È noto come diversi prodotti commerciali a base di argille o altri alluminosilicati risultino efficienti nel sequestrare, e non far assorbire dall’animale, le aflatossine, con riduzione dell’escrezione di aflatossina M1 nel latte (Masoero et al., 2009). La situazione è più complicata invece per le altre micotossine, in primis deossinivalenolo (o vomitossina o DON), zearalenone (o ZEA) e fumonisine B1, B2 e B3 (Avantaggiato et al. 2005). In questo caso e data la struttura delle molecole, più grande rispetto alle aflatossine, le argille risultano per lo più inefficienti nel sequestro. Commercialmente vi sono altre tipologie di prodotto che, oltre ad attuare un sequestro, bio-trasformano o distruggono la molecola di queste micotossine tipiche di Fusarium spp. per ridurne le potenzialità tossiche e cancerogene per l’animale e l’assorbimento nel tratto gastro-intestinale (Gallo et al., 2015; Cheli et al., 2013).

In un recente articolo pubblicato sulla rivista Journal of Dairy Science dal gruppo di ricerca del DIANA (Dipartimento di Scienze animali, della nutrizione e degli alimenti, Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza), è stato dimostrato come la somministrazione di diete contaminate da 1.1 mg/kg sostanza secca (ss) di DON e 1.2 mg/kg ss di fumonisine (FB1+FB2) abbia comportato la perdita di quasi 1.5 kg di latte/capo/d rispetto a diete controllo meno contaminate (0.4 mg/kg ss di DON e 0.1 mg/kg ss di fumonisine). Oltre alle perdite produttive, è stata misurata una drastica riduzione della digeribilità delle diete (-5.2% nella digeribilità della sostanza organica e -18% nella digeribilità della NDF, la parte di fibra della razione), una peggiore funzionalità epatica (transaminasi più alte) ed un peggioramento della qualità nel latte, soprattutto legata a peggiori parametri di attitudine alla caseificazione. L’aggiunta di un prodotto commerciale registrato come agente deattivante le micotossine nel registro specifico degli additivi di EFSA, specificamente designato per salvaguardare gli animali sia dalle aflatossine che dalle tossine prodotte da Fusarium spp., ha migliorato la situazione riportando i valori alle condizioni normali misurate con la dieta poco contaminata, anche se gli effetti migliorativi sulla produzione di latte sono stati più contenuti.

Al fine di approfondire l’effetto che queste micotossine hanno sul microbiota ruminale, dagli stessi animali coinvolti nella prova precedente è stato prelevato, utilizzando una sonda esofagea, il liquido ruminale 21 giorni dopo l’inizio della somministrazione delle diete contaminate. I liquidi ruminali prelevati da animali che assumevano la stessa dieta sono stati uniti in un unico inoculo che è poi servito per condurre un gas test, cioè una simulazione della fermentescibilità ruminale di diversi alimenti (concentrati, foraggi insilati, fieni e sottoprodotti fibrosi) condotta però in condizioni di laboratorio. Il risultato emerso ha mostrato come il liquido ruminale prelevato da vacche in lattazione che assumevano la dieta maggiormente contaminata da micotossine avesse una minore e ridotta capacità di fermentare la sostanza organica rispetto allo stesso test condotto con liquido ruminale di animali che assumevano la dieta meno contaminata. L’aggiunta dell’agente deattivante le micotossine ha invece salvaguardato l’efficienza del liquido ruminale, dimostrando la sua efficacia anche a livello rumine-reticolare. I risultati di questa prova sono in fase di pubblicazione sulla rivista Journal of Dairy Science Communications.

In definitiva, la contaminazione da DON, ZEA e fumonisine, che spesso si associa anche ai foraggi e non esclusivamente alle materie prime e ai mangimi (Gallo et al., 2021), è una condizione da monitorare costantemente per evitare di avere perdite economiche importanti in allevamento, anche a livelli di contaminazione di circa 1 mg/kg di ss della dieta.

 

La presente nota è una sintesi del seguente articolo scientifico pubblicato sul Journal of Dairy Science dove è riportata tutta la letteratura citata: A. Gallo, A. Minuti, P. Bani, T. Bertuzzi, F. Piccioli Cappelli, B. Doupovec, J. Faas, D. Schatzmayr, and E. Trevisi (2020). A mycotoxin-deactivating feed additive counteracts the adverse effects of regular levels of Fusarium mycotoxins in dairy cows. Journal of Dairy Science 103 (12), 11314-11331. doi.org/10.3168/jds.2020-18197

Autori

Alberto Stanislao Atzori, Giuseppe Conte, Fabio Correddu, Antonio Gallo, Sara Pegolo – Gruppo Editoriale ASPA

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