Risoluzioni 7-00325 Incerti, 7-00335 Maglione, 7-00345 Luca De Carlo, 7-00355 Golinelli, 7-00361 Gadda e 7-00366 Spena: Iniziative a tutela del comparto agroalimentare a fronte dell’aumento dei dazi doganali deliberato dalle autorità statunitensi.

Risoluzione unitaria approvata dalla Commissione

La XIII Commissione,

premesso che:

la politica protezionistica dei dazi messa in atto dall’amministrazione statunitense, che ancora una volta mette nel mirino i comparti economici in cui gli Stati Uniti hanno un deficit commerciale, rischia di avere gravi conseguenze sul sistema produttivo italiano ed europeo;

il Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio, ha stabilito che gli Stati Uniti, a partire dal 18 ottobre, potranno imporre dazi su merci provenienti dall’Unione europea per 7,5 miliardi di dollari all’anno, corrispondenti a 6,8 miliardi di euro. Si tratta di una sentenza che risolve una disputa legale, aperta da Boeing nel 2004, che accusa il consorzio Airbus (Francia, Germania, prevalentemente, e Regno Unito e Spagna) di aver ricevuto negli anni sussidi illeciti da parte dell’Unione europea e di alcuni suoi Stati membri;

non è previsto al momento un limite temporale all’imposizione dei dazi, che potranno, quindi, restare in vigore o essere modificati unilateralmente fino a quando non verrà raggiunto un accordo sul contenzioso legato ad Airbus. Secondo quanto previsto dal Trade Act, inoltre, l’amministrazione statunitense potrà operare revisioni periodiche, in particolare dopo i primi 120 giorni e successivamente ogni 180 giorni, modificando il paniere di prodotti o la percentuale dei dazi, attuando così una rotazione dei prodotti interessati;

nonostante l’Italia sia assolutamente estranea alle infrazioni commesse dagli Stati europei sopracitati, poiché non facente parte del consorzio Airbus, i dazi del 25 per cento a carico dei prodotti europei colpiscono i prodotti di eccellenza italiana di derivazione lattiero casearia come il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il Gorgonzola, i salumi come il salame e la mortadella, ma anche i prodotti del mare come crostacei, molluschi, agrumi o i succhi e liquori, amari e il limoncello;

il settore dell’agroalimentare italiano, simbolo di eccellenza del «made in Italy» nel mondo, rischia di essere seriamente danneggiato da tali misure, con indubbie conseguenze quali quelle di un considerevole calo dell’export verso gli Stati Uniti che, in termini economici, si tradurrebbe in una perdita, stando ai dati diffusi dalle principali associazioni di settore, stimata in circa 500 milioni di euro, con l’inevitabile rischio di mettere in ginocchio intere filiere e causare un crollo dei consumi all’estero;

gli Stati Uniti sono il secondo mercato estero, dopo la Francia, per l’export di parmigiano-reggiano con oltre 10 milioni di chilogrammi venduti ogni anno ad un costo di circa 40 dollari al chilo e, se in conseguenza dell’aumento delle tariffe doganali i listini dovessero lievitare fino a 60 dollari al chilo, il Consorzio stima una perdita di quota di mercato del 90 per cento e una perdita di fatturato di 360 milioni di euro. Analoga sorte per il Grana Padano che negli Usa realizza 60 milioni di euro, esportando, assieme al Parmigiano, 400 mila forme l’anno;

la regione con il maggiore export negli Usa di prodotti lattiero-caseari è l’Emilia Romagna con 115 milioni di euro, seguita da Lombardia con 63 milioni, da Sardegna con 62 milioni, da Veneto con 35 milioni e da Campania con 12 milioni;
quanto ai liquori e cordiali (esclusi i vini), l’Italia è il terzo fornitore, dopo Francia e Irlanda, del mercato Usa, che peraltro rappresenta il primo mercato italiano extra Unione europea. Nel 2018 l’Italia ha esportato per un valore pari a circa 163 milioni di dollari con una crescita pari al 13 per cento rispetto all’anno precedente. Nei primi 8 mesi del 2019 l’Italia ha esportato per un valore pari a 102 milioni di dollari con una crescita pari a circa il 3 per cento rispetto allo stesso periodo di riferimento dell’anno precedente. Estendendo lo sguardo agli ultimi cinque anni, l’incremento di export di liquori e cordiali è stato superiore al 50 per cento;

rilevato che:

i prodotti lattiero-caseari subiscono una grande concorrenza nel mercato statunitense dove vengono commercializzati prodotti generici che utilizzano impropriamente falsi nomi, evocativi del nostro Paese, come il «Parmesan» che rappresenta il simbolo del falso italiano;

si prospetta il considerevole rischio che i dazi introdotti dall’amministrazione statunitense possano agevolare la crescita del mercato dell’Italian sounding, che negli ultimi 30 anni ha registrato un incremento esponenziale. Tale mercato negli Stati Uniti vale oggi 19 miliardi, un valore che con l’introduzione di dazi, che siano selezionati su determinate categorie merceologiche dell’agroalimentare italiano, potrebbe arrivare intorno ai 24 miliardi;

