In questo articolo vengono riportati i risultati di alcuni studi sugli effetti antidiarroici di Oxilem.

I lavori di ricerca hanno riguardato le seguenti valutazioni:

  • in vivo dell’effetto antidiarroico di Oxilem su bovini affetti da enteriti batteriche indotte da E. coli, E. coli-Salmonella e Campylobacter, presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.
  • in vivo dell’effetto antidiarroico di Oxilem e valutazione del suo possibile utilizzo come sostitutivo dell’ossido di zinco e della colistina su suinetti in fase di post-svezzamento presso allevamenti in provincia di Mantova.
  • dell’effetto in vivo di Oxilem su suini colpiti da diarrea e valutazione del ripristino delle normali condizioni fisiologiche, del tono e della vitalità presso un allevamento industriale in provincia di Mantova.
  • in vivo dell’effetto dei polifenoli nell’alimentazione delle scrofe sul controllo della diarrea coccidica presso un allevamento a Cremona, Reggio Emila e Lodi.
  • in vivo su avicoli dell’effetto dei polifenoli nel prevenire la diarrea coccidica: valutazione del lesion score e della presenza di oocisti nei diversi tratti intestinali (duodeno, tratto intermedio e ciechi) presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna.
  • della presenza di oocisti nel tratto intestinale di bovini e agnelli prima e dopo il trattamento con Oxilem presso allevamento in Francia.
  • del tempo di trattamento per la criptosporidiosi di vitelloni razza Frisona, Presso l’Università di Utrecht in Olanda.

L’effetto antimicrobico ed antiossidante di Oxilem lo rendono un prodotto particolarmente efficace nel limitare le affezioni gastrointestinali, estremamente frequenti nell’allevamento bovino, suino e avicolo, la cui gestione, come appena detto, è alla base di una zootecnia di successo. Nella zootecnia bovina la diarrea neonatale è la principale causa di perdite economiche e per la sua diffusione è la prima causa di mortalità sia nei bovini da latte che da carne negli Stati Uniti (Colombo, 2006). Sono considerati i principali agenti patogeni responsabili delle enteriti dei vitelli: Coronavirus, Rotavirus, E. coli, Salmonella spp., Clostridium perfringens, Criptosporidi, Coccidi (Alborali, et al., 2006).

Per queste ragioni, sono stati quindi perseguiti una serie di studi in vivo per valutare l’efficacia di Oxilem nel trattamento di bovini e suini affetti da enteriti presso vari allevamenti ed istituti di ricerca. Di seguito vengono illustrati i risultati principali. Uno studio effettuato in collaborazione all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (Responsabile scientifico Dott. Bano Luca) ha evidenziato una importante riduzione di fenomeni di diarrea dovuta ad enteriti nei bovini (bovini da carne adulti).

Si passa dal 16,5% di incidenza di diarrea in animali controllo, fino al 2,25% per animali la cui razione è stata implementata con Oxilem. In più, si registra una percentuale di regressione da enteriti batteriche in bovini in fase di svezzamento pari al 100%, 89% e 93% rispettivamente per contagio da E. coli, E. coli-Salmonella e Campylobacter, in soli 3 giorni di trattamento (Figura 9) (Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie).

Figura 9 Soggetti con diarrea durante il test.

Tale dato è confermato da uno studio in vivo effettuato su maiali in fase di post-svezzamento, soggetti a diarrea, di un allevamento in provincia di Mantova. Nell’allevamento suino infatti, lo svezzamento rappresenta una fase critica accompagnata da marcati cambiamenti nella fisiologia, microbiologia e immunologia dell’ambiente gastrointestinale; il periodo che segue lo svezzamento è per queste ragioni spesso caratterizzato da un’alta incidenza di disturbi intestinali con diarrea e riduzione delle prestazioni di crescita dei suinetti. In questa fase, la diarrea è solitamente associata alla proliferazione di uno o più ceppi di Escherichia coli enterotossigenici (ETEC) nel tratto gastrointestinale (Heo, et al., 2012) ed è trattata con ossido di zinco e Colistina (agente antibatterico appartenente alla classe delle polimixine). Secondo il comitato CVMP (Committee Medicinal Products for Veterinary Use) i medicinali veterinari contenenti ossido di zinco andrebbero evitati a causa dei problemi ambientali che creano e dell’instaurarsi di resistenze antimicrobiche. Presso un allevamento sito in provincia di Mantova, è stato valutato l’utilizzo di Oxilem come sostituto di questi due prodotti; in particolare, il test è stato condotto su 140 suinetti nel periodo post-svezzamento (da febbraio a marzo), confrontando animali trattati con Ossido di Zinco e Colistina, con animali la cui razione è implementata con polifenoli, somministrati per 30 giorni successivi allo svezzamento. Non sono stati registrati casi di diarrea nel gruppo trattato con Oxilem al pari del gruppo trattato con i farmaci, pertanto l’integrazione con polifenoli può rappresentare una valida alternativa al loro utilizzo.

