Il processo di produzione dell’insilato può essere spiegato in modo molto semplice, ma è in realtà molto complesso e dipende da diversi fattori che iniziano direttamente in campo, come la giusta scelta varietale, le buone pratiche agronomiche, la corretta epoca di raccolta, la popolazione microbica naturale, il contenuto di zucchero del foraggio, le operazioni di compressione e copertura del silos…

              

L’obiettivo principale della produzione di insilati è quello di:

  • massimizzare la conservazione dei nutrienti dei foraggi per l’alimentazione del bestiame migliorandone il valore nutritivo,
  • ridurre le perdite di insilamento dovute a deterioramento aerobico e alla degradazione da muffe e lieviti. Tali perdite evitabili possono arrivare anche ad un 30%.
CauseValutazionePerdita di energia (%)Miglioramento possibile grazie ad un corretto additivo per l’insilamento
Peridite di respirazioneInevitabile1 - 2NO
Perdite in campoDipende dalla tecnica utilizzata1 - 5NO
Perdite per percolamentoDipende dalla tecnica utilizzata0 - 8NO, insuff. Contenuto s.s.
Perdite anaerobicheEvitabile0 - 10SI
Perdite aerobiche (in trincea/riscaldamento dopo l’apertura)Evitabile0 - 20SI

L’utilizzo di Aspergillus oryzae negli insilati è una pratica ad oggi poco conosciuta e nuova agli occhi degli allevatori. Esso offre la possibilità di agire secondo due modalità differenti all’interno del silos in sinergia con l’aggiunta di inoculi di lattobacilli, pratica invece conosciuta da anni.

All’inizio dell’insilamento la quantità di batteri anaerobici, come i batteri lattici (qualunque sia la biomassa da insilare), è molto bassa rispetto alla restante popolazione; questo fa sì infatti che il pH non sia ancora acido. Ed è proprio in questo momento che è importante, insieme ad i lattobacilli, l’introduzione del prodotto di fermentazione di Aspergillus oryzae, il quale trova inizialmente un ambiente idoneo per esprimere al massimo il suo potenziale anche se per un periodo di tempo ridotto. È da qui che inizia la degradazione dei principali componenti della biomassa come fibra, amido e proteine. Infatti, l’aggiunta, di Aspergillus oryzae insieme al suo brodo di coltura fa sì che esso porti con sé tutti i metaboliti prodotti durante la fermentazione. Questi, a contatto con la biomassa, promuovono la rottura dei carboidrati strutturali fino al rilascio degli zuccheri, rendendoli così disponibili per i batteri per la produzione di acido lattico. L’inclusione degli enzimi nei foraggi con una bassa quantità di carboidrati solubili facilita il decremento del pH ed aumenta la concentrazione di acido lattico. Inoltre, l’utilizzo di enzimi riduce non solo il contenuto di NDF e ADF, come dimostrato in numerosi articoli scientifici, ma anche quello dell’emicellulosa.

Questa è la prima azione di Aspergillus oryzae all’interno del silos: fino a che le condizioni sono idonee, esso svolgerà una funzione di pre-digestione in modo da mettere a disposizione una enorme quantità di nutrienti ai batteri lattici, il cui numero dovrebbe già essere di per sé elevato grazie all’inoculo apportato inizialmente. Successivamente, la presenza e lo sviluppo dei batteri lattici permette un decremento del pH al di sotto di 4.5 che consente la sopravvivenza delle spore di Aspergillus oryzae.

Le spore sono considerate le protagoniste principali della seconda modalità di azione di Aspergillus oryzae sullo sviluppo di un insilato di ottima qualità. Una volta aperto l’insilato, queste trovano l’ambiente più idoneo per germinare e possono sviluppare e secernere vari enzimi digestivi, offrendo all’animale un alimento più idoneo alla digestione che, di conseguenza, sarà più veloce ma soprattutto più completa.

Akron s.r.l. offre agli allevatori un prodotto completo costituito da un inoculo di batteri lattici (CLEAN -SIL) e Aspergillus oryzae (ORY-SIL) da utilizzare insieme durante l’insilamento con una semplice miscelazione.

ORY-SIL è un prodotto in polvere contenente le spore di Aspergillus oryzae che, in seguito, disperdendosi e germinando, garantiranno la sua riproduzione e la produzione di pool enzimatici come cellulasi, emicellulasi, amilasi e proteasi. La sinergia di mettere insieme due prodotti, CLEAN-SIL e ORY-SIL consente di indurre più cicli di sporulazione, di cui l’ultimo è immediatamente precedente alla somministrazione all’animale.

L’enzima amilasi è utile per degradare l’amido in zuccheri. Le cellulasi o le xilanasi degradano le pareti cellulari in zuccheri. Gli zuccheri rilasciati dagli enzimi aumentano la crescita dei batteri dell’insilato e, in alcuni casi, gli enzimi degradanti le fibre aumentano anche la digeribilità del foraggio. L’aggiunta alla dieta di un corredo di enzimi che aiutano nella degradazione di amidi, fibre e proteine, sommata all’attività fermentativa del rumine, consentirà di ottenere una maggiore ingestione, maggiore produzione di latte e, in definitiva, un migliore stato di salute.

Trattare gli insilati con ORY-SIL migliora la digeribilità attraverso una serie di meccanismi diversi che includono: idrolisi diretta, miglioramenti dell’appetibilità, cambiamenti nella viscosità intestinale e cambiamenti nel sito di digestione. Gli enzimi hanno migliorato la fermentazione stimolando la produzione di acido, abbassando il pH e riducendo l’ammoniaca N.

Le possibilità di utilizzare gli enzimi aiuta a migliorare la digestione, l’utilizzo dei nutrienti e la produttività degli animali e, allo stesso tempo, a ridurre il materiale fecale prodotto dagli allevamenti e l’inquinamento ambientale.

Per qualsiasi informazione affidati ai consulenti tecnici Akron, specialisti nella conservazione dei foraggi aziendali.

 

Autori

Marta Rebolini e Sylwia Bochenska.

 

 

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