Agricoltura: preoccupazione e proposte per riforma Pac post 2020

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Agricoltura: preoccupazione e proposte per riforma Pac post 2020

La proposta di bilancio per il periodo 2021 – 2027 presentata dalla Commissione prevede una dotazione complessiva pari all’1,08% del PIL della UE degli stanziamenti per la Pac (politica agricola com,une) che scendono al 28,5% della spesa complessiva a favore di maggiori stanziamenti per le cosiddette “nuove sfide” (ricerca e innovazione digitale, migranti, ambiente e clima, difesa comune). Si tratta di proposte che tendono a marginalizzare per non dire ad azzerare il ruolo e l’autonomia delle Regioni nella gestione della Politica agricvola comune. In nome della semplificazione e del principio di sussidiarietà, la nuova PAC vira verso una decisa rinazionalizzazione della politica agricola lasciando, di fatto, alle Regioni un ruolo del tutto marginale di mera interlocuzione ed esecuzione di misure stabilite a livello nazionale.

A sottolineare questi concetti è la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome con un documento approvato il 18 ottobre e consegnato al Governo nella Conferenza Stato-Regioni.

Si riporta di seguito il testo (senza gli emendamenti allegati che sono consultabili  nella sezione “Conferenze” del portale www.regioni.it).

Contributo delle Regioni e delle Province autonome al dibattito sulla riforma della pac post 2020

La proposta di bilancio per il periodo 2021 – 2027 presentata dalla Commissione prevede una dotazione complessiva pari all’1,08% del PIL della UE – contro una richiesta del Parlamento Europeo di portarla ad almeno l’1,3% – e una ulteriore riduzione, sia in termini assoluti che relativi, degli stanziamenti per la PAC che scendono al 28,5% della spesa complessiva a favore di maggiori stanziamenti per le cosiddette “nuove sfide” (ricerca e innovazione digitale, migranti, ambiente e clima, difesa comune).

Le proposte di regolamenti della Commissione tendono a marginalizzare per non dire ad azzerare il ruolo e l’autonomia delle Regioni nella gestione della PAC. In nome della semplificazione e del principio di sussidiarietà, la nuova PAC vira verso una decisa rinazionalizzazione della politica agricola lasciando, di fatto, alle Regioni un ruolo del tutto marginale di mera interlocuzione ed esecuzione di misure stabilite a livello nazionale.

Il nuovo impianto prevede infatti che gli stati membri redigano un proprio Piano Strategico Nazionale attraverso cui attuare e raggiungere i 9 obiettivi comuni della PAC stabiliti a livello europeo. Ogni Piano Strategico Nazionale sarà approvato dalla Commissione e dovrà scegliere e declinare alle specificità “locali” un set di misure definite dalla stessa Commissione, la quale valuterà poi i risultati sulla base di indicatori di performance.

La forte impronta a rinazionalizzare emerge in tutta evidenza nell’art.110 della proposta di regolamento nel quale si prevede che ogni stato membro deve individuare la propria autorità di gestione per il Piano Strategico Nazionale, che riguarda sia il primo che il secondo pilastro.

Le Regioni italiane, che sono titolari per Costituzione e per legge delle funzioni in materia di agricoltura, sarebbero dunque chiamate a svolgere unicamente il ruolo marginale di “Organismo intermedio”.

Questo schema organizzativo, oltre a presentare evidenti profili di incostituzionalità, rischierebbe di disperdere, peraltro in una fase in cui diverse realtà stanno lavorando per costruire forme di “autonomia rafforzata”, un patrimonio di esperienze gestionali maturate nel corso degli anni in numerose Regioni italiane generando l’impossibilità di delineare lo sviluppo dei sistemi territoriali e di coglierne le specificità locali.

Il nuovo modello di governance definito nella proposta di regolamento deve essere pertanto fortemente contrastato in tutte le sedi in quanto non consente alcun adattamento delle scelte programmatiche alle specificità territoriali e settoriali e rischia di appiattire gli interventi su livelli minimi comuni penalizzando, di conseguenza, i territori caratterizzati da modelli agricoli efficienti ed avanzati che finirebbero per perdere l’opportunità di cogliere nuove sfide e di continuare a svolgere una importante funzione di traino dell’intero agroalimentare nazionale.

Le Regioni e le Province autonome ritengono quindi necessario definire una posizione comune e fortemente condivisa con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo per ribadire in tutte le sedi deputate tre richieste politiche di base:

1. incremento delle risorse attualmente proposte per la PAC 2021-2027con particolare riferimento al secondo pilastro, senza il quale non sarebbe possibile rispondere ai molteplici obiettivi e sfide che alla stessa PAC vengono attribuiti;
2. difesa e garanzia del ruolo delle Regioni nella gestione e attuazione della PACin particolare del secondo pilastro, senza il quale lo stesso obiettivo enunciato dalla Commissione di una PAC più flessibile e adattata alle specificità territoriali appare del tutto impraticabile;
3. coinvolgimento delle Regioni nell’attività emendativa delle proposte di regolamento e nelle successive fasi negoziali.

A questo proposito, al fine di sostenere le proprie richieste politiche con una proposta praticabile anche sul piano tecnico, le Regioni e le Provincie Autonome hanno elaborato e condiviso una serie di emendamenti agli articoli della bozza di regolamento della Commissione Europea COM(2018) 392 concernenti il modello di governance della PAC.

Questi emendamenti, allegati al presente documento, sono in particolare finalizzati a:
– consentire in maniera esplicita alle Regioni e Provincie Autonome di svolgere il ruolo di autorità di gestione superando l’attuale formulazione che prevede una sola autorità di gestione per Stato Membro;
– introdurre i Programmi Operativi Regionali quale strumento di attuazione delle parti della PAC che, nell’ambito del Piano Strategico Nazionale, saranno attribuite alle Autorità di gestione regionali;
– garantire autonomia alle Regioni e alle Province autonome nell’impostazione degli interventi dei Programmi Operativi Regionali per corrispondere ai fabbisogni delle specificità territoriali.

Le Regioni e le Province autonome chiedono al Governo di far proprie le proposte di modifica sopra evidenziate e l’istituzione di un tavolo di confronto per l’elaborazione e la condivisione di tutti gli emendamenti alle proposte di regolamento della Commissione per la PAC post 2020 da portare nelle sedi negoziali europee.

Fonte: Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Di |2018-10-26T18:15:24+02:0027 Ottobre 2018|Categorie: News|Tags: , , |

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