Effetti del consumo di latticini sulla statura e sul contenuto minerale osseo nei bambini: una review sistematica di studi controllati

//Effetti del consumo di latticini sulla statura e sul contenuto minerale osseo nei bambini: una review sistematica di studi controllati

Effetti del consumo di latticini sulla statura e sul contenuto minerale osseo nei bambini: una review sistematica di studi controllati

Abstract
Introduzione

Risultati

Discussione
Conclusione
Riconoscimenti
Riferimenti

Carmela de Lamas,1,2,3,4,5 María José de Castro,4,5,6 Mercedes Gil-Campos,2,3 Ángel Gil,3,7,8 María Luz Couce,1,4,5,6 e Rosaura Leis 1,3,4,5 
1Department of Forensic Sciences, Pathological Anatomy, Gynecology and Obstetrics and Pediatrics, University of Santiago de Compostela, Santiago de Compostela, Spagna; 2Pediatric Metabolism and Research Unit, Department of Pediatrics, Reina Sofia University Hospital, IMIBIC, University of Cordoba, Cordoba, Spagna; 3CIBEROBN, Madrid, Spagna; 4Department of Pediatrics, University Clinical Hospital of Santiago de Compostela, Santiago de Compostela, Spagna; 5IDIS-Sanitary Research Institute of Santiago de Compostela, Santiago de Compostela, Spagna; 6CIBERER, Madrid, Spagna; 7Department of Biochemistry and Molecular Biology II, School of Pharmacy, University of Granada, Granada, Spagna; e 8Institute of Nutrition and Food Technology “José Mataix,” Biomedical Research Center, University of Granada, Granada, Spagna 

Abstract

Esiste un presupposto fisiologico circa il ruolo di alcuni nutrienti selezionati, in particolare proteine, calcio e vitamina D, nella crescita e nello sviluppo, che sono al massimo durante l’età pediatrica. Il latte e i latticini sono particolarmente ricchi di questo gruppo di nutrienti. La presente review sistematica riepiloga le prove in nostro possesso che mettono in correlazione il consumo di latticini con la crescita lineare e il contenuto minerale osseo (BMC) durante l’infanzia e l’adolescenza. Una ricerca è stata condotta a livello di banche dati, tra cui MEDLINE (tramite PubMed) e SCOPUS, seguendo le linee guida del Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analyses (PRISMA) ed ha incluso studi clinici controllati (a partire dal 1° gennaio 1926 fino al 30 giugno 2018) che prevedevano il consumo di latticini da parte dei bambini. Per ciascuno studio è stato valutato Il rischio di bias utilizzando la metodologia Cochrane. Sono stati riportati il numero di partecipanti allo studio, la tipologia dello studio e le dosi, i principali esiti e i risultati chiave dei 13 articoli inclusi nella review. La presente review sistematica dimostra come un’integrazione della dieta abituale con prodotti lattiero-caseari aumenti significativamente il contenuto minerale a livello delle ossa durante l’infanzia. Tuttavia, i risultati riguardanti l’esistenza di una possibile correlazione tra il consumo di latticini e la crescita lineare sono apparsi inconcludenti. Adv Nutr 2019;10:S88-S96. 

Parole chiave: altezza corporea, densità ossea, formaggio, bambini, latticini, crescita e sviluppo, latte, yogurt 

