Effetti della metrite sull’uso della cuccetta e sul comportamento sociale nella stalla a cuccette

//Effetti della metrite sull’uso della cuccetta e sul comportamento sociale nella stalla a cuccette

Effetti della metrite sull’uso della cuccetta e sul comportamento sociale nella stalla a cuccette

INTRODUZIONE

In molto mammiferi una minore assunzione di alimenti, una diminuzione delle interazioni sociali e un aumento dei periodi di riposo sono associati con l’insorgenza di una malattia (Dantzer e Kelley, 2007). Nelle vacche da latte sono stati studiati in particolare i comportamenti alimentari e sociali alla mangiatoia, e alcuni di questi comportamenti sono risultati promettenti come primi indicatori di patologie. In confronto con le vacche sane, le vacche malate consumano meno DM (Huzzey et al., 2007; Fogsgaard et al., 2015), passano meno tempo ad alimentarsi (Gonzalez et al., 2008; Goldhawk et al., 2009), si impegnano meno in interazioni concorrenziali all’alimentatore (Huzzey et al., 2007) ed evitano la mangiatoia nei periodi di picco dell’alimentazione quando questo tipo di interazioni sono più comuni (Sepulveda – Varas et al, 2016).

L’elusione delle interazioni sociali da parte delle bovine malate può anche essere evidente in contesti diversi da quello dell’ alimentazione. Ad esempio, le vacche che si ammalano di mastite o metrite nei giorni seguenti il parto, aumentano l’uso di un’area che le separa visivamente dal resto della mandria (Proudfoot et al., 2014). Le stalle a stabulazione libera non forniscono separazione visiva, ma come le partizioni alla mangiatoia riducono le interazioni sociali competitive durante l’alimentazione (DeVries e von Keyserling, 2006; Hetti Monte et al., 2014), divisori delle zone di riposo che separano gli animali l’uno dall’altro possono anch’essi offrire un ambiente protettivo e pertanto potrebbero essere più attraenti quando gli animali sono malati.

Le bovine da latte alterano il comportamento a riposo in risposta alla malattia (Sepulveda-Varas et al., 2014; ITOLO et al., 2015) e al dolore (Molgaard et al., 2012). Molteplici studi hanno segnalato tempi di giacenza più brevi nelle vacche con mastite clinica rispetto ad animali sani, suggerendo che le vacche possano cercare di evitare una pressione dolorosa sulla mammella infiammata (Siivonen et al., 2011; Fogsgaard et al., 2012, 2015). Il lavoro precedente ha evidenziato che le vacche che sperimentano condizioni dolorose (per esempio, distocia e mastite) si sdraiano più spesso (cioè, hanno più momenti in cui si sdraiano; Proudfoot et al., 2009; Boyer de des Roches et al, 2017), ma altri lavori hanno dimostrato che le vacche con metrite si sdraiano meno spesso nei giorni prima della diagnosi (Neave et al., 2018). Tuttavia, i cambiamenti nel tempo in cui le bovine si sdraiano in risposta alla malattia, non sono sempre rispettati; per esempio, le vacche con metrite, una malattia infettiva associata con dolore viscerale (Stojkov et al., 2015), non hanno mostrato nessuna differenza nei tempi di giacenza rispetto alle vacche sane (Neave et al., 2018), pur mostrando altri segni di malessere (ad es., ridotta assunzione di mangime; Huzzey et al., 2007; Schirmann et al., 2016) e ridotta attività (misurata dall’accelerometro montato sul collo; Liboreiro et al., 2015). In sintesi, la malattia ed il dolore possono condurre a cambiamenti del comportamento, ma questi cambiamenti possono differire a seconda della causa, e ciò rende difficile prevedere come reagiranno le vacche che hanno esperienza del dolore e della malattia.

Ad esempio, la metrite è associata frequentemente con una risposta febbrile (Sheldon et al., 2006) che potrebbe far prevedere un aumento del tempo di giacenza, poichè gli animali malati in genere riposano per periodi prolungati (Hart, 1988); tuttavia la metrite è anche associata con dolore viscerale (Stojkov et al., 2015),  con conseguente possibile elusione dell’azione dello sdraiarsi o dei movimenti ad essa collegati.

