Con un convegno internazionale, svoltosi nel luglio 2020 in Valle Stura di Demonte, territorio delle Alpi sud-occidentali a significativa vocazione pastorale, ancora in parziale presenza dei partecipanti, si è chiuso il progetto europeo Eranet EcoLamb.

Nel corso di un triennio, la ricerca, coordinata dall’Università di Torino (prof. Mario Baratta del Dipartimento Scienze Veterinarie), ha avuto l’obiettivo di valutare la sostenibilità di diversi sistemi di produzione ovina nell’UE-28 e in Turchia. È stato affrontato lo studio della sostenibilità degli allevamenti ovini da carne, con particolare riferimento alle dosi di resilienza rispetto alle diverse barriere ecologiche e sociali. Un ulteriore intento è stato quello di rafforzare la competitività del settore.

In definitiva, Ecolamb ha avuto come obiettivi l’identificazione, il supporto e la promozione di una carne ovina più sana e funzionale, proveniente da sistemi produttivi a bassa impronta ecologica, in linea con il mandato dell’Europa per una produzione animale sostenibile.

È stato pertanto adottato un approccio della ricerca concretamente “olistico” con vari sotto-obiettivi:

  • garantire la conservazione della biodiversità,
  • rispettare il benessere animale,
  • migliorare la qualità e sicurezza della carne ovina,
  • incrementare l’accettabilità da parte dei consumatori,
  • migliorare la competitività sul mercato.

I risultati, presentati in parte nel documento qui scaricabile ma ancora in corso di elaborazione, hanno consentito di fornire utili indicazioni per migliorare l’efficienza e la redditività, rispettando gli standard di benessere animale e la qualità ecologica del settore produttivo. Il progetto ha voluto affrontare questa ricerca a livello di singolo allevamento, aumentando al contempo l’accettazione da parte della società ed evidenziando l’erogazione di servizi ecosistemici.  Per raggiungere questi obiettivi, EcoLamb ha coinvolto allevatori di diversi Paesi EU (oltre all’Italia, la Spagna, il Portogallo, la Germania e la Slovenia) e della Turchia, con team di ricerca multidisciplinari, per sviluppare nuove valutazioni relative all’animal welfare e alla sostenibilità per l’intera filiera ovina.

Il consorzio ha condotto un’analisi a partire da progetti europei, nazionali e internazionali con obiettivi simili, favorendo un’ampia rete di ricercatori per sviluppare congiuntamente le capacità degli allevatori europei e per superare le barriere che rischiano di limitare la capacità di innovazione del settore.

Maggiori informazioni sul progetto sono disponibili qui.

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