Introduzione

Sin dagli anni ’20 è stata ampiamente ipotizzata l’esistenza di una correlazione tra il consumo di latte in età pediatrica e l’aumento della crescita lineare e della mineralizzazione ossea (1). Oltre allo sviluppo durante la vita fetale, il periodo dell’età pediatrica è quello in cui si verificano maggiormente e più velocemente la crescita e lo sviluppo. Questa crescita è continua ma con tasso variabile, cioè è molto veloce durante la prima infanzia, diventa stabile durante l’età prescolare e scolare e presenta una nuova accelerazione durante la pubertà (2). La statura e il contenuto minerale osseo (BMC) sono dei noti marcatori di crescita. La crescita lineare e l’acquisizione di massa ossea sono due processi fisiologici diversi che non si verificano esattamente nello stesso momento, anche se correlati tra loro (3). La mineralizzazione scheletrica inizia durante lo sviluppo fetale e continua a ritmi diversi fino alla fine dell’adolescenza. A questo punto è stato raggiunto il 90-95% del picco di massa ossea totale, del quale il 40-45% si sviluppa durante l’adolescenza (4-7). McCormack et al. (3) hanno studiato un gruppo di 2014 individui tra ragazzi e ragazze ed hanno osservato che a 7 anni di età avevano già acquisito tra il 69.5% e il 74.5% della loro statura adulta e solamente tra il 29.6% e il 38.1% della loro massima BMC. Nel momento in cui il picco di altezza raggiungeva la massima velocità di crescita, questi bambini avevano acquisito quasi il 90% della loro statura adulta e il 57.6-60.2% del loro BMC massimo. Hanno osservato anche che tra il 6.9% e il 10.7% del picco di massa ossea viene raggiunto durante la tarda adolescenza, dopo la cessazione della crescita lineare. Fattori genetici, a volte mediati da fattori ormonali, determinano il 70-80% circa della crescita lineare e dell’acquisizione di BMC (8-10), mentre i fattori ambientali ne determinano il 20-30% circa, specialmente l’attività fisica (11-13), l’inattività e la sedentarietà e la dieta (14-17). Questi fattori esogeni sono suscettibili al cambiamento. Per quanto riguarda l’attività fisica, è dimostrato che l’esercizio fisico migliori la forza muscolare, la preservazione della cartilagine e il rimodellamento osseo (18, 19). Studi su modelli murini (20, 21) e studi clinici in pazienti affetti da osteoporosi (18, 19) confermano che l’attività aerobica e gli esercizi di resistenza o di forza (come l’allenamento vibratorio) sono un ottimo strumento per migliorare la massa ossea. Per quanto concerne la dieta, è molto importante comprendere il ruolo dei diversi sistemi e modelli alimentari, per riuscire a stabilire strategie di prevenzione e d’intervento. Da un punto di vista fisiologico il consumo di latte e latticini è giustificato durante l’età pediatrica, perché sono buone fonti di energia, macronutrienti e micronutrienti (proteine, fosforo, magnesio, vitamina D e, soprattutto, calcio) per la crescita e lo sviluppo (15, 16). Inoltre, studi clinici prospettici hanno dimostrato come l’integrazione di calcio possa aumentare l’acquisizione di massa ossea durante l’infanzia, l’adolescenza e la precoce età adulta (17, 22). Esiste una soglia del consumo di calcio, che se superata non influisce sulla massa ossea, ma se questo consumo risultasse inferiore a tale soglia avremmo un bilancio negativo. Il livello di questa soglia dipende dalla capacità di assorbire efficacemente il calcio e di ridurne le perdite urinarie e varia a seconda dell’età, dell’etnia e di fattori genetici (23). Inoltre, il consumo di latticini aumenta la secrezione del fattore di crescita insulino-simile di tipo I, che favorisce lo sviluppo scheletrico (24). Analogamente, si ritiene che i latticini favoriscano l’assorbimento del calcio grazie ai peptidi fosforilati del lattosio e della caseina contenuti in essi e perché permettono al calcio ingerito di essere distribuito in maniera più omogenea (in quantità relativamente piccole) durante l’arco della giornata (25). Attualmente, nei paesi sviluppati, si raccomanda di utilizzare per i bambini di età inferiore ai 9 anni circa 500 ml di latticini e per gli adolescenti > 600 ml di latticini/die (26). Partendo dai primi studi sull’integrazione dell’alimentazione con il latte (1), la comunità scientifica ha continuato a studiarne i potenziali benefici, con l’obiettivo di promulgare politiche di salute pubblica utili ad ottimizzare la crescita e lo sviluppo in età pediatrica (27-29). A partire dagli anni ’60, lo sviluppo di apparecchiature come la DEXA (assorbimetriaa raggi x a doppia energia) ha permesso di valutare il BMC e la densità ossea negli studi sulla crescita (30). Questa tecnica ha dimostrato che i bambini di tutto il mondo possono migliorare il picco di massa ossea se assumono un’integrazione a base di calcio o di latte (14, 27, 31). Tuttavia, questi risultati sono apparsi inconcludenti. Due meta-analisi eseguite da Huncharek et al. (32) nel 2008 e da Beer (33) nel 2012, hanno fatto più luce su questo argomento. Nonostante ciò, i dati attualmente in nostro possesso sulla correlazione tra consumo di latticini, crescita e BMC non sono stati sintetizzati. Pertanto, la presente review sistematica ha effettuato una valutazione aggiornata delle prove a nostra disposizione ottenute da studi clinici che mettono in correlazione il consumo di prodotti lattiero-caseari con la crescita lineare e con il BMC nella popolazione in età pediatrica. 

