I 9.900 allevatori proprietari della cooperativa lattiero-casearia europea, Arla Foods, stanno accelerando gli sforzi per ridurre la loro impronta di carbonio. Arla Foods intrudurrà un’iniziativa che coinvolgerà sette paesi, triplicherà la velocità della riduzione delle emissioni di CO2e negli allevamenti e accumulerà uno dei più grandi set di dati sul clima verificati esternamente.

Gli allevatori di Arla Foods sono già tra i produttori di latte più rispettosi del clima, producendo latte con meno della metà della media delle emissioni al litro prodotte a livello mondiale. Ora Arla Foods sta introducendo il nuovo programma Climate Check e un supporto completo a tutti i suoi 9.900 allevatori nel Nord Europa per minimizzare l’impatto sul clima. Questo permetterà all’azienda di ridurre le emissioni di carbonio del 30% entro il 2030 ed arrivare ad avere un impatto climatico netto pari a zero entro il 2050.

Gli allevatori Arla hanno già ridotto le emissioni del 24% dal 1990, ma riconosciamo che non è abbastanza. Come in qualsiasi altro settore, dobbiamo fare di più e dobbiamo farlo più velocemente“, afferma il presidente della cooperativa Jan Toft Nørgaard.

Il nuovo set di dati aiuterà a sviluppare le prossime mosse da effettuare in allevamento

Questo nuovo strumento, denominato Climate Check, si basa sul modello di controllo del clima che è stato presentato agli allevatori di Arla in Danimarca nel 2013. Il Climate Check aiuterà l’allevatore a identificare e quantificare le emissioni della sua azienda e fornirà un quadro chiaro delle azioni che questi possono intraprendere per ridurle ulteriormente. Ogni allevatore Arla inserirà nel dataset informazioni che coprono moltissimi aspetti: dalle dimensioni della mandria alla stabulazione, i volumi di latte prodotto, l’utilizzo e la produzione di alimenti zootecnici, l’utilizzo di energia e carburanti e la produzione di energia rinnovabile.

Il programma Climate Check includerà uno strumento di rendicontazione digitale, in cui tutti gli allevatori caricheranno i loro dati. I dati sono verificati da un consulente esterno che visiterà l’allevamento per fornire consulenza sui piani d’azione. Il set di dati sarà la solida base su cui saranno effettuate analisi comparative, condivisioni delle conoscenze e analisi delle correlazioni.

Saremo così in grado di confrontarci con i nostri colleghi allevatori sull’impronta di carbonio. I dati possono essere utilizzati anche per acquisire maggiori conoscenze e soluzioni scientifiche in collaborazione con il settore agricolo e le istituzioni accademiche“, afferma Jan Toft Nørgaard.

Incentivi per motivare gli allevatori

Per supportare gli allevatori nell’uso dei nuovi Climate Check, il Consiglio di amministrazione di Arla ha deciso che a quelli che si iscriveranno al Climate Check nel 2020 verrà erogato un incentivo finanziario di un centesimo di euro per chilo di latte. Sulla base di iniziative precedenti, un incentivo finanziario ha dimostrato di essere efficace nel sostenere il lancio di programmi.

Fonte: Arla

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