Abstract
Introduzione

Risultati

Discussione
Conclusione
Riconoscimenti
Riferimenti

Carmela de Lamas,1,2,3,4,5 María José de Castro,4,5,6 Mercedes Gil-Campos,2,3 Ángel Gil,3,7,8 María Luz Couce,1,4,5,6 e Rosaura Leis 1,3,4,5 
1Department of Forensic Sciences, Pathological Anatomy, Gynecology and Obstetrics and Pediatrics, University of Santiago de Compostela, Santiago de Compostela, Spagna; 2Pediatric Metabolism and Research Unit, Department of Pediatrics, Reina Sofia University Hospital, IMIBIC, University of Cordoba, Cordoba, Spagna; 3CIBEROBN, Madrid, Spagna; 4Department of Pediatrics, University Clinical Hospital of Santiago de Compostela, Santiago de Compostela, Spagna; 5IDIS-Sanitary Research Institute of Santiago de Compostela, Santiago de Compostela, Spagna; 6CIBERER, Madrid, Spagna; 7Department of Biochemistry and Molecular Biology II, School of Pharmacy, University of Granada, Granada, Spagna; e 8Institute of Nutrition and Food Technology “José Mataix,” Biomedical Research Center, University of Granada, Granada, Spagna 

Abstract

Esiste un presupposto fisiologico circa il ruolo di alcuni nutrienti selezionati, in particolare proteine, calcio e vitamina D, nella crescita e nello sviluppo, che sono al massimo durante l’età pediatrica. Il latte e i latticini sono particolarmente ricchi di questo gruppo di nutrienti. La presente review sistematica riepiloga le prove in nostro possesso che mettono in correlazione il consumo di latticini con la crescita lineare e il contenuto minerale osseo (BMC) durante l’infanzia e l’adolescenza. Una ricerca è stata condotta a livello di banche dati, tra cui MEDLINE (tramite PubMed) e SCOPUS, seguendo le linee guida del Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analyses (PRISMA) ed ha incluso studi clinici controllati (a partire dal 1° gennaio 1926 fino al 30 giugno 2018) che prevedevano il consumo di latticini da parte dei bambini. Per ciascuno studio è stato valutato Il rischio di bias utilizzando la metodologia Cochrane. Sono stati riportati il numero di partecipanti allo studio, la tipologia dello studio e le dosi, i principali esiti e i risultati chiave dei 13 articoli inclusi nella review. La presente review sistematica dimostra come un’integrazione della dieta abituale con prodotti lattiero-caseari aumenti significativamente il contenuto minerale a livello delle ossa durante l’infanzia. Tuttavia, i risultati riguardanti l’esistenza di una possibile correlazione tra il consumo di latticini e la crescita lineare sono apparsi inconcludenti. Adv Nutr 2019;10:S88-S96. 

Parole chiave: altezza corporea, densità ossea, formaggio, bambini, latticini, crescita e sviluppo, latte, yogurt 