Metodi 

La presente review è stata condotta seguendo le linee guida del Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analyses (PRISMA) (34) ed è stata registrata nell’International Prospective Register of Systematic Review (PROSPERO) come CRD42018100083. I criteri PICOS (Partecipanti, Intervento, Confronto, Esiti, disegno dello studio, Tabella 1) (35) sono stati utilizzati per elaborare la seguente domanda della review: il consumo di latticini influenza la crescita lineare e il BMC nei bambini e negli adolescenti? Sono stati inclusi studi d’intervento controllati che valutavano il consumo di latticini e l’esistenza di una sua correlazione con il BMC e con la statura in bambini ed adolescenti. 

Tabella 1 Criteri PICOS (35) per l’inserimento degli studi che valutavano l’influenza del consumo di latticini sulla crescita lineare e sul BMC1 in bambini ed adolescenti.

Criteri di inclusione e di esclusione 

Sono stati reclutati bambini ed adolescenti con un’età ≤18 anni e di qualsiasi origine etnica. Nella review sono stati inclusi studi controllati, randomizzati o meno, pubblicati dal 1° gennaio 1926 al 30 giugno 2018. Sono stati esclusi gli studi che utilizzavano le frazioni di latticini, quelli che non includevano dati sulla crescita lineare o sul BMC o quelli che non confrontavano il gruppo di base con un gruppo di controllo che non prevedeva l’assunzione di latticini. 

Tipologie d’intervento 

Sono stati inclusi gli studi nei quali gli interventi venivano effettuati con latticini (non frazioni) e quelli dove venivano messi a confronto il gruppo di base con un gruppo di controllo che non prevedeva alcuna integrazione con latticini. Per quanto riguarda gli articoli non vi sono state limitazioni sulla durata, sulla tipologia o sulla quantità di latticini impiegati durante l’intervento. 

Misure di esito primario 

L’altezza (in centimetri), le sue variazioni dopo l’intervento (in centimetri), i centimetri all’anno o la percentuale sono state considerate come misure valide per l’analisi della crescita lineare. Per valutare la mineralizzazione ossea, sono stati considerati il BMC in grammi e le sue variazioni (sempre in grammi) all’anno o in percentuale. 

Ricerca in letteratura 

I database PUBMED e SCOPUS sono stati ispezionati utilizzando i termini del Medical Subject Heading (MeSH) “latticini”, “crescita”, “sviluppo”, “densità ossea” e “altezza corporea”. In PUBMED è stata utilizzata la seguente strategia di ricerca: “latticini” (tutti i campi) E [“Crescita e sviluppo” (tutti i campi) O “Crescita” (tutti i campi) O “sviluppo” (tutti i campi) O “densità ossea” (tutti i campi) O “altezza corporea” (tutti i campi)] E {“esseri umani” [Termini MeSH] E neonato” [(Termini MeSH) O “bambino” (Termini MeSH) O “adolescente” (Termini MeSH)]}. SCOPUS è stato ispezionato secondo la seguente formula, escludendo dai risultati gli studi indicizzati in MEDLINE e quelli sugli animali: “latticini” E (“Crescita e sviluppo” O “crescita” O “sviluppo” O “densità ossea” O “altezza corporea”). 

Selezione dello studio 

In maniera indipendente, 2 autori (MJdC e CdL) hanno selezionato gli studi tra i 56 lavori recensiti per intero. RL, MLC, AG e MG-C hanno mediato le divergenze quando non veniva raggiunto un consenso unanime sulla selezione. Alla fine, nella review sistematica sono stati inclusi 13 articoli (36-48). 

Estrazione dei dati 

Due ricercatori hanno estratto indipendentemente i seguenti dati da ogni studio: anno di pubblicazione, numero di partecipanti per sesso ed età, tipologia di studio, caratteristiche dell’intervento e durata dello studio, esiti e conclusioni. RL ha moderato eventuali discrepanze. 

