Cosa si aspettano da noi i consumatori? Se lo chiede il Consorzio Agrario del Nordest in una tavola rotonda a Soave

//Cosa si aspettano da noi i consumatori? Se lo chiede il Consorzio Agrario del Nordest in una tavola rotonda a Soave

Cosa si aspettano da noi i consumatori? Se lo chiede il Consorzio Agrario del Nordest in una tavola rotonda a Soave

Esiste spesso una distanza siderale tra la gente, che taluni chiamano consumatori, e gli agricoltori che producono il cibo. Una distanza che, ad eccezione delle persone che vivono nelle città, non è tanto fisica quanto culturale. I cittadini immaginano i “contadini “come quelli che si vedono nelle pitture naif o come vengono rappresentati dal cinema e dalle campagne pubblicitarie che promuovono prodotti agro-alimentari.

L’agricoltura invece è permeata dalla tecnologia e ha davanti a sé la sfida di nutrire con cibo sano e abbondante ed equamente tutti gli abitanti della terra senza distruggerla.

Il cittadino consumatore è diventato sempre più consapevole, esigente e a volte capriccioso, e la sua dieta giornaliera è sempre meno condizionata dalla pubblicità e dalla fame ma sempre più da una crescente sensibilità verso il piacere di mangiare, la propria salute, la sostenibilità delle produzioni e il rispetto degli animali.

Oggi, a differenza di quanto accadeva qualche anno fa, il cittadino consumatore ha mille volti perché la Rete, o meglio i social che vivono in essa, ha permesso il riconoscersi in “branchi” virtuali dove anche sul cibo maturano granitiche opinioni.

Un fatto da non dimenticare quando non si vuole perdere il contatto con i consumatori è che ormai i cittadini occidentali sono satolli, e devono anzi combattere con molte malattie che vedono nell’eccesso di cibo la causa principale.

E’ in questo contesto e con queste premesse che il Consorzio Agrario del Nordest, nella sua divisione Calv Alimenta, ha voluto organizzare una giornata interna di studio e riflessione su quale dovrebbe essere il ruolo di un grande produttore di alimenti per animali (feed) nel dare nutrimenti all’uomo (food) che soddisfino le loro aspettative.

Il Consorzio Agrario del Nordest è un antica cooperativa nata con finalità mutualistiche nel 1895 che ha circa 45.000 soci e clienti ed esprime un un fatturato (2017) di 430 milioni di euro.

Il 23 Novembre 2018 a Soave (Verona), nel corso del Forum Zootecnico 2018 di Calv Alimenta dal titolo “Feed for Food”, si è tenuta una tavola rotonda in cui sono stati invitati Riccardo Deserti, Direttore del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano, Alessandro Mocellin, Presidente delle Latterie Vicentine, Enrico Farina, Direttore mktg del Salumificio Fratelli Beretta, Gian Piero Grossi, Responsabile qualità carni Coop Italia e Luigi Mion, Amministratore delegato di Migross – Eurospin.

I lavori sono stati aperti e coordinati da Aurelio Bauckneht, responsabile della comunicazione del Consorzio Agrario del Nordest, ed introdotti dal Direttore generale Pierluigi Guarise e Claudio Casolari, Responsabile commerciale della divisione Calv Alimenta. La moderazione della tavola rotonda è stata affidata ad Alessandro Fantini, Direttore di Ruminantia.

In un clima sereno e costruttivo e con “tanta voglia di filiera” si sono confrontate sette organizzazioni di buona reputazione e buoni profitti con interessi primari nei prodotti del latte, nelle carni rosse bovine e in quelle suine che hanno dato il loro contributo a tracciare un identikit dei mille volti del consumatore chiedendosi quale possa essere la traiettoria da seguire per non allontanarsi dal continuo mutare dei suoi interessi e come soddisfarli.

