Dimensioni del follicolo al momento dell’inseminazione e probabilità di gravidanza – Parte I

//Dimensioni del follicolo al momento dell’inseminazione e probabilità di gravidanza – Parte I

Dimensioni del follicolo al momento dell’inseminazione e probabilità di gravidanza – Parte I

I protocolli per il controllo del ciclo estrale e per ridurre il tempo necessario per individuare l’estro nella specie bovina sono numerosi, tuttavia il momento dell’ovulazione rimane variabile e ciò rende difficile stabilire il migliore momento per eseguire l’inseminazione.

I follicoli nella specie bovina acquisiscono la capacità di ovulare quando raggiungono il diametro di circa 10 mm. Nonostante ciò, per far ovulare un follicolo di 10 mm sono necessarie quantità maggiori di LH rispetto a follicoli più grandi; al tempo stesso la somministrazione di GnRH induce una risposta ovulatoria solo nel 66% dei casi, quando valutata nell’arco dell’intero ciclo estrale. Si ipotizza quindi che all’interno di un programma di sincronizzazione degli estri, esista in realtà una grande variabilità circa le dimensioni dei follicoli al momento dell’inseminazione. Di conseguenza, lo scopo di questo lavoro è stato determinare se le dimensioni follicolari al momento della fecondazione artificiale (sia in bovine ad ovulazione spontanea che in bovine sottoposte a protocolli di sincronizzazione) possano influenzare la funzionalità del corpo luteo, il tasso di gravidanza e la mortalità embrionale/fetale.

Nel primo disegno sperimentale sono state incluse 40 bovine da carne di razza meticcia (incrocio con Angus), postparto, multipare, di età compresa tra i 3 ed i 13 anni. Gli animali sono stati divisi in gruppi (anestro e cicliche), in base ai livelli di progesterone ematico (cut-off: 1 ng/ml). Tutte le bovine sono state sottoposte ad iniezione intramuscolare di GnRH al giorno -9, di PG al giorno -2 e nuovamente di GnRH al giorno 0, contestualmente alla FA. Tutte le bovine allattavano il proprio vitello senza restrizioni durante l’esperimento. Quattro bovine nel gruppo anestro erano eliminate perché non ovulavano a seguito del protocollo. Tutti gli anmali erano sottoposti a prelievo di sangue venoso ai giorni -23, -16 e -10, giornalmente dal giorno -9 al 22 e una volta a settimana da 25 a 60 giorni dopo la FA. Si eseguivano scansioni ultrasonografiche delle ovaie per caratterizzare la crescita e lo sviluppo follicolare e per confermare l’avvenuta ovulazione. A partire dal giorno 25, si monitoravano tramite ultrasonografia, una volta a settimana, la presenza di un embrione e la vitalità di quest’ultimo.

In questo primo disegno sperimentale, il tasso di crescita del follicolo dominante non differiva tra le bovine in anestro e le cicliche (circa 1.0 mm al giorno), così come la dimensione dei follicoli al momento della FA (14.8±0.3 mm e  13.9±0.2 mm per le bovine in anestro e cicliche, rispettivamente). Non vi erano differenze nel tasso di gravidanza tra i due gruppi a parità di dimensioni dei follicoli ovulati. L’analisi della regressione indicava un massimale di pregnancy rate dell’84.0 ± 16.6% al giorno 25 quando erano ovulati follicoli di 14.7 mm di diametro. Si notava una tendenza, anche se poco significativa (P = 0.10) per le bovine che ovulavano follicoli < 12.1 mm a perdere la gravidanza al giorno 25. Il 13% delle bovine perdeva la gravidanza tra il giorno 25 e 39, mentre in totale si osservava un 33% di perdita embrionale precoce/tardiva. Tutte le perdite di gravidanza osservate, sia precoci sia tardive, corrispondevano alle bovine che avevano ovulato follicoli ≤ 13.5 mm di diametro. Al giorno 60, la relazione tra dimensione del follicolo e tassi di gravidanza confermava quanto già osservato per il giorno 25: il massimo del pregnancy rate (81.2±17.6%) corrispondeva alle bovine che avevano ovulato follicoli di 15.2 mm, mentre gli animali con follicoli < 12.8 mm tendevano a mostrare pregnancy rate inferiori.
I livelli di progesterone aumentavano a partire dal giorno 9 dopo la FA e i tassi di incremento fino al giorno 16 erano maggiori nelle bovine successivamente diagnosticate gravide al giorno 25. Anche la dimensione del follicolo al momento della Fa aveva un effetto sulle concentrazioni di progesterone: nel caso in cui l’ovulazione era indotta dalla somministrazione di GnRH, con follicoli < 12.8 mm le concentrazioni di progesterone aumentavano più lentamente che per ovulazioni indotte da GnRH su follicoli più grandi.

Le concentrazioni di estradiolo non erano invece influenzate dalla dimensione dei follicoli ovulati, né all’interno del gruppo (anestro e cicliche), né tra bovine gravide e non gravide.  Le proteine associate alla gravidanza (PAGs) erano rilevabili tra i giorni 22 e 25 solo nelle bovine gravide, ma non vi erano differenze associate alla dimensione dei follicoli al momento della FA.

Relationship between follicle size at insemination and pregnancy success

Perry AG et al.

Proc Natl Acad Sci U S A. 2005 Apr 5;102(14):5268-73

DOI: 10.1073/pnas.0501700102

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Dottorato di Ricerca “Sanità e scienze sperimentali veterinarie” – Università di Perugia Email: martina.crociati@studenti.unipg.it

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