A Bruxelles assemblea annuale del Consorzio Europeo delle Imprese di Disidratazione dei Foraggi: Riccardo Severi (AIFE/Filiera Italiana Foraggi) riconfermato alla vicepresidenza. All’ordine del giorno anche le proposte sulla ricerca scientifica finalizzata al  miglioramento genetico dell’erba medica per far fronte alle conseguenze della siccità. La produzione di proteine per mangimi, in Europa, si ferma al 77%. Solo il 29% delle leguminose è ad alto contenuto proteico. AIFE/Filiera Italiana Foraggi è fortemente impegnata nello sviluppo del Piano strategico europeo per le proteine vegetali.

Si è tenuta a Bruxelles il 31 maggio scorso l’annuale assemblea del Consorzio Europeo delle Imprese di Disidratazione dei Foraggi (CIDE) che conta al suo interno 7 Paesi membri, tra cui l’Italia rappresentata da AIFE/Filiera Italiana Foraggi  presente all’incontro con il presidente Gian Luca Bagnara e il direttore Riccardo Severi.

All’ordine del giorno erano previsti il rinnovo delle cariche, che ha visto la riconferma alla vicepresidenza di Riccardo Severi; l’organizzazione del Convegno mondiale sull’erba medica, che si terrà in Francia alla fine del 2025 e le proposte sulla ricerca finalizzata al miglioramento genetico della coltura per far fronte alle conseguenze della siccità.

Nella stessa giornata si è svolto anche l’incontro del Gruppo di lavoro del Copa-Cogeca presieduto da Riccardo Severi per conto dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, mentre il successivo 2 giugno è stato presentato alla Commissione il consuntivo della produzione 2022, ma soprattutto sono state illustrate le preoccupanti prospettive per il 2023 che saranno fortemente condizionate dalle conseguenze della siccità e dell’alluvione che nelle ultime settimane ha sconvolto i territori della Romagna.

“Su sollecitazione di AIFE/Filiera Italiana Foraggi abbiamo avuto modo di confrontarci con Emma Wiesner, europarlamentare membro del Comitato agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo e relatrice della mozione per l’avvio di un Piano strategico europeo per le proteine vegetali – spiega Gian Luca Bagnara –  che ha condiviso con noi e gli altri partecipanti l’importanza delle proteine di origine vegetale nella transizione verso sistemi alimentari più sostenibili e a ridotto impatto ambientale. Nella UE, che assicura solo il 29% delle leguminose ad alto contenuto proteico, la produzione di proteine utilizzate per i mangimi si ferma al 77%. Durante l’incontro abbiamo sottolineato quanto la coltivazione di erba medica mantenga e migliori la qualità del suolo, favorisca l’aumento della biodiversità e la fissazione del carbonio e dell’azoto. I dati disponibili confermano infatti che la trasformazione delle colture proteiche e dei prati genera sottoprodotti in grado di agevolare l’economia circolare e   rispondere  alla crescente domanda dei consumatori  in termini di alimenti proteici alternativi”.

“Dopo un 2022 che ha registrato una sostanziale stabilità produttiva – prosegue il direttore AIFE/Filiera Italiana Foraggi, Riccardo Severi – caratterizzato anche da un incremento delle quotazioni che hanno compensato l’aumento dei costi energetici, le prospettive legate alla produzione europea per il 2023 si presentano piuttosto incerte sotto tutti i punti di vista. La Spagna, primo produttore europeo, sta facendo i conti con una grave siccità che di fatto sembra aver già posto fine alla campagna di raccolta con una contrazione di oltre il 50% rispetto allo scorso anno, e a quanto si apprende le eventuali piogge previste nelle prossime settimane non potranno cambiare le cose perché tutta l’acqua raccolta sarà destinata a ripristinare i bacini di riserva. La domanda di proteine e fibre derivate dall’erba medica è in aumento in tutti i Paesi e questo è un dato positivo che si scontra però con la situazione climatica spagnola e purtroppo anche italiana a causa della devastante alluvione che nelle scorse settimane si è abbattuta in Romagna, compromettendo circa il 50% dell’intera area produttiva della filiera dei foraggi: non meno di 40mila ettari che per tornare a essere pienamente produttivi avranno bisogno di importanti e costosi interventi”.

AIFE/Filiera Italiana Foraggi conta una base associativa di circa 30 impianti di trasformazione situati in diverse regioni italiane. Copre circa il 90% della filiera dei foraggi essiccati e disidratati a livello nazionale con una produzione che sfiora 1 milione di tonnellate/anno, il 60% del quale segue la via dell’export. Con l’indotto genera un fatturato di circa 450 milioni di euro/anno e complessivamente dà lavoro a circa 13.500 addetti

Fonte: Ufficio stampa AIFE

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