Effetti della supplementazione di vitamina E sulla salute e sulla fertilità delle bovine da latte: revisione della letteratura – Parte II

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Effetti della supplementazione di vitamina E sulla salute e sulla fertilità delle bovine da latte: revisione della letteratura – Parte II

Gli studi circa l’effetto della supplementazione di VitE sull’incidenza di altre patologie sono rari e spesso rappresentano un dato satellite di altri lavori. Sebbene i risultati disponibili siano quindi da considerare con cautela, Miller et al. (1993) riportano una minore incidenza di edema mammario in bovine primipare cui era somministrata VitE alla dose di 1000 UI e nella cui dieta era presente Selenio alla concentrazione di almeno 0.12 mg/Kg ss.

Va tenuto in considerazione che la maggior parte degli studi disponibili sono condotti in aziende Americane o Canadesi, le cui condizioni ambientali e gestionali possono differire profondamente rispetto alle aziende Europee. Sarebbe quindi opportuno arricchire le nostre conoscenze con dati provenienti da tali aree. Per quanto riguarda i fabbisogni alimentari di VitE per bovine e pecore in lattazione ed asciutta, attualmente si raccomanda la somministrazione di alimento contenente almeno 15 UI/Kg ss di VitE (ARC, 1980; NRC, 1989). Un sondaggio condotto in Canada ed USA tra i nutrizionisti di varie compagnie lascia emergere che la raccomandazione più diffusa concerne la supplementazione giornaliera delle bovine in periparto con 1000 UI di VitE. Anche buona parte della bibliografia è concorde nell’individuare le 1000 UI come la dose di VitE da somministrare alle bovine, tanto in asciutta quando in lattazione, al fine di migliorare la performance sanitaria e produttiva. Allo stesso tempo, gli Autori suggeriscono che i fabbisogni delle bovine da latte potrebbero essere anche maggiori: il parto e la produzione lattea rappresentano processi metabolici ad alta produzione di radicali liberi e quindi di stress ossidativo. Al crescere delle produzioni, inoltre, aumenta anche il contenuto energetico e lipidico della razione, mentre le bovine forti produttrici di latte tendono ad impiegare le proprie riserve corporee, soprattutto lipidiche, per sostenere la secrezione lattea: tutti questi fattori comportano forte deplezione di VitE ed altri sistemi antiossidanti dall’organismo.

Si può concludere che sia le raccomandazioni diffuse in USA che in UK (circa 1000 UI di VitE/giorno), sono probabilmente insufficienti ad assicurare alle bovine una efficiente protezione dallo stress ossidativo.  Al tempo stesso, i reali fabbisogni di VitE nelle bovine da latte sono tutt’ora sconosciuti.

Gli studi futuri dovrebbero non solo cercare di individuare livelli di VitE nella razione che soddisfino i fabbisogni delle bovine, ma anche differenziare tali dati in base all’areale di appartenenza delle mandrie (Europa e sue regioni).

 

Effect of vitamin E supplementation on the health and fertility of dairy cows: a review

Allison RD and Laven RA.

The Veterinary Record, 2000; 147: 703-708

 

 

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About the Author:

Dottorato di Ricerca “Sanità e scienze sperimentali veterinarie” – Università di Perugia Email: martina.crociati@studenti.unipg.it

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