È stato evidenziato pertanto che l’integrazione con Oxilem nella razione contribuisce al controllo del fenomeno della diarrea nella fase di post-svezzamento (Bonetti, 2014).

L’efficacia di Oxilem come sostitutivo della Colistina e dell’Ossido di Zinco ha mosso un ulteriore test presso un allevamento suino della provincia di Mantova (diverso dal precedente). Durante il test, si è valutata l’incidenza di problematiche del tratto gastrointestinale dovute a colibacillosi (patologia dovuta all’ agente eziologico E.coli) nella fase di post svezzamento e l’effetto dell’integrazione con polifenoli sul peso finale degli animali. In merito a quest’ultimo aspetto, a parità di peso iniziale (10,2 kg per animali trattati con farmaci e 10,18 kg per animali trattati con Oxilem) il peso finale dopo tre mesi di trattamento è pari a 27,45 kg per gli animali trattati con Oxilem, valore che corrisponde a +2 kg rispetto al controllo (25,43 kg). Non sono stati registrati inoltre, segni clinici di disfunzioni intestinali dovute a contaminazioni da E. Coli sia in animali controllo che in animali la cui razione è integrata con polifenoli (MethodoChemicals, 2014).

Altra fase delicatissima del management di stalla, oltre la fase di post-svezzamento appena trattata, è la fase di periparto, momento in cui è massimo lo stress ossidativo e sono molto frequenti casi di diarrea. L’efficacia di Oxilem come antidiarroico è stata valutata in campo presso un allevamento di suini industriale in provincia di Mantova, in cui sono stati registrati casi frequenti di diarrea soprattutto nelle primipare nei 3-4 giorni antecedenti il parto. Problemi enterici in animali di interesse zootecnico sono spesso dovuti anche a patologie come la coccidiosi; si tratta di una malattia parassitaria del tratto intestinale causata da parassiti protozoari che determina, nei soggetti infetti, una massiccia distruzione delle cellule epiteliali e diarrea sanguinolenta, con conseguente calo di peso e ridotta produzione. La coccidiosi è probabilmente ad oggi, soprattutto nell’allevamento suino, la malattia infettiva più problematica in termini di trattamento e di costi, ed è ampiamente diffusa nei sistemi di allevamento intensivi.

Il trattamento con Oxilem determina il rapido recupero dei soggetti colpiti da diarrea, miglior tono e vitalità e soprattutto, nelle nidiate, determina una riduzione significativa dei problemi enterici (riduzione del 70%) e una riduzione della mortalità (riduzione del 50%). Inoltre, al termine dello svezzamento si è riscontrato un peso medio superiore della nidiata (7,4 kg rispetto a 6,9 kg degli animali controllo) e una migliore omogeneità dei capi svezzati (Ferri, 2018).

Il controllo della coccidiosi dipende principalmente dalla chemioprofilassi mediante l’uso di farmaci anticoccidiali (Abbas, et al., 2013). Tali prodotti possono però determinare l’insorgenza di resistenze ai farmaci o possono essere presenti come residui nelle produzioni destinate all’uomo (carne, uova ecc) il che può costituire una grave minaccia per la salute dei consumatori. L’integrazione con Oxilem è, in questo senso, uno ottimo strumento per il controllo della coccidiosi, principalmente per l’attività antiossidante dei polifenoli, poiché proprio lo stress ossidativo è coinvolto nella patogenesi di questa malattia parassitaria (Alhotan & Abudabos, 2019). Nell’ottica quindi di ridurre l’utilizzo di farmaci antiparassitari orali in suinetti sono state condotte una serie di prove in campo. Di seguito sono sintetizzati i risultati ottenuti. Un trial in campo presso un allevamento a ciclo chiuso in provincia di Cremona ha coinvolto 30 scrofe divise in due gruppi: il primo gruppo trattato con Oxilem (a partire da quattro giorni prima del parto, fino allo svezzamento dei suinetti) e il secondo gruppo non trattato (gruppo controllo). A suinetti nati da scrofe controllo è stato somministrato, come da prassi aziendale, l’anticoccidico Toltrazuril, mentre i suinetti nati da scrofe che hanno ricevuto l’integrazione con Oxilem, non hanno ricevuto il farmaco. Dalla prova in campo è emerso che la diarrea coccidica si è presentata in egual misura in entrambi i gruppi, ipotizzando che i polifenoli possono contrastare la coccidiosi al pari del farmaco (iGreen, 2018). A conferma di quanto appena evidenziato, anche presso un allevamento suino (Reggio Emilia) è stata confrontata l’incidenza di fenomeni di coccidiosi in suinetti nati da scrofe controllo e scrofe integrate con Oxilem; anche in questo caso, solo i suinetti controllo sono stati trattati con Toltrazuril. Dai dati ottenuti emerge che Oxilem protegge i suinetti da fenomeni di coccidiosi tanto quanto il farmaco, consentendone un uso limitato (MethodoChemicals, Oxilem- Sows and piglet-trial 1, 2018).