Introduzione

Sin dagli anni ’20 è stata ampiamente ipotizzata l’esistenza di una correlazione tra il consumo di latte in età pediatrica e l’aumento della crescita lineare e della mineralizzazione ossea (1). Oltre allo sviluppo durante la vita fetale, il periodo dell’età pediatrica è quello in cui si verificano maggiormente e più velocemente la crescita e lo sviluppo. Questa crescita è continua ma con tasso variabile, cioè è molto veloce durante la prima infanzia, diventa stabile durante l’età prescolare e scolare e presenta una nuova accelerazione durante la pubertà (2). La statura e il contenuto minerale osseo (BMC) sono dei noti marcatori di crescita. La crescita lineare e l’acquisizione di massa ossea sono due processi fisiologici diversi che non si verificano esattamente nello stesso momento, anche se correlati tra loro (3). La mineralizzazione scheletrica inizia durante lo sviluppo fetale e continua a ritmi diversi fino alla fine dell’adolescenza. A questo punto è stato raggiunto il 90-95% del picco di massa ossea totale, del quale il 40-45% si sviluppa durante l’adolescenza (4-7). McCormack et al. (3) hanno studiato un gruppo di 2014 individui tra ragazzi e ragazze ed hanno osservato che a 7 anni di età avevano già acquisito tra il 69.5% e il 74.5% della loro statura adulta e solamente tra il 29.6% e il 38.1% della loro massima BMC. Nel momento in cui il picco di altezza raggiungeva la massima velocità di crescita, questi bambini avevano acquisito quasi il 90% della loro statura adulta e il 57.6-60.2% del loro BMC massimo. Hanno osservato anche che tra il 6.9% e il 10.7% del picco di massa ossea viene raggiunto durante la tarda adolescenza, dopo la cessazione della crescita lineare. Fattori genetici, a volte mediati da fattori ormonali, determinano il 70-80% circa della crescita lineare e dell’acquisizione di BMC (8-10), mentre i fattori ambientali ne determinano il 20-30% circa, specialmente l’attività fisica (11-13), l’inattività e la sedentarietà e la dieta (14-17). Questi fattori esogeni sono suscettibili al cambiamento. Per quanto riguarda l’attività fisica, è dimostrato che l’esercizio fisico migliori la forza muscolare, la preservazione della cartilagine e il rimodellamento osseo (18, 19). Studi su modelli murini (20, 21) e studi clinici in pazienti affetti da osteoporosi (18, 19) confermano che l’attività aerobica e gli esercizi di resistenza o di forza (come l’allenamento vibratorio) sono un ottimo strumento per migliorare la massa ossea. Per quanto concerne la dieta, è molto importante comprendere il ruolo dei diversi sistemi e modelli alimentari, per riuscire a stabilire strategie di prevenzione e d’intervento. Da un punto di vista fisiologico il consumo di latte e latticini è giustificato durante l’età pediatrica, perché sono buone fonti di energia, macronutrienti e micronutrienti (proteine, fosforo, magnesio, vitamina D e, soprattutto, calcio) per la crescita e lo sviluppo (15, 16). Inoltre, studi clinici prospettici hanno dimostrato come l’integrazione di calcio possa aumentare l’acquisizione di massa ossea durante l’infanzia, l’adolescenza e la precoce età adulta (17, 22). Esiste una soglia del consumo di calcio, che se superata non influisce sulla massa ossea, ma se questo consumo risultasse inferiore a tale soglia avremmo un bilancio negativo. Il livello di questa soglia dipende dalla capacità di assorbire efficacemente il calcio e di ridurne le perdite urinarie e varia a seconda dell’età, dell’etnia e di fattori genetici (23). Inoltre, il consumo di latticini aumenta la secrezione del fattore di crescita insulino-simile di tipo I, che favorisce lo sviluppo scheletrico (24). Analogamente, si ritiene che i latticini favoriscano l’assorbimento del calcio grazie ai peptidi fosforilati del lattosio e della caseina contenuti in essi e perché permettono al calcio ingerito di essere distribuito in maniera più omogenea (in quantità relativamente piccole) durante l’arco della giornata (25). Attualmente, nei paesi sviluppati, si raccomanda di utilizzare per i bambini di età inferiore ai 9 anni circa 500 ml di latticini e per gli adolescenti > 600 ml di latticini/die (26). Partendo dai primi studi sull’integrazione dell’alimentazione con il latte (1), la comunità scientifica ha continuato a studiarne i potenziali benefici, con l’obiettivo di promulgare politiche di salute pubblica utili ad ottimizzare la crescita e lo sviluppo in età pediatrica (27-29). A partire dagli anni ’60, lo sviluppo di apparecchiature come la DEXA (assorbimetriaa raggi x a doppia energia) ha permesso di valutare il BMC e la densità ossea negli studi sulla crescita (30). Questa tecnica ha dimostrato che i bambini di tutto il mondo possono migliorare il picco di massa ossea se assumono un’integrazione a base di calcio o di latte (14, 27, 31). Tuttavia, questi risultati sono apparsi inconcludenti. Due meta-analisi eseguite da Huncharek et al. (32) nel 2008 e da Beer (33) nel 2012, hanno fatto più luce su questo argomento. Nonostante ciò, i dati attualmente in nostro possesso sulla correlazione tra consumo di latticini, crescita e BMC non sono stati sintetizzati. Pertanto, la presente review sistematica ha effettuato una valutazione aggiornata delle prove a nostra disposizione ottenute da studi clinici che mettono in correlazione il consumo di prodotti lattiero-caseari con la crescita lineare e con il BMC nella popolazione in età pediatrica. 

Metodi 

La presente review è stata condotta seguendo le linee guida del Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analyses (PRISMA) (34) ed è stata registrata nell’International Prospective Register of Systematic Review (PROSPERO) come CRD42018100083. I criteri PICOS (Partecipanti, Intervento, Confronto, Esiti, disegno dello studio, Tabella 1) (35) sono stati utilizzati per elaborare la seguente domanda della review: il consumo di latticini influenza la crescita lineare e il BMC nei bambini e negli adolescenti? Sono stati inclusi studi d’intervento controllati che valutavano il consumo di latticini e l’esistenza di una sua correlazione con il BMC e con la statura in bambini ed adolescenti. 

Tabella 1 Criteri PICOS (35) per l’inserimento degli studi che valutavano l’influenza del consumo di latticini sulla crescita lineare e sul BMC1 in bambini ed adolescenti.

Criteri di inclusione e di esclusione 

Sono stati reclutati bambini ed adolescenti con un’età ≤18 anni e di qualsiasi origine etnica. Nella review sono stati inclusi studi controllati, randomizzati o meno, pubblicati dal 1° gennaio 1926 al 30 giugno 2018. Sono stati esclusi gli studi che utilizzavano le frazioni di latticini, quelli che non includevano dati sulla crescita lineare o sul BMC o quelli che non confrontavano il gruppo di base con un gruppo di controllo che non prevedeva l’assunzione di latticini. 

Tipologie d’intervento 

Sono stati inclusi gli studi nei quali gli interventi venivano effettuati con latticini (non frazioni) e quelli dove venivano messi a confronto il gruppo di base con un gruppo di controllo che non prevedeva alcuna integrazione con latticini. Per quanto riguarda gli articoli non vi sono state limitazioni sulla durata, sulla tipologia o sulla quantità di latticini impiegati durante l’intervento. 

Misure di esito primario 

L’altezza (in centimetri), le sue variazioni dopo l’intervento (in centimetri), i centimetri all’anno o la percentuale sono state considerate come misure valide per l’analisi della crescita lineare. Per valutare la mineralizzazione ossea, sono stati considerati il BMC in grammi e le sue variazioni (sempre in grammi) all’anno o in percentuale. 

Ricerca in letteratura 

I database PUBMED e SCOPUS sono stati ispezionati utilizzando i termini del Medical Subject Heading (MeSH) “latticini”, “crescita”, “sviluppo”, “densità ossea” e “altezza corporea”. In PUBMED è stata