Dovremmo mangiare meno carne rossa? Un nuovo studio dice di no

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Dovremmo mangiare meno carne rossa? Un nuovo studio dice di no

Secondo una nuova ricerca pubblicata su Annals of Internal Medicine il consumo di carne rossa sia fresca che processata degli adulti non dovrebbe essere ridotto.  

Molte delle linee guida dietetiche emerse dalla ricerca in questi anni raccomandano di limitare il consumo di carne rossa. Ad esempio, le 2015–2020 Dietary Guidelines for Americans raccomandano un consumo di carne rossa, anche processata, di circa 1 porzione a settimana. Allo stesso modo, le linee guida dietetiche del Regno Unito consigliano di limitare l’assunzione di carne rossa fresca e processata a 70 g/giorno, e il World Cancer Research Fund/American Institute for Cancer Research raccomanda quantità moderate di carne fresca e pochissima carne trasformata. La World Health Organization International Agency for Research on Cancer ha indicato che il consumo di carne rossa è “probabilmente cancerogeno” per l’uomo, mentre la carne trasformata è considerata “cancerogena” per l’uomo.

Un gruppo di esperti scientifici ritiene però che queste raccomandazioni siano basate principalmente su studi osservazionali ad alto rischio di confusione che non hanno determinato un forte nesso causale tra consumo di carne e rischi per la salute. Inoltre, queste indicazioni non riportano l’entità assoluta di eventuali effetti. Secondo i ricercatori, le organizzazioni che hanno prodotto queste linee guida non hanno condotto o non hanno effettuato rigorose revisioni sistematiche delle prove, hanno affrontato la questione dei conflitti di interesse in modo parziale e non hanno affrontato esplicitamente i valori e le preferenze della popolazione, sollevando domande relative all’adesione agli standard delle linee guida per l’affidabilità. Le raccomandazioni sulle linee guida dietetiche richiedono la considerazione della certezza delle prove, dell’entità dei potenziali benefici e rischi e l’esplicita considerazione dei valori e delle preferenze delle persone.

Il team ha quindi deciso di svuluppare una serie di raccomandazioni sul consumo di carne rossa e di carne trasformata sulla base di 5 revisioni sistematiche de novo che hanno preso in considerazione tutti questi problemi.

Una potenziale soluzione ai limiti delle linee guida nutrizionali contemporanee potrebbe essere formare un gruppo indipendente con esperienza clinica e nutrizionale ed esperto nella metodologia delle revisioni sistematiche e linee guida pratiche, metodi che includono un’attenta gestione dei conflitti di interesse, per produrre raccomandazioni affidabili basate sul valori e preferenze degli utenti delle linee guida. Per questo motivo è stato sviluppato il consorzio internazionale NutriRECS con l’obiettivo di produrre rigorose raccomandazioni nutrizionali basate sull’evidenza che aderiscano agli standard di affidabilità.

Sono state quindi  eseguite 4 revisioni sistematiche parallele, incentrate sia su studi randomizzati che su studi osservazionali, per affrontare il possibile impatto del consumo di carne rossa fresca e processata sulla salute cardiometabolica e sull’insorgenza di cancro. Una quinta revisione sistematica considerava invece i valori relativi alla salute e le preferenze relative al consumo di carne degli individui. La soglia scelta dal team di ricerca per la riduzione del consumo di carne alla quale associare potenziali benefici per la salute è stata di tre porzioni alla settimana.

Una review di 12 studi unici con 54000 partecipanti non ha rilevato alcuna associazione statisticamente significativa o rilevante tra il consumo di carne rossa e il richio di malattia cardiaca, cancro o diabete. Tre revisioni sistematiche di studi di coorte condotti su milioni di individui hanno evidenziato una piccola riduzione del rischio tra chi aveva diminuito di 3 porzioni l’apporto settimanale di carne rossa fresca o processata, ma la correlazione non aveva un grado di certezza molto elevato.  Secondo l’ultima revisione invece molte persone inserivano la carne nella dieta perchè la consideravano un prodotto molto salutare e per il suo gusto, e difficilmente avrebbero cambiato abitudini alimentari.

I risultati

Il gruppo di esperti che ha condotto la valutazione degli studi ha formulato per gli adulti di età pari o superiore ai 18 anni, una raccomandazione che suggerisce di non ridurre il consumo attuale di carni rosse fresche. Per quanto riguarda la carne rossa processata, il panel ha raccomandato per gli adulti di età pari o superiore a 18 anni, di continuare il consumo attuale.

Secondo la systematic review sui valori e le preferenze relative alla salute, gli onnivori hanno riferito di apprezzare il consumo di carne, considerandola un componente essenziale di una dieta sana. Di fronte ad una bassa certezza della riduzione del richio cardiovascolare e oncologico i partecipanti tendevano a non essere disposti a modificare il consumo di carne. Considerazioni sul benessere degli animali, e in particolare sull’impatto ambientale delle produzioni animali, sono certamente importanti per alcuni individui ma non sono state considerate nella formulazione di queste linea guida.

Unprocessed Red Meat and Processed Meat Consumption: Dietary Guideline Recommendations From the Nutritional Recommendations (NutriRECS) Consortium FREE

Annals of Internal Medicine

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Di |2019-10-04T17:15:53+01:004 Ottobre 2019|Categorie: Etica & Salute|Tags: , , , , , , |

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