In questi ultimi mesi, i prezzi delle materie prime utilizzate per l’alimentazione dei ruminanti sono stati molto sostenuti, mettendo in difficoltà sia gli allevatori che i loro fornitori. Di tutti i nutrienti della razione, la proteina è quello che incide maggiormente sul costo di produzione; è quindi doveroso capire se la concentrazione proteica utilizzata sia stata scelta con criterio e ponderazione.

Eccessi e carenze di azoto, ed in particolare degli aminoacidi, nella dieta possono essere causa di insufficiente produzione di latte e di carne, e di problemi riproduttivi e sanitari anche molto gravi. Inoltre, una gestione non razionale della razione si ripercuote sull’ambiente.

Per approfondire, soprattutto da un punto di vista pratico, questo capitolo alquanto complesso della nutrizione animale, abbiamo voluto chiedere alle industrie della community di Ruminantia specializzate a vario titolo in questo settore un loro parere. Nel primo articolo di questa nuova serie di “Opinioni a confronto” abbiamo ospitato il punto di vista di Balchem. Scopriamo ora lopinione di Agroteam S.p.A..


L’opinione di Sergio Vaiani, Presidente di Agroteam S.p.A.

Abbassare il costo della proteina nella razione delle bovine da latte si può?

I recenti aumenti del costo della farina di estrazione di soia hanno fatto lievitare di conseguenza anche le quotazioni degli altri proteici. Gli allevatori sono per questo molto preoccupati e spesso confusi dai suggerimenti che ogni persona che entra in azienda dà.

Ma cosa possiamo fare noi senza andare ad aumentare la confusione, già sufficiente, che regna in azienda?

1 – Aumentare la produzione di flora microbica ruminale (cioè produrre più proteine dal rumine).

Questo significa avere un rumine più efficiente e, in altre parole, essere certi che ciò che viene ingerito dall’animale verrà anche ruminato, degradato e quindi trasformato in energia e proteine microbiche. E’ la nostra specialità, o se si preferisce il nostro chiodo fisso. Aumentando la quota di miscugli di foraggi di graminacee, specialmente da cereali, si incrementa pure l’efficienza ruminale. Questo lo si avverte soprattutto nei casi in cui si sostituisce una parte di silomais con uno di questi mix: i titoli del latte salgono immediatamente e si riducono i sintomi di acidosi. Ciò significa che la vacca sta bene, mastica, insaliva e rumina. Infatti, normalmente, nel medio-lungo periodo cresce anche la fecondità della mandria e la produzione di latte.

In ogni caso, questa tecnica consente un abbassamento della % proteica ed energetica della razione ed un innalzamento della quota di foraggi a discapito della quota di concentrati (come produrre più latte dai propri foraggi).

E’ verosimile pensare ad un abbassamento dallo 0,5 allo 0,8% del titolo proteico della razione, senza avvertire alcuna perdita produttiva, anzi… con un miglioramento della parte solida del latte (grasso e proteine). Si abbasserà inoltre anche la quantità di sostanza secca ingerita per capo per giorno, a causa di una minor velocità di transito attraverso il rumine, che in questo caso non è un limite ma permette un’accresciuta metabolizzazione dell’ingerito.

2 – Inserire in razione una quota maggiore di foraggi di leguminose.

Convinti come siamo del valore della medica quale foraggio ed alimento in generale, bisognerà raccomandare un limite di utilizzo (pensiamo a 3-3,5 kg per razioni con insilati di mais, e 6-6,5 kg nelle razioni a secco destinate alla produzione di formaggi tipici). Ottima opportunità anche l’utilizzo di foraggi KD contenenti pisello. Anche in tal caso, l’aumento proteico dalla quota di foraggio è garantito (Alaska Mix, Florida Mix e Oregon Mix).

3 – Sostituire una parte delle proteine da concentrati con una modesta quantità di urea.

Qui il discorso si fa più sofisticato e difficile. È bene che questa operazione venga gestita dal nutrizionista. Si tenga in ogni caso presente che 40-50 grammi di urea per capo per giorno possono essere utilizzati ed andranno a sostituire circa 260 grammi di soia, con costi ben diversi. Ovviamente, nella sostituzione si dovranno verificare le diverse fonti proteiche della razione. L’urea, infatti, è una fonte proteica fortemente degradabile e il nutrizionista non potrà non tenerne conto.