Valutazione del rischio di bias 

Due esperti hanno studiato in maniera indipendente i rischi di bias, seguendo la metodologia della Cochrane Collaboration (49). Gli articoli sono stati analizzati individualmente e il loro rischio di bias è stato classificato come alto, dubbio o basso in base alla generazione di sequenze random (bias di selezione), alla dissimulazione dell’allocazione (bias di selezione), alla cecità dei partecipanti e del personale (bias di performance), alla cecità della valutazione degli esiti (bias di detection), all’incompletezza dei dati sugli esiti (bias di attrito) e all’informazione selettiva (bias d’informazione). È stata analizzata anche la presenza di altre bias aggiuntive. Nei casi in cui ci fosse disparità di opinioni, un terzo esperto faceva da moderatore. 

Risultati

La figura 1 mostra i risultati di ogni fase della ricerca in letteratura. Dai 1038 risultati scaturiti dalla prima ricerca (PUBMED, 448; SCOPUS, 581; altre fonti, 9), sono stati eliminati 6 articoli che risultavano essere dei doppioni e 976 articoli dopo la review dell’abstract. Per la valutazione del testo completo sono stati presi in considerazione 56 articoli. Alla fine, 13 articoli soddisfacevano i criteri di inclusione, quindi sono stati inclusi in questa review sistematica (36-48). Le tabelle 2 e 3 riportano le principali caratteristiche degli studi clinici selezionati. Le date di pubblicazione andavano dal 1926 al 2017, con 7 articoli pubblicati dopo il 2000. Gli articoli di questa review esaminavano 3895 soggetti tra bambini ed adolescenti (63.67% femmine). A 5 di questi studi (38, 40, 43-45), avevano preso parte solamente ragazze. Le dimensioni del campione variavano da 47 a 757 partecipanti, con una media ± DS di 299 ± 234 partecipanti. L’età media era di 9.95 anni, con un range che andava dai 3 ai 18 anni. Cinque articoli (36, 38, 39, 39, 43, 46) hanno eseguito gli interventi utilizzando latticini (tra 0.9 e 1.2 g di dosi equivalenti di calcio al giorno) e gli altri 8 studi hanno utilizzato esclusivamente latte. Il periodo di intervento variava dalle 14 settimane per lo studio di Morgan et al. (48) del 1926, ai 24 mesi per quelli di Merrilees et al. (43), Du et al. (40) e Cheng et al. (38), con un periodo d’intervento medio di 16 mesi. 

Consumo di latticini e statura 

 Tutti gli studi inclusi nella review fornivano dati sulla crescita lineare (tabella 2). Sei studi mostravano variazioni significative dell’altezza corretta per età (che mette in correlazione l’altezza con quella corrispondente all’età del bambino in una popolazione di riferimento) o un cambiamento percentuale nella stature a favore del gruppo di intervento (37, 39, 40, 40, 42, 46, 47). Tra questi, lo studio di Grillenberger (42) ha evidenziato differenze significative nei cambiamenti dei punteggi z relativi all’altezza corretta per l’età, ma solo in quei pazienti che erano, al basale, di bassa statura per la loro età. I restanti articoli non evidenziavano differenze statisticamente significative nella statura dopo l’intervento (36, 38, 41, 41, 43 45, 48). Quattro (38, 43-45) dei 5 lavori che coinvolgevano solamente ragazze (38, 40, 43-45) non hanno evidenziato differenze di statura statisticamente significative; invece, negli studi che includevano sia i ragazzi che le ragazze, 5 (37, 39, 42, 46, 46, 47) su 8 (36, 37, 39, 41, 42, 46-48) hanno riportato differenze di altezza significative. Tuttavia, gli studi che analizzavano i sottogruppi per sesso non hanno mostrato differenze significative di cambiamento di altezza tra i sessi (36, 37, 39, 41, 42, 46-48). Nessuno degli studi che utilizzava latticini invece che latte (36, 38, 39, 43, 48) ha mostrato differenze significative (per quanto riguarda la statura) in grado di promuovere questa tipologia d’intervento. Inoltre, lo studio sui latticini pubblicato da Vogel et al. (36), ha concluso che gli individui del gruppo d’intervento erano cresciuti significativamente meno di quelli appartenenti al gruppo di controllo. 

