Analisi del futuro della selezione genomica nei bovini da latte: una revisione della letteratura

//Analisi del futuro della selezione genomica nei bovini da latte: una revisione della letteratura

Analisi del futuro della selezione genomica nei bovini da latte: una revisione della letteratura

A partire dagli anni ’50 sono stati introdotti i progeny test nei programmi di selezione genetica nei bovini. Lo svantaggio principale di questo metodo di selezione consiste nel fatto che, sebbene un torello raggiunga la maturità sessuale intorno all’anno di età, questi ha già 5 anni nel momento in cui sono disponibili dati sulla performance della prima generazione delle figlie. Nella prima decade di questo secolo è stata implementata una selezione basata su marcatori e l’impiego, a partire dal 2008, di chip ad alta densità di SNP (ossia > 50000), ha definitivamente dato avvio alla selezione genomica. In questa revisione sono descritte le conoscenze acquisite dopo circa due generazioni di applicazione della selezione genomica, cosa è cambiato e cosa probabilmente cambierà in futuro, come questi cambiamenti potranno influenzare la produzione zootecnica da latte.

Con l’avvento della selezione genomica si sono resi disponibili enormi quantità di dati sul genoma di centinaia di migliaia di animali e sono stati avviati specifici programmi per scambi di genotipi a standardizzazione dei parametri di valutazione tra Paesi. Uno degli scopi principali di questi servizi di standardizzazione (Interbull, Uppsala, Svezia, per esempio) è rendere omogenea la valutazione genomica di un animale tenendo conto delle interazioni genetica – ambiente, in riferimento al Paese in cui l’animale è valutato.

Nel 2010 la genotipizzazione di un animale con un chip > 50K aveva un costo di circa 500$; ad oggi la stessa analisi richiede 50$. Ciò ha permesso una notevole diffusione della genotipizzazione: solo in America, dal 2009, si calcola che siano stati genotipizzati circa 1.6 milioni di bovini di razza Holstein, di cui 215000 maschi. Il costo di un chip a densità minore ha raggiunto livelli così bassi che la genotipizzazione in condizioni di campo sulle vitelle femmine è ormai una realtà a portata di mano, in grado di impattare e di trovare giustificazione in una ottimizzazione della gestione della rimonta. L’intervallo generazionale è stato ridotto da 7 anni a 2.4 anni tra padre di toro e torello riproduttore, e da 7 a 5 anni per la linea femminile. Alcuni Autori sostengono che l’applicazione delle tecniche genomiche alle tecniche di riproduzione come IVF ed embryo transfert possano ridurre ulteriormente l’intervallo generazionale.

Il numero di nuovi torelli da valutare per la FA si è ridotto notevolmente, quasi dimezzato nel 2010 (circa 2500 animali tra America, Canda, Germania, Francia, Olanda e Israele) se confrontato con il 1995 (4500 soggetti). Al di là dell’ottimizzazione della selezione, tale riduzione rende difficili gli scambi internazionali in quanto diviene più complicato trovare riproduttori “outliers”, ossia con specifiche qualità e adattamenti, fuori dalla media.

Anche la possibilità di individuare correttamente i genitori di un animale, offerta come prodotto “secondario” e a costo nullo dalla genotipizzazione routinaria degli animali, permette di ridurre drasticamente gli errori di valutazione dei riproduttori e velocizzare il progresso genetico. L’implementazione della selezione genomica ha permesso di includere tra i parametri di valutazione anche caratteri diversi da quelli esclusivamente produttivi, quali la quantità di latte, il tenore in grasso e proteina, aggiungendo altri caratteri connessi a sanità, fertilità, efficienza produttiva e di conversione alimentare, produzione di gas serra.

 

Invited review: a perspective on the future of genomic selection in dairy cattle

Weller JI et al.

Dairy Sci. 100:8633-8644

DOI: doi.org/10.3168/jds.2017-12879

 

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Di |2017-12-11T09:57:27+02:0011 Dicembre 2017|Categorie: Dal mondo della ricerca|Tags: , , , |

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Dottorato di Ricerca “Sanità e scienze sperimentali veterinarie” – Università di Perugia Email: martina.crociati@studenti.unipg.it

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