UE) n. 1151/2012 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, (UE) n. 251/2014 concernente la definizione, la designazione, la presentazione, l’etichettatura e la protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti vitivinicoli aromatizzati, (UE) n. 228/2013 recante misure specifiche nel settore dell’agricoltura a favore delle regioni ultraperiferiche dell’Unione e (UE) n. 229/2013 recante misure specifiche nel settore dell’agricoltura a favore delle isole minori del Mar Egeo (COM 2018 – 394).

“La proposta di regolamento – ha sottilineato Bandiera – deve essere contrastata in tutte le sedi, in quanto non consente nessun adattamento delle scelte programmatiche alle specificità territoriali e settoriali, e rischia di appiattire gli interventi su livelli minimi comuni, penalizzando i territori e la loro specificità, caratterizzata da modelli agricoli efficienti ed avanzati, che finirebbero col perdere l’opportunità cogliere le nuove sfide”. Va bene il Piano strategico nazionale, però lasciamo anche dei gradi di libertà – soprattutto dove le misure devono essere adattate ai territori – per fare in modo che le Regioni possano gestire autonomamente le misure, e adattarle alle specifiche esigenze. Benissimo l’armonizzazione, ma salvaguardiamo le esperienze.

In riferimento alla Pac 2021-27 proposta dalla Commissione europea, “chiediamo invece un incremento – afferma Bandiera – delle risorse proposte per la Pac, con particolare riferimento alla Politica rivolta allo sviluppo rurale, senza il quale non sarebbe possibile rispondere ai molteplici obiettivi, che alla stessa Pac vengono attribuiti. Non è una questione di avidità, o di avere più risorse per principio: le Regioni già con l’attuale programmazione hanno dimostrato di essere attente e generose. Posso citare il caso del terremoto del Centro Italia, dove volontariamente le Regioni hanno ceduto il 3% dei fondi destinati ad ogni piano di sviluppo rurale. Ecco perché – ha ribadito l’assessore della Regione Siciliana –  la proposta di Regolamento Ue va contrastata in tutte le sedi, coinvolgendo le Regioni nelle diverse fasi della contrattazione comunitaria”.

 

Fonte: Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Di |2018-09-19T10:24:54+02:0019 Settembre 2018|Categorie: News|Tags: , , , , , , , |

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