A nostra conoscenza, non è stato effettuato alcuno studio per verificare se le vacche alterano il loro comportamento in risposta al malessere o al dolore nella stalla libera con zone di riposo a cuccette indipendentemente dai tempi di giacenza. Quindi, l’obiettivo del nostro studio era di valutare l’uso della cuccetta, includendo i tempi trascorsi presso la cuccetta, le interazioni sociali e i comportamenti in relazione allo sdraiarsi, di vacche primipare diagnosticate con metrite. Abbiamo supposto che le vacche con metrite sarebbe aumentato l’utilizzo della cuccetta, specificamente rimanendo in piedi, si sarebbero impegnate in un minor numero di interazioni antagonistiche e avrebbero mostrato più azioni di sdraiamento interrotte nei giorni prima della diagnosi.

ABSTRACT

La metrite nelle vacche da latte è stata associata a cambiamenti nel comportamento alla mangiatoia, ma poco si sa degli effetti sul comportamento nella stalla libera con zone di riposo a cuccette. Lo scopo di questo studio era di investigare l’uso della cuccetta da parte delle vacche da latte primipare diagnosticate con metrite, e in particolare il tempo trascorso nella cuccetta, le interazioni sociali ed i comportamenti legati allo sdraiarsi. Dopo il parto, le vacche primipare sono state alloggiate in una stalla con vacche con diversi numeri di parti con una dimensione di gruppo costante di 20 animali. Le vacche hanno avuto accesso a 12 contenitori per alimenti elettronici, 2 contenitori per l’acqua elettronici e 24 cuccette. Quattro telecamere installate sopra la stalla sperimentale consentivano l’osservazione delle vacche nell’area di alimentazione e di riposo. Ogni 3 giorni dopo il parto, le vacche sono state esaminate per la metrite valutando l’aspetto visivo e il carattere olfattivo delle perdite vaginali. Le vacche con diagnosi di metrite (n = 16) sono state confrontate con individui sani (cioè vacche senza metrite o altre malattie cliniche, n = 16). Gli individui sani sono stati selezionati in base alla disponibilità dei dati, al peso corporeo e alla data di parto e, in base a questi criteri, accoppiati con le vacche con metrite. Per misurare il comportamento sono stati utilizzati i video registrati nei 3 giorni prima della diagnosi (da g -3 a g -1) degli animali metritici (e il video registrati negli stessi giorni delle bovine sane appaiate a quelle malate). I comportamenti valutati includevano quelli nella cuccetta (sdraiato, accovacciato e in piedi), comportamenti sociali (quando una vacca si è spostata o è stata spostata da un’altra vacca) e comportamenti correlati allo sdraiarsi (comprese le volte in cui la vacca entrava e lasciava la cuccetta senza sdraiarsi, interrompeva l’atto di stendersi, quando i comportamenti indicativi dell’inizio dell’atto di stendersi non erano portati a termine, e la latenza a sdraiarsi, definita come il tempo che intercorre tra l’interruzione dell’atto di sdraiarsi e il primo atto di sdraiarsi effettuato). Le vacche con metrite trascorrevano più tempo rimanendo completamente in piedi nella cuccetta in tutte e 3 le giornate, con un conseguente maggior tempo trascorso in piedi nei giorni -2 e -1. Le vacche con metrite tendevano ad avere più atti di stendersi ​​interrotti nel giorno -2, e significativamente di più nel giorno -1. Le vacche con metrite tendevano a essere sostituite più spesso alla cuccetta nel giorno -3 e tendevano ad avere una latenza più lunga a sdraiarsi nel giorno -2. Non abbiamo rilevato differenze tra i gruppi in salute nel numero di sostituzioni o nel numero di visite alla cuccetta.

In sintesi, le vacche con metrite trascorrevano più tempo rimanendo completamente in piedi nella zona di riposo e avevano interrompevano più spesso l’atto di sdraiarsi. Questi risultati suggeriscono che le vacche primipare con metrite possano essere identificate grazie alle alterazioni del comportamento nella cuccetta.

 

 

EFFECTS OF METRITIS ON STALL USE AND SOCIAL BEHAVIOR AT THE LYING STALL

J. Lomb, D. M. Weary, K. E. Mills, and M. A. G. von Keyserlingk1

1- Animal Welfare Program, Faculty of Land and Food Systems, University of British Columbia, 2357 Mall, Vancouver, B.C., Canada V6T 1Z4

Journal of Dairy Science Vol. 101 No. 8, 2018

doi.org/10.3168/jds.2017-14149

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