Risulta confermato nel 2015 l’aumento costante della temperatura in Italia, un “trend” accompagnato da numerosi eventi estremi di precipitazione. Le precipitazioni cumulate annuali del 2015 in Italia sono state complessivamente inferiori alla media climatologica del 13% circa. Sia pur di poco superiore al 2014, il 2015 è l’anno con il nuovo record di caldo (rispetto al trentennio di riferimento 1961-1990); gli scarti rispetto ai valori normali sono stati marcati a luglio e negli ultimi due mesi dell’anno. Tutti i mesi del 2015 sono stati più caldi della norma, ad eccezione di settembre al nord e febbraio al sud e sulle isole. Il mese meno caldo rispetto alla norma è stato settembre al nord (-0.11), febbraio al centro (+0.36) e al sud e sulle isole (-0.55). Nuovi record di temperatura sono stati registrati soprattutto sulle regioni settentrionali e in quota sull’arco alpino. Il 2015 si piazza poi al terzo posto per un clima mediamente ‘secco’ in base ai dati sull’umidità.
Il valore medio di anomalia annuale presenta sensibili differenze tra diverse aree del territorio italiano. Al Nord e al Centro il 2015 è stato nettamente meno piovoso della norma (rispettivamente -21% e -17%), al Sud e sulle Isole pressoché nella norma. Dal punto di vista termico, il 2015 ha segnato il nuovo record della temperatura media annuale, sia pure appena al di sopra del precedente registrato nel 2014. Sono questi alcuni dati che si possono leggere nell’XI rapporto Ispra “Gli indicatori del clima in Italia”: il report illustra l’andamento del clima nel corso del 2015 e aggiorna la stima delle variazioni climatiche negli ultimi decenni in Italia.
Gli scarti rispetto ai valori normali sono stati particolarmente marcati nel mese di luglio e negli ultimi due mesi dell’anno, quando il clima mite ha accompagnato un lungo periodo di tempo stabile e secco su quasi tutto il territorio nazionale.
Nuovi record di temperatura sono stati registrati soprattutto sulle regioni settentrionali e sulle stazioni in quota dell’arco alpino.
A livello globale (terraferma e oceani) il 2015 e’ stato l’anno piu’ caldo dal 1880 ad oggi. Sulla terraferma, l’anomalia della temperatura media globale rispetto al trentennio climatologico di riferimento 1961-1990 e’ stata di +1.23°C ed e’ la piu’ alta della serie a partire dal 1961; dal 1986 l’anomalia termica media globale sulla terraferma è stata sempre positiva. Tutti gli anni successivi al 2000 ed il 1998 sono i più caldi dell’intera serie storica.
In Italia, il valore della temperatura media nel 2015 e’ stato il piu’ elevato dell’intera serie dal 1961, appena superiore a quello del 2014. L’anomalia media annuale e’ stata di +1.58°C e va attribuita a tutte e quattro le stagioni, con l’anomalia piu’ marcata in estate (+2.53°C).
L’anomalia della temperatura media annuale del 2015 va attribuita leggermente di piu’ alle temperature massime rispetto alle temperature minime. Il rapporto Ispra si basa in gran parte su dati, statistiche, indici e indicatori climatici derivati dal Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati Climatologici di Interesse Ambientale (SCIA,www.scia.isprambiente.it), realizzato dall’Istituto in collaborazione e con i dati degli organismi titolari delle principali reti osservative presenti sul territorio nazionale.
Nel rapporto e’ rilevato che per quanto riguarda le precipitazioni, esse sono state mediamente inferiori alla norma quasi ovunque, con la notevole eccezione della Sicilia che e’ stata teatro di un numero significativo di eventi estremi, soprattutto nel mese di ottobre. Altri episodi di precipitazione molto intensa e spesso concentrata in poche ore hanno interessato, nel corso dell’anno, diverse regioni italiane, consolidando la percezione di una tendenza all’aumento della frequenza e della intensità di eventi estremi. Resta tuttavia difficile identificare in modo inequivocabile la presenza di trend nei dati delle serie locali di intensità pluviometriche su brevi intervalli di tempo.
L’altra faccia delle anomalie di precipitazione è rappresentata dai periodi di siccità, che nel 2015 si sono manifestati in particolare negli ultimi mesi dell’anno, avviando un periodo caratterizzato da gravi condizioni di deficit idrico soprattutto sulle regioni settentrionali.
Complessivamente, nel 2015 gli indicatori di temperatura e precipitazione sono stati derivati da circa 1100 stazioni distribuite sull’intero territorio nazionale. Lo studio della variabilita’ del clima presente e passato e’ di fondamentale importanza per valutare gli impatti e definire le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. Per questo motivo, anche questa edizione del rapporto riporta le stime delle tendenze climatiche nell’ultimo mezzo secolo, attraverso indicatori rappresentativi dell’andamento sia dei valori medi che degli estremi di temperatura e precipitazione. Dopo il 2014, anche il 2015 ha segnato nuovi record della temperatura media, sia a scala globale che in Italia.
(Fonte: Regioni.it)
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