Cambiamenti climatici, gli eurodeputati chiedono un rafforzamento degli impegni presi

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Cambiamenti climatici, gli eurodeputati chiedono un rafforzamento degli impegni presi

Accordo di Parigi: i deputati chiedono un rafforzamento degli impegni climatici dell’UE

  • L’impatto di un aumento di 2 °C porterebbe conseguenze profonde e probabilmente irreversibili
  • I deputati raccomandano invece di perseguire l’obiettivo di 1,5 °C
  • Richiesta una riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030

Tutte le politiche dell’UE dovrebbero essere strettamente allineate con gli obiettivi a lungo termine dell’Accordo di Parigi, ha affermato il Parlamento giovedì scorso.

I deputati sottolineano che gli attuali impegni assunti dai partiti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) “limiterebbero il riscaldamento globale solo ad un aumento della temperatura di circa 3,2° C e non si avvicinerebbero nemmeno ai 2 °C”, in una risoluzione sulla conferenza COP24 sui cambiamenti climatici a Katowice, adottata con 239 voti favorevoli, 145 contrari e 23 astensioni.

Essi ritengono che l’impatto di un aumento di 2 °C nelle temperature globali sarebbe profondo e molto probabilmente irreversibile, ma potrebbe essere evitato perseguendo l’obiettivo di 1,5 °C. Le soluzioni tecnologiche necessarie sono disponibili e sempre più a costi competitivi. Tutte le politiche dell’UE dovrebbero essere strettamente allineate con gli obiettivi a lungo termine dell’Accordo di Parigi, dicono.

Il Parlamento invita tutte le parti, inclusa l’UE, ad aggiornare i loro contributi entro il 2020 al fine di colmare il divario rimanente verso l’obiettivo di Parigi.

Richiesta per una riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030

I deputati dicono che mentre l’accordo raggiunto tra Parlamento e Consiglio per aumentare gli obiettivi per le energie rinnovabili e l’efficienza energetica comporterà una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) superiore al 45% entro il 2030, l’UE dovrebbe puntare a una riduzione delle 55% entro il 2030. I deputati si rammaricano del fatto che nei paesi non UE il dibattito sull’aumento dei loro contributi sia appena iniziato.

I deputati chiedono inoltre alla Commissione europea e agli Stati membri di preparare contributi per ridurre le emissioni di gas serra entro il 2020, da presentare al bilancio precedente al 2020 al COP24.

Se altre grandi economie non riuscissero a prendere impegni analoghi, sarebbe necessario mantenere le disposizioni sulla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, al fine di garantire la competitività globale dell’industria europea, affermano i deputati.

Finanziamenti per il clima

Anche il bilancio dell’UE dovrebbe essere coerente con i suoi impegni internazionali, e il bilancio a lungo termine post 2020 dovrebbe avere obiettivi per clima ed energia al centro del dibattito, dicono. La quota della spesa legata al clima dovrebbe essere aumentata dal 20% al 30% il più presto possibile, e tutte le spese rimanenti dovrebbero essere conformi all’accordo di Parigi e non controproducenti per gli sforzi climatici.

L’UE dovrebbe inoltre istituire un meccanismo finanziario pubblico dedicato e automatico che fornisca un sostegno aggiuntivo e adeguato alla giusta quota dell’UE nella realizzazione dell’obiettivo internazionale del finanziamento del clima da 100 miliardi di dollari, affermano i deputati.

 

Fonte: Parlamento Europeo

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Di |2018-10-30T11:28:24+02:0031 Ottobre 2018|Categorie: News|Tags: , , , , |

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