Controlli, ammende, riserva di crisi: nuovo voto sulla riforma della politica agricola dell’UE

//Controlli, ammende, riserva di crisi: nuovo voto sulla riforma della politica agricola dell’UE

Controlli, ammende, riserva di crisi: nuovo voto sulla riforma della politica agricola dell’UE

  • Riserva di crisi di almeno 400 milioni di euro
  • Pene più severe per le violazioni ricorrenti delle norme sulla produzione alimentare
  • Meno controlli sulle prestazioni degli Stati membri per ridurre la burocrazia

La Commissione agricoltura ha approvato l’ultima serie di proposte per migliorare la politica agricola dell’UE in modo da soddisfare meglio le aspettative degli agricoltori e dei consumatori. Gli emendamenti della Commissione agricoltura al cosiddetto regolamento sul finanziamento, la gestione e il monitoraggio sono stati approvati lunedì, con 28 voti favorevoli, 7 contrari e due astenuti.

La scorsa settimana, i deputati avevano già approvato le nuove norme sull’organizzazione comune del mercato e sui piani strategici.

Riserva di crisi finanziata al di fuori del bilancio della PAC

La riserva per le crisi nel settore agricolo, per aiutare gli agricoltori in caso di instabilità del prezzo o del mercato, dovrebbe essere finanziata come aggiunta ai pagamenti diretti della PAC e ai finanziamenti per lo sviluppo rurale. Il suo bilancio iniziale dovrebbe essere di 400 milioni di euro, mentre ulteriori fondi potrebbero essere aggiunti ogni anno insieme a tutti i fondi non utilizzati dell’anno precedente, fino a raggiungere 1,5 miliardi di euro. Se ciò non bastasse, il cosiddetto meccanismo di disciplina finanziaria che riduce i pagamenti diretti per gli agricoltori, dovrebbe essere attivato, ma solo come ultima risorsa ed escludendo i primi 2.000 € di pagamenti.

Pene più severe per il mancato rispetto delle rigide regole dell’UE

Se i beneficiari non rispettano ripetutamente le regole di condizionalità, cioè i requisiti legali in materia di ambiente, benessere degli animali o qualità degli alimenti, dovrebbero perdere il 10% di quello che gli spetta (rispetto al 5% previsto oggi). I beneficiari continueranno a perdere il 15% dell’importo a cui hanno diritto in caso di violazione intenzionale delle normative.

Meno controlli sulle prestazioni degli stati membri

I deputati hanno approvato il passaggio da un sistema basato sulla verifica del rispetto delle dettagliate regole da parte dei beneficiari ad un nuovo modello basato sulle prestazioni e incentrato sul raggiungimento dei risultati, come definito nei piani strategici nazionali. Per evitare di sovraccaricare le amministrazioni nazionali e gli agricoltori, gli Stati membri dovrebbero comunicare i loro risultati alla Commissione una volta ogni due anni, non ogni anno come era stato proposto. Nel caso i sistemi di controllo nazionali fossero seriamente carenti, la Commissione dovrebbe effettuare controlli in loco basati sul rischio.

Citazione

Ho redatto la mia relazione sulla base di due obiettivi: semplificare l’amministrazione e rendere le istituzioni più trasparenti. La relazione adottata oggi permette di raggiungere entrambi gli obiettivi, a beneficio degli Stati membri, degli agricoltori e dei cittadini“, ha affermato la relatrice Ulrike Müller (ALDE, DE).

Prossimi passi

Il testo approvato dai membri della Commissione Agricoltura deve essere esaminato dal Parlamento nel suo complesso. Questo potrà accadere solo dopo le elezioni europee del 23-26 maggio. La Conferenza dei Presidenti (Presidente del PE e leader dei gruppi politici) potrà allora decidere di inoltrare il testo alla Camera. In caso contrario, la nuova Commissione Agricoltura dovrà esaminare nuovamente la questione.

Per maggioro informazioni: 

 

Fonte: Parlamento europeo

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Di |2019-04-09T15:15:16+02:009 Aprile 2019|Categorie: News|Tags: , , , , |

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