Il contributo portato nella discussione da parte di Coop Italia e Eurospin è stato molto importante e la GDO molto ben rappresentata. Coop Italia, a pari merito con Conad, è leader in Italia nella GDO, con un fatturato 2016 di 12.4 miliardi di euro, ed Eurospin, con un fatturato di 4.7 miliardi di euro, lo è sicuramente nel segmento “discount”. A rappresentare i consorzi di tutela quello del Parmigiano Reggiano che, oltre ad essere uno dei brand italiani più famosi al mondo, si trova in un particolare momento di “grazia”, sia per il prezzo di vendita che per l’export, che per la remunerazione agli allevatori. Le più di 3.5 milioni di forme prodotte all’anno, il lavorare il latte di 265.000 bovine ed esprimere un valore della produzione di 1.3 miliardi euro sono credenziali di tutto rispetto. A rappresentare la realtà delle cooperative italiane di allevatori di bovine da latte che operano nel nordest, le Latterie Vicentine, cooperativa che raccoglie il latte dai suoi 400 soci e che è ad oggi il più grande produttore di Asiago DOP. Molto interessante il contributo alla discussione apportato dal Salumificio Fratelli Beretta nato oltre 200 anni fa, ancora interamente italiano, che produce 19 tra DOP e IGP ed esprime un fatturato di oltre 800 milioni.

Difficile sintetizzare le conclusioni di questa tavola rotonda anche se le opinioni degli invitati sono state convergenti nel constatare che i temi della sostenibilità, dell’utilizzo degli antibiotici e del benessere animale detteranno l’agenda degli allevamenti, dell’industria e della GDO in maniera sempre più condizionanti. Tutti i presenti hanno concordato nel fatto che il noOGM e il biologico sono richieste che si sono localizzate in una fascia comunque limitata di consumatori mentre il chilometro zero, le “facce” e le storie dei produttori e la tradizione hanno un appeal in crescita sia in Italia che all’estero. La tavola rotonda non è riuscita a farsi una opinione chiara sul ruolo che ha il “basso prezzo” nell’orientare gli acquisti dei consumatori anche se non va dimenticato che anche nei paesi occidentali esiste una fascia consistente della popolazione che deve guardare con attenzione al prezzo di un alimento prima di acquistarlo.

La tavola rotonda si è conclusa con una domanda che Alessandro Fantini ha posto agli ospiti, per conto di Calv Alimenta, su quale possa essere il ruolo di un grande produttore di alimenti zootecnici come il Consorzio Agrario del Nordest. Tutti gli ospiti hanno condiviso che questo ruolo è molto importante perché gli “animali sono ciò che mangiano” e un prerequisito del benessere è proprio un’adeguata nutrizione. La riduzione o, meglio, l’uso razionale degli antimicrobici, il benessere animale e la sostenibilità vedono nell’industria mangimistica, specialmente se cooperativa, un interlocutore fondamentale. Auspicato da tutti gli ospiti è pertanto un ingresso ancor più forte e deciso del Consorzio Agrario del Nordest nelle filiere di produzione delle carni bovine e suine e nel latte, sia nella cura della qualità dei mangimi che nella formazione e nell’aggiornamento professione degli allevatori.

Infine, Aurelio Bauckneht ha posto ad Alessandro Fantini la domanda finale su come vede il futuro dell’industria mangimistica. La risposta ad un quesito così complesso è stata che chi raccoglie e trasforma gli alimenti zootecnici è il primo garante che nelle filiere del latte e della carne non entrino sostanze o microrganismi che possono far male alle persone. L’industria mangimistica, come lo è stata sempre fin dalle origini, sa come valorizzare sottoprodotti vegetali in nome dei sani principi dell’economia circolare sul quale sta crescendo la sensibilità dei cittadini consumatori. Infine, nutrire correttamente gli animali ed allevarli nel rispetto della loro “indole“ sono componenti importanti che determinano il benessere animale, e quindi il consiglio di Fantini di continuare a migliorare la qualità e quantità dell’assistenza tecnica e della consulenza verso gli allevatori.

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Di |2018-11-28T20:43:24+01:0026 Novembre 2018|Categorie: News|Tags: , , |

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