i falsi «made in Italy» avranno inevitabilmente un vantaggio in più rispetto a quelli importati dall’Italia, perché andrebbero a costare meno rispetto a quelli italiani che, subendo un aumento del prezzo, arriverebbero ad una percentuale inferiore di consumatori;

il made in Italy ha già subito danni a causa dell’embargo russo per un valore di oltre un miliardo in cinque anni, al quale potrebbero sommarsi anche le conseguenze della Brexit;

si potrebbero verificare, inoltre, ripercussioni importanti sul mercato interno europeo, a causa di possibili fenomeni di triangolazioni del prodotto e, comunque, di una maggiore quantità di prodotto non italiano immessa sul mercato nazionale, ad esempio, nel settore agrumicolo o nel caso di prodotti non oggetto di dazi in Italia ma particolarmente colpiti in altri Paesi europei, come nel caso dell’olio per la Spagna;

rilevato altresì che:

l’Istituto per il commercio con l’estero (ICE) ha annunciato misure straordinarie a supporto delle imprese operanti nei comparti colpiti dai dazi, con uno stanziamento aggiuntivo di 12 milioni di euro relativo a misure quali l’adozione di azioni promozionali sul mercato USA, la creazione di un help desk on-line per il supporto diretto o gli interventi a sostegno delle imprese colpite, come la fruizione gratuita dei servizi ICE;

il Ministro italiano dell’Agricoltura ha avanzato richiesta al Commissario europeo al Commercio di attivare un fondo unionale e di puntare a un rafforzamento delle politiche di promozione negli Stati Uniti,

impegna il Governo:

ad intervenire urgentemente, nelle opportune sedi unionali, al fine di:

a) adottare le misure, compresa la restituzione alle esportazioni, necessarie a fronteggiare l’emergenza e riequilibrare il mercato;

b) adottare iniziative per tutelare le aziende dell’agroalimentare italiano, in modo da scongiurare che siano messi a rischio prodotti simbolo del made in Italy;

c) promuovere la creazione di un fondo europeo con una dotazione straordinaria finalizzato a neutralizzare le perdite economiche a carico del settore agroalimentare italiano, del tutto estraneo al contenzioso tra Airbus e Boeing che ha generato l’applicazione dei dazi in parola;

d) ad incrementare la dotazione finanziaria dei fondi europei già esistenti volti a fronteggiare le crisi di mercato del comparto agricolo italiano, chiedendo che siano alimentati da risorse al di fuori del bilancio agricolo;

e) a sostenere, presso le competenti sedi dell’Unione Europea, il mantenimento della posizione a favore di un negoziato nell’ambito del contenzioso Airbus/Boeing, al fine di evitare l’innescarsi di una pericolosa spirale protezionistica di dazi che danneggi i produttori agroalimentari italiani;

f) a valutare la possibilità di adottare iniziative per misure finanziarie dirette alla tutela delle denominazioni di origine e di indicazione geografica (Dop e Igp), che nel nostro Paese saranno fortemente penalizzate da questa situazione;

g) a continuare a manifestare interesse per l’adeguato finanziamento delle misure di promozione dei prodotti agroalimentari sui mercati esteri previste dal Reg. 1144 del 2014, prevedendo, ove necessario, anche specifiche ed ulteriori risorse, da destinare al rafforzamento, tra l’altro, delle imprese italiane nel mercato statunitense e negli ulteriori mercati emergenti;

h) ad adottare iniziative a valere sui fondi del Piano Straordinario per la promozione del Made in Italy e l’attrazione degli investimenti al fine di sostenere l’export delle imprese italiane che operano nel comparto agroalimentare, con particolare riferimento a quelle coinvolte dai dazi statunitensi;

i) a valutare, nella prossima legge di bilancio, la possibilità di stanziare ulteriori adeguate risorse finanziarie per le agevolazioni di cui all’articolo 32 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, che prevede misure a sostegno delle imprese che agiscono a tutela dei propri prodotti colpiti dal fenomeno dell’Italian Sounding.

(8-00051) «Incerti, Maglione, Luca De Carlo, Golinelli, Gadda, Spena, Andreuzza, Anna Lisa Baroni, Binelli, Brunetta, Bubisutti, Cadeddu, Caon, Cassese, Cillis, Colla, Dara, De Filippo, Del Sesto, Marco Di Maio, Fasano, Formentini, Fregolent, Gagnarli, Galizia, Galli, Gallinella, Gastaldi, Guidesi, Librandi, Liuni, Lolini, Loss, Lovecchio, Alberto Manca, Manzato, Migliore, Moretto, Nevi, Noja, Parentela, Patassini, Pettazzi, Piastra, Pignatone, Paolo Russo, Saltamartini, Sandra Savino, Ungaro, Viviani, Zanichelli, Zoffili».

 

Fonte: Camera dei Deputati

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