Copagri: latte, i pastori sono la storia, la cultura e le tradizioni dei territori, che contribuiscono a valorizzare e proteggere

//Copagri: latte, i pastori sono la storia, la cultura e le tradizioni dei territori, che contribuiscono a valorizzare e proteggere

Copagri: latte, i pastori sono la storia, la cultura e le tradizioni dei territori, che contribuiscono a valorizzare e proteggere

Presidente Verrascina conclude lavori confronto Copagri Oristano sul comparto lattiero-caseario dell’Isola

“I pastori rappresentano la storia, la cultura e le tradizioni del territorio in cui operano, che con la loro attività contribuiscono a valorizzare, salvaguardare e proteggere, e questo assunto assume ancora più valore in una realtà fortemente vocata come quella della Sardegna”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Franco Verrascina, concludendo i lavori del confronto “Comparto lattiero-caseario: crollo o sviluppo?”, organizzato dalla Copagri Oristano e svoltosi a Ghilarza, nella suggestiva cornice della Torre Aragonese (le foto dell’iniziativa sono consultabili su bit.ly/2NNFJwu).

“Nell’Isola, infatti, si concentrano le maggiori attività ovicaprine del Paese, con circa 12 mila aziende e un patrimonio di oltre 3 milioni di capi, che producono in media circa 330 milioni di litri di latte ovino l’anno, la gran parte dei quali utilizzati per la produzione di Pecorino Romano DOP; basterebbero questi numeri a far comprendere l’importanza di un settore che ha significative ricadute sul versante economico e sociale, ma anche su quello paesaggistico e salutistico, e che vive purtroppo da tempo una crisi profonda, la quale da ciclica si sta trasformando sempre più in strutturale, con il serio rischio di alterare il delicato equilibrio delle zone interne dell’Isola”, ha osservato il presidente.

“Fondamentale è quindi intervenire sul versante della redditività, lavorando per invertire il trend che vede il prodotto venduto al di sotto dei costi di produzione e tenendo sempre bene a mente che il prezzo lo fa il mercato e gli accordi contrattuali si fanno all’interno della filiera; in ragione di ciò, è imprescindibile fare sistema e superare la frammentazione. Il minimo comune denominatore deve essere quello della redditività per tutti gli attori della filiera, a partire dai produttori agricoli e dai pastori”, ha aggiunto Verrascina.

“In tale ottica, la programmazione diventa uno strumento sempre più indispensabile per scongiurare il rischio di squilibri sul piano dell’offerta e va coniugata con l’internazionalizzazione, andando a conquistare nuovi mercati grazie agli accordi di libero scambio”, ha concluso il presidente della Copagri.

Ai lavori sono inoltre intervenuti, fra i molti altri, il vicepresidente del Consorzio per la Tutela del formaggio Pecorino Romano Leonardo Tilocca, il direttore della Copagri Sardegna Pietro Tandeddu, il presidente della Copagri Oristano Mario Putzolu e il vicepresidente della Copagri Sassari Tore Piana.

 

Fonte: Comunicato Stampa Copagri

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Di |2019-11-08T08:46:52+01:008 Novembre 2019|Categorie: News|Tags: , , |

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