Consumo di latticini e BMC 

I cambiamenti del BMC sono stati analizzati in 7 lavori (36, 38, 40, 41, 43-45) (Tabella 3). In tutti gli articoli, il BMC è stato valutato mediante la DXA. Tutti gli articoli riportavano dati sul  BMC a livello di tutto il corpo (36, 38, 40, 40, 41, 43-45); 4 dei 7 studi (36, 38, 41, 43) includevano valutazioni a livello del femore, 2 del femore totale (36, 46), 1 del collo del femore (41) e 1 del collo del femore e del trocantere (43); e 3 (38, 41, 43) includevano misurazioni a livello del rachide, 1 totale (41) e 2 (38, 43) della porzione di colonna vertebrale lombare. Uno studio includeva misurazioni a livello dell’anca totale (41) e un altro del radio e della tibia (36). Sei articoli (36, 40, 41, 41, 43, 45) hanno riscontrato differenze significative nei livelli di BMC: BMC totale (40, 44, 45), tibia (36), anca totale (41) o trocantere (43). Uno di questi studi, che reclutava ragazze dai 10 ai 12 anni, dopo l’intervento non ha riscontrato differenze significative nei valori di BMC ottenuti a livello di corpo totale, femore totale o colonna vertebrale lombare. Tuttavia, a livello del femore sono state evidenziate differenze statisticamente significative riguardanti la densità minerale ossea (38). 

Tabella 2 Studi controllati che come intervento prevedevano l’impiego di latticini allo scopo di valutarne gli effetti sull’altezza di 3895 tra bambini ed adolescenti1 

CG, gruppo di controllo; CT, studio controllato; F, femmina; HAZ, punteggio z altezza-età; IG, gruppo d’intervento; RCT, studio controllato randomizzato. 2 I valori sono in range, medie o medie ± DS, come riportato negli studi. 3 I valori sono in medie o in medie ± DS, come riportato negli studi.

Tabella 3 Studi controllati degli interventi con i latticini per valutare i loro effetti sul BMC in 1771 bambini ed adolescenti1


 

 

1BMC, contenuto minerale osseo; CG, gruppo di controllo; CT, studio controllato; F, femmina; HAZ, punteggio z altezza-età; IG, gruppo dintervento; RCT, studio controllato randomizzato. 

 2 I valori sono in range, medie o medie ± DS, come riportato negli studi.  

3 I valori sono in medie o in medie ± DS, come riportato negli studi.

Il 54% degli articoli presentava bassi rischi di bias di selezione (generazione di sequenze casuali) e di bias di attrito (dati incompleti sugli esiti); il 25% presentava un basso rischio di bias di performance (cecità dei partecipanti e del personale) e di bias di detection (cecità della valutazione degli esiti). Nel 77% degli articoli, il rischio di bias d’informazione (reporting bias) era dubbio, in quanto pubblicavano dati non significativi. Il rischio di bias di selezione (sequenza di allocazione) era elevato in tutti gli articoli inclusi. Si considerava un elevato rischio di bias di attrito quando nello studio non si faceva riferimento ai dati persi durante l’intervento e alla valutazione della loro rilevanza, quando la percentuale dei dati mancanti era sufficiente ad avere un effetto clinicamente significativo, o quando i metodi d’imputazione per il trattamento dei dati mancanti venivano utilizzati in maniera inappropriata. Altri rischi di bias includevano la breve durata dell’intervento (48) di 14 settimane e la stratificazione fatta mediante questionari di autodichiarazione dei partecipanti sul livello di attività fisica svolta (38). Il lavoro pubblicato da Lien et al. (37) presentava il rischio di bias più basso, sebbene il suo meccanismo di assegnazione casuale da parte della collettività e non degli individui implicherebbe un rischio di bias significativo. Gli studi con i maggiori rischi di presentare risultati affetti da bias sono risultati essere quelli di Morgan et al. (48) e di Grillenberger (42). Ulteriori informazioni sull’analisi del rischio di bias (grafico e sommario del rischio di bias) degli articoli analizzati sono incluse nelle Figure Supplementari 1 e 2. 

