Una valutazione degli effetti del lievito vivo sui parametri del rumine e sulla digeribilità in situ della sostanza secca e dell’NDF nelle diete di accrescimento e finissaggio dei bovini da carne.

Questo studio ha valutato gli effetti della somministrazione nella dieta del lievito vivo (LY; Saccharomyces cerevisiae) su alcuni parametri ruminali, sulla digeribilità in situ della sostanza secca (DMD) e sulla digeribilità dell’NDF (NDFD) durante 3 fasi consecutive di alimentazione: accrescimento (GRW) per 27 giorni, transizione (TRANS) per 14 giorni e finissaggio (FIN) per 14 d.

Il lievito vivo (LY) ha influenzato i parametri del rumine e la digeribilità, ma il modello dose-risposta variava a seconda del tipo di dieta. La dose ideale di LY potrebbe essere variabile a seconda del tipo di dieta, e potrebbe essere maggiore di quella attualmente raccomandata agli allevatori.

L’industria della produzione della carne bovina è un sistema altamente dinamico ed in evoluzione che risponde rapidamente alla crescente domanda di prodotti di origine animale, trainata dall’aumento demografico e da un grado di urbanizzazione maggiore. In passato, i farmaci antimicrobici sono stati utilizzati come promotori di crescita nei bovini da carne per aumentarne l’accrescimento, e quindi l’efficienza produttiva, per promuovere la crescita dell’indice di conversione alimentare (ICA) degli alimenti zootecnici e per ridurre l’incidenza delle infezioni negli animali, in modo tale da migliorarne anche lo stato di salute. Attualmente non è più possibile somministrare gli antimicrobici come additivi per promuovere la crescita.

Come alternativa agli antibiotici utilizzati come additivi nei mangimi, è possibile far uso dei lieviti essiccati attivi derivati da Saccharomyces cerevisiae.

I lieviti essiccati attivi sono più comunemente utilizzati nella preparazione del pane e nella produzione di bevande alcoliche; tuttavia, l’uso di lieviti ad effetto probiotico nelle diete dei ruminanti è diventato una pratica comune per migliorare l’efficienza di utilizzo degli alimenti. I lieviti sono in grado di migliorare e stabilizzare il pH ruminale, così da stimolare la crescita delle popolazioni batteriche ruminali che consumano lattato e dei batteri cellulosolitici, aumentando la capacità di digerire la fibra.

Il lievito vivo può alterare l’equilibrio delle popolazioni microbiche ruminali e la loro attività fermentativa; è stato infatti dimostrato che nelle vacche da latte l’integrazione del lievito vivo (LY) nella dieta aumenta la digeribilità dei nutrienti, diminuisce la produzione di metano e aumenta il rendimento produttivo. Tuttavia, sono ancora pochi gli studi che hanno valutato l’effetto sul rumine dell’integrazione del lievito nelle razioni ad alto contenuto di concentrati destinate ai bovini da carne.

A seguito della somministrazione di diversi ceppi di lieviti attivi, associati a diete differenti, è stato possibile valutare diversi parametri, che verranno descritti di seguito.

Produzione di gas totale. Quest’ultima è fortemente influenzata dalla specie e dal ceppo di lievito utilizzati, dalla forma in cui il lievito si presenta (ad esempio, LY vs. controllo) e dalla composizione delle razioni.

Velocità di degradazione (kd) dell’amido nel rumine. Per la maggior parte, il LY ha portato ad un aumento della kd durante il periodo di somministrazione. Nel caso della dieta TRANS, il trattamento con lievito ha influenzato kd in modo lineare (P = 0,072). Negli animali trattati con il lievito è stata riscontrata una diminuzione della quantità di gas prodotta e un aumento della velocità frazionaria di fermentazione durante la somministrazione della dieta TRANS, suggerendo un effetto di LY durante la fase di transizione.

Analisi del liquido ruminale

VFA. La concentrazione totale di VFA (mM di acetato + propionato + butirrato + isobutirrato + acido valerico + acido isovalerico) non è stata influenzata dal trattamento con il lievito nelle diete per l’accrescimento (GRW) (P = 0,115) e per la transizione (TRANS) (P = 0,301). Tuttavia, nei bovini alimentati con la dieta per il finissaggio (FIN) il trattamento con lieviti ha influenzato la concentrazione totale di VFA in modo quadratico (P = 0,033).

Il rapporto medio acetato:propionato (A:P) è diminuito in tutti i trattamenti effettuati con i lieviti, così come il controllo, mentre la dieta è passata a una razione con una percentuale maggiore di concentrato.

Sebbene non vi sia stato alcun effetto significativo del trattamento con lieviti sul rapporto A:P, 10 g/g di LY hanno determinato un rapporto A:P più basso. Ciò è stato attribuito alla diminuzione marginale della concentrazione di acetato e ad una concentrazione di propionato invariata.

La concentrazione di acido lattico, se rappresentata come media di ciascun trattamento per periodo di raccolta, variava da 0,76 a 10,0 µg/mL, che rientra nell’intervallo accettabile.

Metano. Il trattamento con il lievito non ha influenzato in modo significativo la produzione di metano.

Protozoi. Il presente studio ha suggerito che l’integrazione di LY nella dieta a base di cereali, durante la fase di transizione, può aumentare le popolazioni di protozoi che possono svolgere un ruolo nel sequestro dell’amido, riducendo così sia il tasso di fermentazione dell’amido stesso che il rischio di acidosi ruminale.

PH ruminale. Il trattamento con lieviti tende ad influenzare il pH ruminale (P = 0,104) in modo quadratico (P = 0,093) durante la fase di accrescimento dei bovini (dieta GRW).

Relativamente alla digeribilità della sostanza secca (DMD), i risultati del presente studio suggeriscono che LY potrebbe aver aumentato non solo la popolazione di batteri cellulolitici degradanti la fibra, ma anche la loro attività fermentativa.

Inoltre, la somministrazione del lievito vivo ha anche aumentato la digeribilità dell’NDF (NDFD) nelle diverse diete ma, poiché i risultati ottenuti da questo studio sono discordanti rispetto a quelli condotti da altri ricercatori, è necessario approfondire ulteriormente le conoscenze in questo ambito per determinare la corretta correlazione tra il trattamento con lieviti e la composizione della dieta e l’NDFD.

 

Sinossi tratta dall’articolo “Evaluation of the effects of live yeast on rumen parameters and in situ digestibility of dry matter and neutral detergent fiber in beef cattle fed growing and finishing diets“.

Caitlyn M. Cagle 1, Mozart A. Fonseca 2, Todd R. Callaway 3, Chase A. Runyan 4, Matt D. Cravey 5, and Luis O. Tedeschi 1

1 – Department of Animal Science, Texas A&M University;

2 – Department of Agriculture, Veterinary, and Rangeland Sciences, University of Nevada;

3 – Department of Animal and Dairy Science, University of Georgia;

4 – Department of Animal Science, Angelo State University, San Angelo;

5 – Phileo Lesaffre Animal Care, Milwaukee, WI 53214

Applied Animal Science 36:36–47

DOI: https://doi.org/10.15232/aas.2019-01888

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