Da tutti i trial è emerso che la diarrea coccidica si presentata in ugual misura nel confronto fra suinetti trattati con Oxilem e con Toltrazuril, quindi i polifenoli contrastano la coccidiosi tanto quanto il farmaco, rappresentando pertanto una buona alternativa al suo utilizzo.

In soggetti la cui razione è implementata con Oxilem si è evidenziata una migliore efficacia delle cure mediche e dei trattamenti, passando dai 60 giorni di cure per i soggetti controllo a poco più di 10 giorni in soggetti trattati con Oxilem. Inoltre, si ha un numero inferiore di animali malati e un miglioramento della consistenza degli escrementi (Levy, 2014).

Stessi risultati sono stati ottenuti presso un allevamento suino a Lodi, in cui non sono emerse differenze significative fra suinetti trattati con Oxilem e con il farmaco (per entrambi i gruppi di trattamento non ci sono casi di coccidiosi) confermando l’effetto positivo di Oxilem (MethodoChemicals, 2018).

L’effetto positivo di Oxilem nel prevenire la diarrea coccidica è stato confermato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (Dirigente Responsabile di Sezione Dott.ssa P. Massi) su avicoli. Sono stati impiegati soggetti “Specific Pathogen Free” suddivisi in 2 gruppi; un primo gruppo di soggetti controllo infettati e non trattati e un secondo gruppo trattati con Oxilem a partire da 5 giorni di età. Tutti i soggetti sono sati infettati per via esofagea con una sospensione di oocisti contenente E. tenella, E. maxima ed E. acervulina. In tutti gli animali, soppressi sette giorni dopo l’infezione, è stata valutata la gravità delle lesioni intestinali post infezione. Il lesion score (punteggio da 0 a 4), parametro che misura quantitativamente il danno intestinale, evidenzia una netta diminuzione del danno relativa sia al duodeno, che al tratto intermedio che al cieco, in animali la cui razione è stata opportunamente implementata con Oxilem.

È stata poi valutata la presenza delle oocisti nei diversi tratti intestinali (duodeno, tratto intermedio e cieco) mediante esami microscopici a fresco di raschiati di mucosa intestinale. Anche in questo caso la valutazione è eseguita attribuendo un punteggio da 1, valore minimo, fino ad un massimo di 4, in funzione della presenza e rilevazione di oocisti nei campi di osservazione al microscopio.

Confrontando i valori medi emerge che per il gruppo controllo tale punteggio per duodeno, tratto intermedio e cieco è rispettivamente 2,9, 1,4 e 2,8, mentre per il gruppo trattato con Oxilem tali valori sono 0,8, 0, 1,9, valori che risultano nettamente inferiori (Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna “Bruno Ubertini”). La valutazione della presenza di oocisti nel tratto intestinale è stata effettuata anche su bovini e agnelli, in Francia, prima e dopo il trattamento con Oxilem al fine di valutare l’effetto dell’integrazione con i polifenoli sull’incidenza della coccidiosi. In particolare, è emerso che il trattamento per 7 giorni con Oxilem (20 g al giorno per ciascun animale), determina una riduzione della presenza di oocisti pari a 78% in agnelli e una riduzione dell’81,6% nei bovini.

Dati estremamente incoraggianti che spingono verso l’utilizzo di tale integrazione al fine di ridurre i danni dovuti alle affezioni parassitarie enteriche (MethodoChemicals, 2010).

Presso l’Università di Utrecht in Olanda (Responsabile scientifico Vincent Levy) invece, è stato valutato l’effetto dell’utilizzo di Oxilem su vitelloni razza Frisona sottoposti a cure per la criptosporidiosi, malattia parassitaria causata da Cryptosporidium, protozoo simile ad un coccidio. Nei vitelli C. Parvum può causare diarrea gialla ed acquosa, anoressia, disidratazione.

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