Discussione

L’attuale review sistematica di studi controllati sugli effetti del consumo di latticini sulla crescita lineare e sul BMC durante l’età pediatrica, mostra come un’integrazione della dieta abituale con questi alimenti sia in grado di incrementare significativamente il BMC. Tuttavia, i risultati riguardanti l’esistenza di una possibile correlazione tra il consumo di latticini e la statura appaiono inconcludenti. Per quanto concerne l’impatto del consumo di prodotti lattiero-caseari sulla crescita lineare, 6 studi (37, 39, 40, 42, 46, 47) hanno riportato aumenti statisticamente significativi nelle dimensioni di bambini con età compresa tra i 3 e i 10 anni. Cinque di questi studi avevano una dimensione del campione molto grande, tra i 454 e i 757 partecipanti (37, 39, 40, 42, 46). Invece, 7 studi (36, 38, 38, 41, 43, 45, 48) non hanno evidenziato differenze significative, sebbene in cinque di essi (43-45, 47, 48) la dimensione del campione fosse molto ridotta essendo costituiti, rispettivamente, da 105, 82, 48, 86 e 47 partecipanti, cosa che potrebbe diminuire la potenza statistica dell’analisi dei dati; inoltre questi studi includevano bambini più grandi d’età (9-18 anni). Pertanto, i tassi di crescita lineare, la quantità di latte impiegato come integrazione (nello specifico di calcio) e la durata dell’intervento risultavano essere troppo eterogenei per trarre delle conclusioni definitive. Questi risultati inconcludenti sono coerenti con quelli della letteratura scientifica che valuta la correlazione tra l’integrazione di calcio (il principale micronutriente del latte coinvolto nel metabolismo osseo) e la lunghezza ossea; tale letteratura non è riuscita a mettere in evidenza un chiaro beneficio per le dimensioni, derivato dal consumo di calcio durante i vari periodi di crescita (15, 16, 24). Nel 2011 è stata pubblicata una meta-analisi che faceva capo a questa domanda. Questo lavoro ha suggerito l’esistenza di un aumento di statura di ulteriori 0.4 cm/anno per ogni 245 ml di latte consumato al giorno, sebbene il grado delle prove sia stato considerato di qualità moderata, poiché la maggior parte degli studi inclusi presentava seri limiti di progettazione ed esecuzione (33). In popolazioni selezionate che possiedono elevati indici di malnutrizione (40, 42) e che seguono diete prevalentemente vegetariane, è stato osservato un aumento della dimensione finale dopo l’integrazione con prodotti lattiero-caseari, che potrebbe essere spiegato con l’apporto di energia supplementare e di proteine ad elevato valore biologico. In uno di questi gruppi (42) è stato evidenziato questo effetto, in particolare nel sottoinsieme rappresentato dai bambini che partivano con un punteggio z età-altezza più basso all’inizio dell’intervento, cosa che potrebbe supportare questa ipotesi, anche se questo potrebbe non essere stato adeguatamente indagato negli articoli citati. Peraltro, anche uno studio di coorte di Marshall et al. (31) non incluso nella review, ha suggerito l’esistenza di una correlazione tra il consumo di latte e l’aumento dell’altezza, anche se in questo caso i bambini che vi hanno partecipato appartenevano a famiglie con status socio-economico medio e quindi con rischio di malnutrizione basso. Tuttavia, questa correlazione non appariva lineare; pertanto, il meccanismo responsabile dell’effetto benefico non può essere attribuito esclusivamente a questa misura dietetica, ma potrebbe essere collegato ad un ambiente più favorevole che coinvolgerebbe anche altri fattori di cui non si è tenuto conto. In questo senso, studi recenti (50, 51) hanno messoin relazione il consumo di prodotti lattiero-caseari con una dieta più sana. Uno studio condotto in Australia nel 2012 su 222 bambini di età compresa tra gli 8 e i 10 anni che prevedeva 3 richiami dietologici, ha concluso che un adeguato consumo di latticini potrebbe essere associato all’impiego di diete ricche di nutrienti (50). Inoltre, uno studio che ha seguito 1991 bambini provenienti da 8 paesi europei per 4 anni, ha concluso che il consumare prodotti lattiero-caseari (latte, yogurt e formaggio) come snack possa essere associato ad un miglioramento della qualità della dieta. Il consumo di latticini al di fuori dei pasti regolari può essere una buona strategia per incrementare l’equilibrio energetico durante tutta l’infanzia (51). Per quanto riguarda la mineralizzazione ossea e il consumo di latticini, sono stati valutati 7 studi controllati (36, 38, 38, 40, 41, 43-45), di cui 6 (36, 38, 41, 43-45) erano randomizzati. Sei dei 7 studi citati (1 non randomizzato) hanno mostrato una correlazione positiva con la mineralizzazione ossea (36, 40, 41, 41, 43-45), anche se questa è stata misurata in zone differenti: 3 a livello di corpo totale (40, 44, 45), 1 a livello di pelvi (41), 1 a livello di trocantere (43) e 1 di tibia (36). Questi risultati concordavano con quelli ottenuti da altre indagini che, al contrario, studiavano l’effetto dell’interruzione del consumo di latte per periodi di tempo prolungati. Black et al. (52) hanno reclutato 50 bambini di età compresa tra i 3 e i 10 anni che, per ragioni diverse, non consumavano latte (intolleranza al lattosio o stile di vita) ed hanno osservato come