Associazioni tra concentrazione delle proteine nel latte in varie fasi della lattazione e performance riproduttiva nelle bovine da latte

//Associazioni tra concentrazione delle proteine nel latte in varie fasi della lattazione e performance riproduttiva nelle bovine da latte

Associazioni tra concentrazione delle proteine nel latte in varie fasi della lattazione e performance riproduttiva nelle bovine da latte

La concentrazione delle proteine nel latte bovino è stata positivamente associata con diversi parametri che descrivono la performance riproduttiva, sia nelle mandrie con parti distribuiti in tutto l’anno sia in mandrie stagionali (Irlanda, Nuova Zelanda, Australia). Si ritiene che la quota di proteine secrete nel latte dipenda in parte dal bilancio energetico in quanto nei primi 3 mesi di lattazione la loro concentrazione risulta maggiore nei capi con bilancio energetico meno negativo. A sua volta, il bilancio energetico negativo condiziona negativamente la fertilità degli animali. La concentrazione proteica relativa all’intera lattazione è stata associata alla performance riproduttiva, sebbene il bilancio energetico sia negativo solo nella prima parte del lattazione. Sebbene una parte dell’energia disponibile debba essere indirizzata alla mammella per la sintesi delle proteine del latte, questo processo metabolico è complesso e tra l’altro è influenzato anche dal volume di latte prodotto, a sua volta dipendente dalla quota di lattosio sintetizzato. Le variazioni della concentrazione proteica in risposta all’energia disponibile fornita con l’alimento sono poco significative e ciò suggerisce che sono altri i meccanismi che intervengono nel determinare la quantità di proteine secrete nel latte.

Attualmente non vi sono studi che comparino in maniera sistematica la forza delle associazioni tra la concentrazione delle proteine nel latte durante tutta la lattazione e un insieme di parametri ascrivibili alla performance riproduttiva. Tali informazioni potrebbero migliorare la nostra comprensione della biologia alla base del metabolismo proteico della bovina, nonché fornire indicazioni per individuare precocemente animali più fertili nell’ambito di un programma di gestione della fertilità.

A tale scopo sono state selezionate 62 mandrie, per un totale di 36.570 lattazioni appartenenti a 18.720 animali, sia con parti distribuiti durante l’anno, sia con parti stagionali. Per ogni lattazione erano disponibili i dati relativi ai controlli funzionali ed alla fertilità (immissione alla prima inseminazione, numero di inseminazioni, status gravida/non gravida alla fine del breeding period…). L’analisi del database è stata condotta con il software Stata.

La concentrazione proteica del latte variava notevolmente, ma la maggior parte dei dati oscillava tra 2.75 e 3.75%. I valori medi diminuivano fino al giorno 60-70 di lattazione, dopodiché tornavano ad aumentare. L’associazione con la performance riproduttiva degli animali era molto debole dal giorno 0 al giorno 30 dopo il parto, mentre assumeva valori maggiori nei periodi successivi. Ad inizio lattazione, a partire da 60 giorni dal parto, le bovine con titolo in proteine maggiore erano quelle che concepivano più rapidamente: per ogni punto percentuale in più di concentrazione proteica del latte, il rischio di gravidanza entro la ventunesima settimana di lattazione aumentava di 1.38-1.53 volte. La correlazione tra proteine nel latte e gravidanza al primo servizio, gravidanza entro la sesta settimana dall’inizio del breeding period e/o entro la ventunesima settimana era molto forte se valutata dopo i 180 giorni di lattazione. I risultati suggeriscono che la concentrazione di proteina del latte, oltre che dal bilancio energetico, è influenzata anche da altri fattori, soprattutto nella fase intermedia e successiva della lattazione. Gli Autori ipotizzano, inoltre, che la valutazione della concentrazione proteica del latte dopo i 60 giorni dal parto, con un solo controllo funzionale, potrebbe permettere di identificare gli animali con fertilità maggiore. Essendo il titolo in proteina del latte altamente correlato durante la lattazione, un solo controllo funzionale eseguito dopo i 60 giorni dal parto, potrebbe predire il titolo in proteina nel resto della lattazione ed indirettamente anche la performance riproduttiva. Studi successivi dovrebbero valutare approfonditamente non solo questa correlazione, ma anche il meccanismo metabolico che giustifichi l’associazione tra titolo in proteina del latte e performance riproduttiva dell’animale.

Associations between milk protein concentration at various stages of lactation and reproductive performance in dairy cows

Morton JM et al.

Dairy Sci. 99:10044-10056, 2016

dx.doi.org/10.3168/jds.2016-11276

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Dottorato di Ricerca “Sanità e scienze sperimentali veterinarie” – Università di Perugia Email: martina.crociati@studenti.unipg.it

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