Assolatte: la produzione di latte cresce in gran parte del mondo, in particolare in India e Turchia. Ma la domanda cresce di più soprattutto tra i Paesi emergenti. Con l’aumento della popolazione e dei consumi pro capite, sicuri che tra 20 anni ci sarà latte per tutti?

Negli ultimi 20 anni la produzione mondiale di latte è aumentata del 63%. E nei prossimi 20 anni crescerà di un ulteriore 45%, per effetto sia dell’aumento della domanda pro capite (+20%) che della crescita della popolazione mondiale (+23%). Risultato: nel 2040 probabilmente non ci sarà abbastanza latte per soddisfare la richiesta, afferma Assolatte citando i dati consuntivi dell’edizione 2019 dell’Ifcn Dairy Conference.

Dunque, il latte è decisamente l’alimento-chiave di questo secolo, sottolinea Assolatte: prodotto alimentare prezioso per il suo valore nutrizionale (in particolare per l’apporto in proteine e calcio), per la sua naturalità e per l’ottimo rapporto tra apporto nutritivo e prezzo, tra 1998 e 2018 il latte ha visto crescere del 26% i consumi pro capite medi mondiali, arrivati a 117 kg annui. Ma in Italia siamo decisamente sotto media: nel 2018 ogni italiano ha consumato, in media, 52 litri di latte.

La domanda di latte va di pari passo con lo sviluppo economico dei Paesi, spiega Assolatte. Oggi, infatti, sono soprattutto gli abitanti dei paesi emergenti a chiedere e consumare più latte, riconoscendo che è un alimento pregiato e nutriente, importante per la crescita e per il benessere in ogni età della vita. Molti di questi Paesi, che si trovano soprattutto in Asia, Africa e America Latina, hanno una produzione interna insufficiente ma stanno facendo forti investimenti per aumentare la produzione e questo sta dando una grande spinta propulsiva all’intero settore mondiale.

Nel 2018, dice Assolatte citando i dati della FAO, la produzione mondiale di latte è arrivata a 843 milioni di tonnellate, guidata dalla forte crescita di India, Turchia, Ue, Pakistan, Stati Uniti e Argentina.

Seguire la mappa dei maggiori paesi produttori di latte equivale a fare il giro del mondo, spiega Assolatte, e riserva molte sorprese. Nel giro di pochi decenni l’India è diventata il più grande produttore mondiale di latte: con i suoi 186 milioni di tonnellate ne produce quasi 10 volte di più di un paese dalla lunga tradizione lattiera come la Germania. Nel 2018 l’India è stata tra i paesi migliori per crescita annua (+5,6%), seguita dal Pakistan (+3%), che è il quarto produttore mondiale di latte , con oltre 45 milioni di tonnellate.

La Ue, nel suo complesso, produce quasi il doppio del latte ottenuto negli Stati Uniti (rispettivamente 167 milioni di tonnellate e 98 milioni di tonnellate). Mentre Cina e Russia, aggiunge Assolatte, hanno prodotto la stessa quantità di latte, ossia circa 31.500 milioni di tonnellate. E il Brasile ha superato i 35 milioni di tonnellate.

Il “fenomeno“ del 2018 è stata la Turchia: in un anno ha aumentato la produzione del 10,1%, grazie all’aumento dell’efficienza dell’intera filiera, che conta 6 milioni di vacche. La Turchia è così arrivata a superare i 22 milioni di tonnellate ed è il terzo produttore europeo (nonché l’ottavo al mondo). L’anno scorso, quindi, si è prodotto più latte in Turchia che in Nuova Zelanda (21 milioni di tonnellate), sottolinea Assolatte.

E proprio la Turchia ha ospitato, dal 23 al 26 settembre, il World Dairy Summit 2019, l’evento più importante del mondo lattiero-caseario organizzato dall’International Dairy Federation (IDF) – che in Italia ha sede in Assolatte – a cui hanno partecipato oltre 2mila delegati provenienti da tutto il mondo.

 

 

Fonte: Assolatte

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