questi bambini avessero una densità minerale ossea significativamente inferiore e più fratture rispetto ai soggetti di controllo che consumavano 200 ml di latte al giorno. Comunque, le concentrazioni di calcio nel sangue in questo gruppo erano più basse, ed una correlazione tra queste concentrazioni e i punteggi z (come mostrato dalla DXA), è stata riscontrata solamente in alcuni siti scheletrici, suggerendoci che l’assunzione di calcio e di altri nutrienti presenti nel latte è essenziale per una corretta mineralizzazione delle ossa. Gli studi che sostengono l’esistenza di benefici per le ossa provenienti dal consumo di latte o di latticini, mostrano una significativa correlazione inversa tra il consumo di questi prodotti e i marcatori del turnover osseo, nonché una correlazione positiva con il BMC. (25, 53). Uno studio nella presente review sistematica ha ulteriormente indagato questa ipotesi, mettendo a confronto l’effetto dell’integrazione con calcio su ragazze di età compresa tra i 10 e i 12 anni, dopo la somministrazione di pillole di integratori o dopo un aumento del consumo di formaggio (38). In entrambi gli interventi c’è stato un aumento della massa ossea rispetto al placebo e questo effetto è risultato maggiore nel gruppo che ha ricevuto l’alimento, anche se appariva statisticamente significativo soltanto a livello di osso corticale tibiale. Inoltre, anche studi condotti sugli adulti hanno avvalorato l’ipotesi che il consumo di latticini durante l’infanzia migliori la mineralizzazione ossea, e gli adulti che avevano consumato più latte durante l’infanzia avevano una densità ossea migliore (17, 22). Tuttavia, non è stato possibile dimostrare i veri effetti del miglioramento della BMC sulla salute individuale. Uno studio osservazionale prospettico durato 22 anni ha concluso che un elevato consumo di latte durante l’adolescenza non sembrerebbe prevenire le fratture ossee nelle donne in età adulta. Negli uomini sembrava essere addirittura più un fattore di rischio, anche se la correlazione si è attenuata quando il peso è stato aggiunto al modello (54). Anche se gli studi osservazionali suggeriscono soltanto delle ipotesi, e molteplici fattori possono andare ad influenzare il rischio di fratture, sarebbe comunque interessante conoscere i risultati a lungo termine degli interventi che prevedono l’integrazione con i latticini. Inoltre, gli studi inclusi in questa review sembravano avere dei tempi d’intervento brevi (tra le 14 settimane e i 2 anni) rispetto ad uno studio che valutava il consumo di latte su 5 anni (54). Per quanto riguarda il sesso, la presente review ha evidenziato che gli studi sulle ragazze hanno ottenuto risultati meno significativi per quanto riguardava la statura rispetto a quelli condotti sia sui ragazzi che sulle ragazze, ma gli studi che coinvolgevano entrambi i sessi non hanno mostrato differenze tra di essi. Alcuni studi di coorte che includevano sia i ragazzi che le ragazze hanno riscontrato differenze statisticamente significative nell’altezza in relazione al consumo di latticini, ma non hanno trovato differenze tra i sottogruppi suddivisi per sesso (31, 55). Tuttavia, uno studio sulla statura condotto su maschi adulti provenienti da 48 paesi europei, ha evidenziato che il rapporto tra il consumo di proteine di alta qualità (provenienti soprattutto da prodotti lattiero-caseari) e quello di proteine di bassa qualità (provenienti dal frumento) era considerato uno dei fattori più importante per il miglioramento della statura (56). Pertanto, per valutare meglio le possibili differenze esistenti, si dovrebbero progettare più studi che includano gli uomini oppure studi più ampi che includano entrambi i sessi. Nella presente review, abbiamo analizzato le prove raccolte negli ultimi 92 anni grazie a studi d’intervento sugli effetti del latte e dei latticini sulla crescita lineare e sul BMC nei bambini. Nel valutare il rischio di bias e i risultati per ciascuno degli studi, abbiamo notato che non tutte le bias dovrebbero essere considerate ugualmente rilevanti. Ad esempio, per quanto riguarda le caratteristiche dell’intervento e i risultati valutati, riteniamo che il bias di performance sia meno importante perché l’altezza e il BMC sono dati oggettivi (misure oggettive). In questa review, i rischi di bias più importanti sembravano essere la generazione di sequenze casuali o il bias di selezione, il bias di detection e il bias di attrito. Ulteriori studi dovrebbero includere le popolazioni maschili, uniformare i siti anatomici utili a determinare la mineralizzazione ossea e migliorare i metodi di cecità, anche se risulta difficile rendere cieca l’integrazione con i latticini, ma il rischio di bias sarebbe inferiore. Dovrebbe essere portata avanti quella ricerca in grado di mettere a confronto gli effetti del calcio contenuto nel latte con quelli derivati dalla singola integrazione di tale elemento. Sebbene non esistano dati definitivi sull’influsso esercitato dal latte e dai latticini sulla crescita lineare, i dati relativi al miglioramento della mineralizzazione ossea dopo una loro somministrazione ci indicherebbero che tali prodotti risulterebbero essere importanti fin dall’infanzia per una corretta salute delle ossa. 