Agroteam ha 2 prodotti che si adattano a questa manipolazione della razione.

4 – Sostituire, quale concentrato proteico, una parte della farina di estrazione di soia utilizzata con fonti alternative ma di ottimo valore biologico.

Sul mercato sono disponibili:

Farina di estrazione di girasoleCirca 30-32% di proteinePiù solubile della soia

Meno energetica
Distillers di cerealiDal 25 al 35% di proteineQualità variabile

Potenzialmente ottimi

Attenzione alla % di grassi perché insaturi
Farina di estrazione di colzaDal 32 al 34% di proteineOttima ma di difficile reperimento (per l’allevatore)

Spesso avversata dai regolamenti dei formaggi tipici
Semola glutinata di maisDal 18,5 al 21% di proteineOttimo prodotto per un utilizzo max di 1-1,2 Kg
CruscaCirca 17%Pur non essendo un proteico tradizionale, aiuta sia in termini di % di proteine, sia perché consente un utilizzo di fibre digeribili, normalmente a discapito degli amidi

5 – Utilizzare un nucleo proteico…

Un mangime proteico che contenga nel giusto dosaggio tutte le Materie Prime sostitutive della farina di estrazione di soia ma in dosaggi corretti che permettano con l’utilizzo di un unico prodotto di sostituire sino a 3 kg di farina di estrazione di soia. Consentono inoltre uno stoccaggio semplice anche in quantità limitate.

6 – Organizzarsi per accrescere il contenuto proteico dei propri foraggi. 

Qui le regole sono semplici e conosciute, ma pochi le applicano. Le proteine nel foraggio aumentano sfalciando presto! Ripeto, lo sanno tutti ma in pochi lo fanno.     

Recenti prove dell’Università di Bologna (Formigoni) dimostrano quanto vero e drammatico sia il calo della % di proteina, ed anche della digeribilità della stessa, se si sfalcia anche solo con pochissimi giorni di ritardo.

Le leguminose vanno sfalciate prima della fioritura, o al massimo alla comparsa dei primissimi fiori. Inoltre, le foglie (che rappresentano la vera quota proteica), vanno portate a casa e non lasciate sul campo. Da qui il suggerimento di prestare la dovuta attenzione alla produzione di insilati di medica, ma molto appassita e trattata con additivi specifici.

Anche nelle graminacee sfalciate precocemente non aumenta solo la quota energetica apportata, ma anche la quota proteica.

Ritornando alle leguminose, le tecniche da consigliare sono:

  • sfalciare come detto immediatamente prima della fioritura;
  • sfalciare nelle ore calde del giorno per aumentare la quantità di zuccheri nello stelo;
  • se si produce fieno, imballare nelle ore notturne per evitare che le foglie troppo secche cadano e rimangano nel campo.

Nel caso dell’insilamento:

  • far appassire il foraggio in campo prima di portarlo a casa, sino ad un minimo del 40% di sostanza secca (meglio ancora se è più appassito);
  • se il prodotto è fatto come suggerito, è consigliabile l’inoculazione con Small Grain Gold Agroteam che, pur non essendo specifico per le leguminose, assicura in ogni caso una buona caduta di pH, buone fermentazioni, assenza di lieviti e muffe, non perdita di proteine nella fermentazione, miglioramento della digeribilità delle NDF ed un prodotto estremamente appetibile.

Nella fienagione:

  • stiamo ottenendo risultati entusiasmanti con l’uso di Biohay Agroteam, spraizzato sulla rotoballa mentre la si pressa. L’utilizzo di questo inoculo, infatti, permette di imballare foraggio anche se questo non ha raggiunto lo stato di essicazione ideale. Con il vantaggio conseguente di minimizzare la perdita di foglie nell’azione di imballaggio, e quindi di portare più proteine alla bocca dell’animale;
  • Biohay consente inoltre la fienagione ad estate avanzata, quando la qualità delle mediche è massima, ma lo è pure la difficoltà di essiccarle (ci sarebbero molte più proteine prodotte a bassissimo costo…).

Questi sono i suggerimenti che il nostro ufficio tecnico è in grado di dare agli allevatori, e sono molti gli interessati al problema!

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