Musica e comportamento animale

Che gli animali siano influenzati e possano apprezzare la musica non deve stupire. Come nell’uomo la musica è un’espressione di stati d’animo ed emozioni, con una storia di guarigioni fisiche ed emotive per le sue azioni analgesiche e ansiolitiche, anche negli animali sono stati documentati vari effetti della musica sul loro comportamento e fisiologia. Inoltre, la letteratura disponibile indica che esiste una variazione tra gli animali per le preferenze musicali ed il loro comportamento. Molti autori hanno esaminato la sensibilità di uccelli, babbuini, scimmie, gibboni, cani, gatti e molte altre specie, tra le quali i bovini e i bufali, per diversi tipi e livelli di musica, constatando che un certo tipo di musica migliora il benessere degli animali, coprendo rumori indesiderati e diminuendo l’ansia e lo stress, mentre altri tipi di musica sono eccitanti.

Effetti della musica sui bovini e bufalini

Innanzitutto, per quanto riguarda rumori e musiche bisogna distinguere tra razze, attitudini e usi dei bovini. Per esempio, in una corrida rumori e musiche hanno lo scopo di eccitare il toro, mentre in una stalla l’obiettivo è di calmare le bovine da latte. Da tempo si sa che i bovini, ed in particolare le vacche da latte, sono sensibili ai rumori forti e improvvisi che arrivano a determinare una riduzione della produzione di latte e persino un’interruzione della sua emissione. In particolare, le grida umane hanno un effetto avversivo, lo sbattere di cancelli metallici aumenta la frequenza cardiaca provocando agitazione nei bovini ed un rumore improvviso ad alta intensità, come il passaggio a bassa quota di un aereo a reazione durante la mungitura, può aumentare la produzione di catecolamine con diminuzione o interruzione dell’emissione del latte. Il rumore e i suoni influenzano quindi il comportamento dei bovini e le loro produzioni, in particolare quella del latte; e questo vale anche per la musica che ha effetti diversi a seconda della sua intensità e del ritmo.

Le razze di bovini da latte sono più sensibili ai rumori e suoni delle razze da carne. Da quanto accennato si comprende come una musica lenta possa aumentare del 3% la produzione giornaliera di latte nelle vacche, mentre una musica veloce è in grado di diminuirla del 2% mentre in condizioni di stress le concentrazioni di cortisolo nel latte aumentano. La musica classica e country ha effetti positivi sul comportamento bovino rispetto agli effetti negativi di una musica rock o heavy metal che aumenta lo stress. L’uso negli allevamenti di bovini di musica classica per lunghi periodi di tempo produce un aumento della produzione di latte. Di particolare interesse le ricerche di Hurnik J. F. e Johnson L. (1997) sull’effetto della musica sull’approccio volontario delle vacche ad un sistema di mungitura automatica (AMS). Suonata durante il periodo di mungitura con amplificatori situati all’interno delle celle a circa 1,2 m sopra la testa delle bovine, e anche sul lato lungo della stalla, e attivata all’inizio di ogni periodo di mungitura e terminata dopo che l’ultima vacca da latte ha lasciato l’AMS, la musica ha mostrato di avere un effetto stimolante che influenza la prontezza comportamentale delle vacche ad accedere ai compartimenti di mungitura dell’AMS.

Anche nei bufali il comportamento e la loro produzione possono essere influenzati dalla musica, in particolare dalle musiche lente di tipo melodico di fronte alle quali le bufale restano immobili, cessano di ruminare e con grande attenzione dirigono le orecchie verso la fonte del suono: tutti segni di un rilassamento. Con una musica di questo tipo le bufale sono fisicamente e psicologicamente preparate a farsi mungere, riducendo i comportamenti stressanti e facendo in modo che anche le bufale nervose possano essere più facilmente manipolate. Musiche calmanti e rilassanti anche nelle bufale portano ad un aumento della produzione di latte, mentre elevati livelli di stress provocano una diminuzione della produzione totale.

Conclusione

L’effetto della musica sugli animali è specifico della specie, varia da positivo a negativo o con nessun effetto, e dipende anche dal tipo di musica. La musica influenza il comportamento degli animali e può aiutare ad aumentare la produzione di latte negli allevamenti di bovini e bufalini. Ovviamente, per ottenere risultati favorevoli e aumentare la produzione di latte la musica va applicata in allevamenti non rumorosi; inoltre, va utilizzata una musica con un effetto calmante, di tipo melodico e con ritmi regolari, capace di ridurre lo stress e di garantire un comportamento normale o calmo degli animali, come è gran parte della musica classica. Al contrario, una musica con effetti rumorosi, come può essere quella rock o heavy metal, aumenta lo stress ed alla fine riduce la produzione di latte.

 

Per l’immagine in evidenza ringraziamo Cremona Fiere. La foto è stata scattata in occasione dell’evento Happy Cow Concert.

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Giovanni Ballarini, dal 1953 al 2003 è stato professore dell’Università degli Studi di Parma, nella quale è Professore Emerito. Dottor Honoris Causa dell’Università d’Atene (1996), Medaglia d’oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte del Ministero della Pubblica Istruzione della Repubblica Italiana, è stato insignito dell’Orde du Mérite Agricole della Repubblica Francese. Premio Scanno – Università di Teramo per l’Alimentazione nel 2005, Premio Giovanni Rebora 2014, Premio Baldassarre Molossi Bancarella della Cucina 2014, Grand Prix de la Culture Gastronomique 2016 dell’Académie Internationale de la Gastronomie.

Da solo ed in collaborazione con numerosi allievi, diversi dei quali ricoprono cattedre universitarie, ha svolto un’intensa ricerca scientifica in numerosi campi, raggiungendo importanti ed originali risultati, documentati da oltre novecento pubblicazioni e diversi libri.

Da trenta anni la sua ricerca è indirizzata alla storia, antropologia ed in particolare all’antropologia alimentare e danche con lo pseudonimo di John B. Dancer, ha pubblicato oltre quattrocento articoli e 50 libri, svolgendo un’intensa attività di divulgazione, collaborando con riviste italiane, quotidiani nazionali e partecipando a trasmissioni televisive. Socio di numerose Accademie Scientifiche è Presidente Onorario dell’Accademia Italiana della Cucina e già Vicepresidente della Académie Internationale de la Gastronomie.

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