Conclusione 

I dati ottenuti dalla presente review sostengono le linee guida dietetiche (26) sull’importanza del consumo regolare di latticini da parte dei bambini, per garantire o migliorare la salute delle ossa. Si osserva un incremento del BMC quando la dieta abituale viene integrata con prodotti lattiero-caseari. Questo è particolarmente importante nel determinato momento epocale in cui ci troviamo dove il consumo (in particolare nei paesi occidentali) di questi alimento tradizionali sta diminuendo nei bambini, a causa dei cambiamenti nello stile di vita che favoriscono l’assunzione di cibo proveniente dai fast food, di bibite analcoliche o di bevande a base vegetale. La ricerca futura dovrebbe orientarsi verso la realizzazione di studi randomizzati e controllati che impieghino campioni di dimensioni e potenza adeguate, interventi a lungo termine ed analisi approfondite di studi di coorte nei bambini a partire fin dalla più tenera età. 

Riconoscimenti 

I contributi degli autori sono stati i seguenti: tutti gli autori hanno contribuito alla progettazione, all’analisi e alla presentazione dei risultati; hanno redatto il manoscritto; hanno discusso e revisionato il manoscritto; hanno letto ed approvato il manoscritto finale. 

Questo supplemento è stato sponsorizzato dall’Interprofessional Dairy Organization (INLAC), Spain. Lo sponsor non ha avuto alcun ruolo nella progettazione degli studi inclusi in questo supplemento, nella raccolta, nell’analisi o nell’interpretazione dei dati; nella stesura del manoscritto o nella decisione di pubblicare i risultati. Questo studio è stato in parte finanziato dalla University of Granada Plan Propio de Investigación 2016, Excellence actions: Unit of Excellence on Exercise and Health (UCEES), Plan Propio de Investigación 2018, Programa Contratos-Puente, the Junta de Andalucía, Consejería de Conocimiento, Investigación y Universidades, and European Regional Development Funds (ref. SOMM17/6107/UGR). Le opinioni espresse in questa pubblicazione sono quelle degli autori e non sono attribuibili allo sponsor, all’editore o al Editorial Board of Advances in Nutrition. Il Centro de Investigación Biomédica en Red de la Fisiopatología de la Obesidad y Nutrición (CIBERobn) è un’iniziativa dell’ Instituto de Salud Carlos III (ISCIII) of Spain il quale è supportato da donazioni provenienti dal Fondo Europeo de Desarrollo Regional (FEDER). Gli Autori CdL, MJdC, MG-C, AG, MLC, e RL dichiarano l’assenza di qualsiasi conflitto d’interesse. Le Figure supplementari 1 e 2 sono disponibili al link “Dati Supplementari” della versione on-line dell’articolo e a partire dallo stesso link su https://academic.oup.com/advances/. 

Inviare la posta a RL (e-mail: mariarosaura.leis@usc.es). 

Abbreviazioni utilizzate: BMC, contenuto minerale osseo; DXA, assorbimetria a raggi X a doppia energia; MeSH, Medical Subject Headings. 

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Di |2019-09-26T10:46:30+02:0026 Settembre 2019|Categorie: Etica & Salute|Tags: , , , , , , , |

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