Ruminantia alla Fiera Internazionale del Bovino da latte ha assistito al seminario “Zootecnia digitale per il controllo dell’attività e della ruminazione: dalla rilevazione dell’estro al benessere animale”. L’evento è stato pensato e strutturato in base alle esigenze dell’allevatore che sempre più si trova ad affrontare le sfide delle nuove tecnologie sotto il nome di zootecnia di precisione.  

La figura dell’allevatore moderno è quindi decisamente incentrata su una maggiore concettualità e una minore praticità rispetto al passato, ed è per questo che deve essere guidato dalla consapevolezza di ciò che fa e di ciò che sa. Deve avere, inoltre, gli strumenti necessari per poter trarre dei vantaggi dall’utilizzo della zootecnia di precisione, un tornaconto, un maggior utile. 

Il seminario è stato aperto dall’intervento e dalla presentazione del Dott. Andrea Galli, direttore del CREA di Lodi, che subito ha messo in evidenza la differenza fra zootecnia di precisione e non. Queste si differenziano per il fatto che la prima privilegia le misure secche, elaborate in azienda tramite sensori e quindi lavora basandosi sul fatto che la misura produce un dato. Il dato prodotto, però, di per sé è inutile in quanto tale e va quindi trasformato in informazione che consente poi all’allevatore di prendere delle decisioni con il supporto di un modello o di un software.  

Nel corso del seminario sono intervenute le dottoresse Francesca Petrera, Rosanna Marino e Marisanna Speroni sempre del CREA di Lodi. 

Francesca Petrera ha messo in rilievo l’importanza che ha il controllo visivo della mandria al fine di monitorarne i calori e lo stato di salute e benessere (in particolare nel periodo del periparto) e ne ha sottolineato la difficoltà riscontrata specialmente per gli allevamenti di grandi dimensioni. Per esempio, la fecondazione che è sinonimo di produzione, deve essere effettuata necessariamente in un periodo ben preciso e per individuarlo si deve ricorrere all’utilizzo di sensori che, affiancati al lavoro dell’uomo rendono questa operazione decisamente più semplificata e vincente. 

E’ stato anche constatato che i sensori possono aiutare a rilevare i tempi che una bovina dedica giornalmente ad ingestione, ruminazione, riposo ed attività, anch’essi senza dubbio indicatori di stato di salute e benessere. La dott.ssa Petrera ha infine descritto ed inquadrato in generale alcuni dei dispositivi offerti dal mercato.  

Sull’importanza della gestione dei dati nell’allevamento della bovina da latte è intervenuta la dott.ssa Rosanna Marino che iniziando il suo intervento, ha descritto l’informazione come una visione della realtà derivante dall’elaborazione ed interpretazione di dati. L’informazione quindi di per sé, è un valore che è stato sottoposto ad un processo che lo ha reso significativo per il destinatario, divenendo realmente importante per il processo decisionale presente o futuro. Si è parlato, nell’ambito della lettura dei dati, di complessità relativa al fatto che si ha a che fare con organismi viventi che differiscono gli uni dagli altri e relativa al fatto che non si può assolutamente prescindere dall’esperienza dell’allevatore. 

E’ stata, infine la Dott.ssa Marisanna Speroni a parlarci delle informazioni derivanti dai sistemi sul benessere animale. Ha reso noto come le variazioni fisiologiche e comportamentali avvengano prima della comparsa dei sintomi e dunque si rendano facilmente evidenziabili con sensori. Per questo motivo la zootecnia digitale è considerata un valido aiuto per chi nell’ambito della zootecnia ci lavora, soprattutto negli allevamenti da latte. E proprio in questo contesto che viene associato un elevato valore al singolo animale che ha un’attesa di vita produttiva superiore rispetto alla maggior parte delle altre specie allevate e viene riscontrato un elevato interesse per la fertilità della singola bovina. Si rende quindi decisamente più conveniente investire sulla salute e sul benessere del singolo animale rispetto ad altri tipi di allevamento. 

Il seminario si è concluso con un nuovo intervento del Dott. Galli che si è reso disponibile, insieme alle sue colleghe, a rispondere a qualsiasi domanda e curiosità. 

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