Dimensioni del follicolo al momento dell’inseminazione e probabilità di gravidanza – Parte II

//Dimensioni del follicolo al momento dell’inseminazione e probabilità di gravidanza – Parte II

Dimensioni del follicolo al momento dell’inseminazione e probabilità di gravidanza – Parte II

Nel secondo disegno sperimentale si includevano 273 bovine da carne meticce (50% Red Angus, 25% Charolais, 25% Savoiarda), postparto, multipare, di età compresa tra i 2 e gli 11 anni, con al seguito il proprio vitello, allattato senza restrizioni. Gli animali erano sottoposti allo stesso protocollo di sincronizzazione descritto nell’esperimento n.1; le dimensioni del follicolo al momento della FA erano utilizzate per valutare la correlazione con il tasso di gravidanza tra le bovine con ovulazione indotta. Le bovine non gravide erano successivamente monitorate per l’individuazione dell’estro (sistema elettronico HeatWatch, DDx, Denver) e sottoposte nuovamente a FA, questa volta in seguito ad ovulazione spontanea. Le bovine si consideravano in estro quando il programma segnalava almeno 3 monte di 2 secondi di durata in un periodo di 4 ore. La FA era eseguita 12 ore dopo l’inizio dell’accettazione della monta. Anche in questo caso, si registrava il diametro del follicolo preovulatorio al momento della FA. Si procedeva con il prelievo di sangue venoso ed al monitoraggio ultrasonografico sia ovarico sia uterino così come descritto nel protocollo dell’esperimento n.1.  

In questo secondo esperimento, il massimo pregnancy rate rilevato (53.4±10.7%) per le bovine con ovulazione indotta corrispondeva a follicoli di 14.5 mm. Si osservava mortalità fetale/embrionale tra il giorno 25 e 68 nel 7% delle bovine, tutte con follicoli di piccole dimensioni al momento della FA. Questi animali rappresentavano il 39% delle bovine con follicolo preovulatorio di dimensioni inferiori a 11mm. Nel gruppo con ovulazione spontanea invece, il pregnancy rate era indipendente dalle dimensioni dei follicoli.  Inaspettatamente, nelle bovine non in estro ma con ovulazione indotta dal protocollo di sincronizzazione, i livelli circolanti di estradiolo al giorno 0 erano maggiori se il follicolo aveva diametro maggiore di 11.3 mm; invece per le bovine individuate in estro, la concentrazione ematica di estradiolo non dipendeva dalle dimensioni del follicolo. Non vi erano differenze nella concentrazione di PAGs in base alla dimensione dei follicoli; erano invece diversi i livelli di tali proteine se si considerava la successiva perdita della gravidanza. Sebbene fosse evidente solo una tendenza (P = 0.11), le bovine che andavano incontro a perdita della gravidanza mostravano concentrazioni inferiori di PAGs al giorno 27, ossia nel periodo in cui si accertava la gravidanza tramite ultrasonografia.  

 Discussione 

Nel primo esperimento le bovine indotte ad ovulare follicoli ≤ 13.2 mm sviluppavano successivamente un corpo luteo di dimensioni inferiori e dunque mostravano un minore incremento del progesterone circolante, tale da giustificare il più alto tasso di perdite di gravidanza. Tale fenomeno potrebbe essere dovuto alla presenza di un numero inferiore di cellule della granulosa nei follicoli più piccoli indotti ad ovulare che si tradurrebbe in un minor numero di cellule luteali e quindi nella produzione insufficiente di progesterone. Tuttavia, nel secondo esperimento le concentrazioni di progesterone non dipendevano dalla dimensione dei follicoli al momento della FA. Probabilmente la dimensione dei follicoli non è l’unica caratteristica discernente: follicoli di dimensioni inferiori ma che abbiano acquisito la capacità di ovulare potrebbero comunque produrre quantità adeguate di progesterone per supportare la gravidanza. E’ stato osservato che la concentrazione di estradiolo nel liquido follicolare è in grado di influenzare la successiva capacità delle cellule della granulosa di differenziarsi in cellule luteali e produrre progesterone. Di conseguenza, le bovine che avevano raggiunto la fase di accettazione della monta durante l’estro, potrebbero aver raggiunto concentrazioni di estradiolo intrafollicolare sufficienti a preparare le cellule alla luteinizzazione, indipendentemente dal diametro follicolare.

In questo lavoro le perdite embrionali dipendevano dal diametro follicolare solo nelle bovine con ovulazione indotta dal protocollo di sincronizzazione e non nel caso delle ovulazioni spontanee. Ciò potrebbe dipendere dal mancato raggiungimento della piena maturazione follicolare (sia per la qualità oocitaria, sia per la funzionalità delle future cellule luteali), così come dall’incapacità dell’utero di offrire un ambiente idoneo allo sviluppo ed impianto del conceptus.  

Questi dati probabilmente indicano che un oocita proveniente da un follicolo di piccole dimensioni (< 11 mm), seppur indotto ad ovulare farmacologicamente, potrebbe non aver raggiunto il grado di maturazione sufficiente a produrre un embrione che possa sopravvivere nell’ambiente uterino. Questa osservazione è importante, visto l’ampio utilizzo del GnRH all’interno dei programmi di sincronizzazione: l’effetto del GnRH su follicoli che non abbiano raggiunto un grado di maturazione nucleare/citoplasmatico sufficiente, potrebbe essere controproducente ed avere effetti negativi sul pregnancy rate e/o sulla sopravvivenza embrionale/fetale.  

 

 

Relationship between follicle size at insemination and pregnancy success 
Perry AG et al. 
Proc Natl Acad Sci U S A. 2005 Apr 5;102(14):5268-73 

DOI: 10.1073/pnas.0501700102 

 

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Di |2018-01-03T11:52:30+02:008 Gennaio 2018|Categorie: Dal mondo della ricerca|Tags: , , , , , , |

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Dottorato di Ricerca “Sanità e scienze sperimentali veterinarie” – Università di Perugia Email: martina.crociati@studenti.unipg.it

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