E’ stato calcolato il metano (CH4) ruminale emesso da tutti i ruminanti allevati (bovini, bufali, ovini, caprini, cammelli e camelidi minori) in tutto il mondo, standardizzati a seconda della mole e quindi della quantità di metano emesso.

Sulla quantità di CH4 emesso dei ruminanti allevati, l’allevamento dei bovini ha la maggiore incidenza (74,9%), seguono i bufali (11,4%), gli ovini (6,8%), i caprini (5,2%), i cammelli (1,4%) e infine i camelidi minori (0,3%).

Inoltre, è stato calcolato il biogas, e quindi il metano, potenzialmente producibile in impianti di digestione anaerobica delle deiezioni. E’ stata stimata la quantità di deiezioni prodotte nell’arco di un anno da tutti i ruminanti allevati, ovviamente è stato tenuto conto che non tutti i ruminanti sono allevati in modo da poter gestire le deiezioni. Sono infatti stati esclusi dal conteggio gli animali allevati al pascolo e quindi la quantità di deiezioni prodotte non utilizzabile.

A seconda della specie, le deiezioni hanno una composizione chimica e microbiologica diversa, di conseguenza hanno una diversa resa in biogas e quindi in metano. In media, il biogas prodotto contiene circa il 50% di metano.

In totale, tutte le deiezioni di ruminanti potenzialmente recuperabili e utilizzabili nei bioreattori avrebbero prodotto circa 241.000 Gg di CH4 mentre gli stessi ruminanti, tramite le fermentazioni ruminali, ne hanno emesso in atmosfera nel 2016 circa 96.000 Gg, ovvero il 39,8%. Ovviamente i bovini sono quelli che potenzialmente potrebbero produrre più metano dalla digestione anaerobica delle loro deiezioni rispetto agli altri ruminanti allevati, circa 187.000 Gg contro i circa 71.000 che emettono tramite le fermentazioni ruminali, il 39,7% rispetto a quello potenzialmente usufruibile. I bufali potrebbero produrre circa 25.000 Gg di metano ma ne emettono circa 11.000 Gg, ovvero il 43,4%. Dagli ovini se ne potrebbero produrre 15.000 Gg, ma ne emettono invece 6.500 Gg, cioè il 43% di quello quello potenzialmente usufruibile. Le capre a loro volta ne potrebbero produrre 12.000 Gg ma ne emettono invece 5.000 Gg, ovvero il 39%.

Oltre alla popolazione dei ruminanti allevati, lo stesso calcolo relativo alla quantificazioni delle feci prodotte e all’utilizzazione di tali residui in impianti di digestione anaerobica per la produzione di biogas, è stato fatto per tutti gli altri animali di interesse zootecnico non ruminanti. Le deiezioni dei suini allevati potrebbero produrre circa 50.000 Gg, le deiezioni degli allevamenti di galline ovaiole, polli e tacchini circa 48.000 Gg, quelle degli equini circa 19.000 Gg, oche e anatre circa 2.000 Gg, e conigli circa 1.500.

E’ stata calcolata quindi l’energia elettrica potenzialmente producibile dai ruminanti allevati. Per rendere pragmatico tale dato è stata quantificata l’energia elettrica potenzialmente generata dalla combustione del metano prodotto e divisa per la quantità consumata mediamente in un’abitazione, arrivando a calcolare il numero di abitazioni medie alimentabili.

Potenzialmente, il numero di abitazioni alimentabili dall’energia elettrica prodotta dai ruminanti sono circa 900.000.000: più di 700.000.000 da bovini, circa 90.000.000 dai bufali, circa 57.000.000 dagli ovini, circa 49.000.000 per caprini e circa 5.000.000 dai cammelli, sono trascurabili i camelidi minori. Gli allevamenti degli animali non ruminanti, potrebbero alimentare in totale più di 450.000.000 abitazioni. L’allevamento di suini circa 190.000.000, galline, polli e tacchini circa 185.000.000, asini e cavalli circa 70.000.000, e oche, anatre e conigli circa 9.000.000.

Conclusioni

La conclusione palese e importantissima che è emersa da tale elaborazione è che, se sfruttate in maniera opportuna, le deiezioni produrrebbero più del doppio del metano che fisiologicamente i ruminanti emettono in atmosfera.

Quindi, in totale, tutti gli animali allevati nel mondo, che spesso sono visti solo come fonte di inquinamento potrebbero produrre energia pulita per alimentare circa 1 miliardo e 350 milioni di abitazioni.

 

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