Parlamento, Commissione e Consiglio europeo hanno finalmente raggiunto un accordo sulla revisione della Direttiva Emissioni Industriali (IED). Gli allevamenti di bovini restano esclusi dall’ambito di applicazione della Direttiva ma la Commissione dovrà rivalutare la decisione nel 2026.

Nella serata di martedì (28 novembre) il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sulla revisione della direttiva sulle emissioni industriali (IED) che stabilisce norme sulla prevenzione e il controllo dell’inquinamento derivante dalle emissioni dei grandi impianti agroindustriali nell’aria, nell’acqua e nel suolo, nonché sulla produzione di rifiuti, sull’uso di materie prime, sull’efficienza energetica, sul rumore e sulla prevenzione degli incidenti.

Confermando la posizione già espressa dal Parlamento europeo a luglio 2023, l’accordo raggiunto in sede di trilogo conferma l’esclusione dal campo di applicazione della direttiva degli allevamenti di bovini, che invece erano stati inclusi nella revisione presentata dalla Commissione europea che aveva originariamente proposto una soglia di 150 UBA per tutto il bestiame, compresi i bovini.

Per quanto riguarda gli allevamenti di suini è stato stabilito di estendere il campo d’applicazione della direttiva agli allevamenti con più di 350 unità di UBA. Sono state invece escluse le aziende che allevano suini in modo estensivo o biologico e all’aperto per un periodo significativo di tempo nell’anno. Per il settore avicolo, la direttiva sarà applicata agli allevamenti con galline ovaiole con più di 300 UBA e agli allevamenti con polli da carne con più di 280 UBA. Per le aziende che allevano sia suini che avicoli il limite sarà di 380 UBA.

Dopo il voto, il relatore Radan Kanev (PPE, Bulgaria), ha dichiarato: “Sono soddisfatto del risultato complessivo poiché il Parlamento ha difeso i punti più importanti del suo mandato, tra cui la riduzione significativa delle emissioni senza creare ulteriore burocrazia per le industrie e gli agricoltori, nonché il livello delle sanzioni per le aziende inadempienti”.

Europarlamento e Consiglio hanno però incaricato la Commissione di riesaminare, entro il 31 dicembre 2026, la necessità di un’azione dell’UE per affrontare le emissioni derivanti dall’allevamento di bestiame, compreso quello bovino, nonché di una clausola di reciprocità per garantire che i produttori di paesi terzi soddisfino requisiti simili alle norme comunitarie quando esportano nell’UE.

Prossimi passi

L’accordo deve ancora essere adottato dal Parlamento e dal Consiglio, dopodiché la nuova legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’UE ed entrerà in vigore 20 giorni dopo. Gli Stati membri avranno quindi 22 mesi per conformarsi a questa direttiva.

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