Effetti della riduzione del periodo di asciutta su produzione, bilancio energetico, salute e fertilità: una revisione sistematica

//Effetti della riduzione del periodo di asciutta su produzione, bilancio energetico, salute e fertilità: una revisione sistematica

Effetti della riduzione del periodo di asciutta su produzione, bilancio energetico, salute e fertilità: una revisione sistematica

La pratica di lasciare alle bovine da latte un periodo di asciutta di circa 6 o 8 settimane prima del parto risale agli inizi del 1900; ad oggi è stata avanzata l’ipotesi secondo la quale le bovine che sono munte ininterrottamente abbiano un migliore bilancio energetico, maggiori sanità e fertilità nella lattazione successiva. Sono numerosi gli studi disponibili sugli effetti del periodo di asciutta sul metabolismo e sulla salute delle bovine, tuttavia questi mancano spesso di un gruppo controllo o non presentano randomizzazione del disegno sperimentale. La possibilità che la riduzione del periodo di asciutta possa esercitare un effetto positivo sulle bovine da latte giustifica un riesame della letteratura scientifica: l’obiettivo di questo lavoro è stato condurre una revisione sistematica delle attuali conoscenze sulla lunghezza del periodo di asciutta e gli effetti su produzione lattea, bilancio energetico, fertilità e salute.

Si ricercavano allo scopo i lavori randomizzati e con gruppo di controllo. Si individuavano tre “trattamenti”: periodo di asciutta convenzionale (49-63 giorni), trattamento (28-35 giorni) e gruppo senza periodo di asciutta. I dati erano analizzati tramite meta-analisi con modelli ad effetti random.

Si includevano 24 lavori; di questi, la produzione lattea era riportata in 22 studi, il bilancio energetico in due, le concentrazioni di metaboliti plasmatici in 12, l’incidenza di malattie postparto in sei e gli indicatori della performance riproduttiva in 7.

L’analisi dei dati ha evidenziato che le bovine con un periodo di asciutta breve producono in media 1.4 Kg/giorno di latte in meno rispetto alle bovine con asciutta convenzionale (P < 0.01). Quando l’asciutta è eliminata, le bovine producono 5.9 Kg/giorno in meno rispetto all’asciutta convenzionale (P < 0.01).

Omettere il periodo di asciutta sembrava avere effetti positivi sul contenuto in proteina nella fase iniziale della lattazione successiva: si stimava un incremento dello 0.06 ± 0.02 % (P < 0.01) tra 21 e 305 giorni di lattazione in seguiti ad asciutta breve mentre l’aumento era dello 0.25 ± .04% (P< 0.01) se si procedeva alla mungitura continua. La percentuale in grasso invece non era influenzata dalla lunghezza dell’asciutta.

Il bilancio energetico raggiungeva i -4.1 Mcal/giorno nelle bovine con asciutta breve, rispetto a -7.0 Mcal/giorno per le bovine con asciutta convenzionale (P< 0.05). Omettere del tutto l’asciutta, invece, risultava nell’assenza di bilancio energetico negativo  nei primi 56 giorni della lattazione successiva, sebbene alcuni studi non confermino tale risultato. La mungitura continua non richiede cambi di dieta repentini, a differenza del sistema convenzionale; una dieta costante potrebbe contribuire a sostenere l’ingestione di alimento e quindi il metabolismo delle bovine.

La riduzione del periodo di asciutta diminuiva il rischio di chetosi (OR = 0.75; P = 0.09) e le bovine munte senza interruzioni non erano mai colpite dalla chetosi. L’incidenza di mastite, metrite, ritenzione delle membrane fetali e dislocazione dell’abomaso non era influenzata dalla lunghezza dell’asciutta.

Le bovine sottoposte ad asciutta breve mostravano minori concentrazioni plasmatiche di NEFA e trigliceridi ed aumento della IGF-I, dell’urea e della glutatione perossidasi, in accordo con un migliore bilancio energetico e con una diminuita lipomobilizzazione.

Sembra che le bovine sottoposte a mungitura continua producano un colostro di qualità inferiore, poiché nonostante la quota di immunoglobuline secrete sia maggiore, queste si diluiscono in un quantitativo di colostro maggiore. Tuttavia non vi sono studi sull‘accrescimento e sulla salute dei vitelli nati da bovine munte ininterrottamente.

L’eliminazione dell’asciutta sembrava anticipare la prima attività luteale postparto ma non alterava la probabilità di concepimento alla prima IA, il numero di IA per gravidanza o i days open.

Gli effetti della riduzione del periodo di asciutta sull’economia dell’azienda non sono stati indagati fino ad oggi ma dovrebbero essere stimati e tenuti in considerazione prima di implementare tale scelta gestionale. Tale opzione potrebbe infatti rivelarsi interessante nel caso di bovine con una produzione lattea ancora ingente al momento della messa in asciutta teorica.

 

 

Effects of shortening the dry period of dairy cows on milk production, energy balance, health and fertility: a systematic review.

Van Knegsel ATM et al.

The Veterinary Journal, 2013

dx.doi.org/10.1016/j.tvjl.2013.10.005

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Dottorato di Ricerca “Sanità e scienze sperimentali veterinarie” – Università di Perugia Email: martina.crociati@studenti.unipg.it

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