Summary

Questa ricerca passa in rassegna le criticità relative all’emoncosi, una comune infezione parassitaria di pecore e capre causata da parassiti del genere Haemonchus. La malattia influisce sulla salute e sul benessere di pecore e capre riducendone la produttività; quindi, allo stato attuale solleva numerose preoccupazioni. Quest’ultime fanno riferimento alla diversa prevalenza dell’infezione nel mondo (in quanto influenzata dalle diverse condizioni climatiche e da fattori ambientali), alla maggiore resistenza di questi parassiti ai farmaci antiparassitari disponibili, alle difficoltà presenti per quanto riguarda l’accuratezza della diagnosi della malattia ed al controllo efficace dell’infezione.

Abstract

Questa ricerca riporta tutte le criticità riguardanti l’infezione parassitaria emoncosi che colpisce i piccoli ruminanti. L’Haemonchus contortus è un parassita altamente patogeno che si localizza nell’abomaso degli animali colpiti ed esercita la sua patogenicità grazie alla sua azione ematofaga, influendo negativamente sulla salute e sulla produttività degli animali. La prima criticità riguarda la distribuzione irregolare dell’infezione a livello globale, poiché è più diffusa nelle regioni tropicali, subtropicali e a temperate calde, che hanno abbondanti precipitazioni estive, piuttosto che nelle regioni fredde e temperate che sono più aride; questo porta quindi a differenze negli approcci richiesti per il suo controllo. Un’altra criticità riguarda la presenza diffusa di ceppi di Haemonchus resistenti ai vari antielmintici disponibili (benzimidazoli, imidazotiazoli, lattoni macrociclici, closantel e monepantel), che rende difficile il controllo dell’infezione. La terza criticità fa riferimento alla difficoltà di diagnosticare la malattia, dato che la prova sul campo può fornire sospetti sull’infezione ma deve essere successivamente confermata di test di laboratorio tramite tecniche parassitologiche o molecolari. La sfida finale riguarda le difficoltà nel controllo dell’infezione e la necessità di utilizzare i farmaci con cautela e secondo un protocollo pianificato, per evitare ulteriori sviluppi di resistenza agli antielmintici, visto anche il fatto che l’impiego di un vaccino di recente licenza non è ancora diffuso. In conclusione, al momento dovremmo essere preoccupati, ma non spaventati, per la presenza di questa parassitosi e dovremmo applicare correttamente i piani di gestione sanitaria appropriati.

I parassiti del genere Haemonchus

Il genere Haemonchus spp. fu descritto per la prima volta nel 1803 da Karl Rudolphi ed include elminti nematodi che succhiano sangue. Tassonomicamente, il genere appartiene alla superfamiglia Trichostrongylidae. Insieme a Teladorsagia spp., i parassiti del genere Haemonchus sono gli elminti nematodi più patogeni dei piccoli ruminanti. Haemonchus spp. può infettare tutte le specie di ruminanti. I parassiti esprimono la loro patogenicità tramite la loro attività ematofaga. Il genere comprende almeno 12 specie (Appendice A). Haemonchus contortus e H. placei sono le specie più diffuse. H. contortus infetta principalmente pecore e capre al pascolo, mentre H. placei è stato individuato nei grandi ruminanti (cioè bovini). H. contortus è diffuso a livello globale e si localizza nell’abomaso dei suddetti animali, così come quello di altri ruminanti selvatici. Specie meno comuni sono: H. similis, che infetta principalmente i bovini e H. longistipes individuato nei cammelli. Inoltre, studi epidemiologici condotti in vari paesi hanno rivelato anche la presenza di parassiti ibridi. Haemonchus spp. ha un ciclo di vita diretto. Si trasmette orizzontalmente tramite l’ingestione (pascolamento su pascoli naturali) delle larve al terzo stadio (L3). Ha un ciclo di vita diviso in 2 fasi: una fase a vita libera ed una fase parassitaria all’interno dell’abomaso dell’animale. Le uova raggiungono il suolo attraverso le feci dei ruminanti parassitati, contaminando così la vegetazione. Quindi le uova maturano a larve di primo stadio (L1), che poi diventano larve di secondo stadio (L2). La fase evolutiva successiva è la terza fase larvale (larva L3), che rappresenta la forma infettante di questo parassita. Dopo che le larve L3 sono state ingerite da un ruminante, migrano verso il sito di predilezione, cioè l’abomaso, dove diventano parassiti nematodi adulti, iniziando la loro attività ematofaga. L’infezione da H. contortus porta all’anemia, principalmente a causa dell’attività ematofaga e, di conseguenza, alla potenziale morte occasionale degli animali infetti. Un meccanismo patogenetico alternativo è stato presentato da Fetterer e Rhoads, i quali hanno descritto la capacità da parte dell’elminta di produrre un fattore emolitico in grado di causare caratteristiche modificazioni morfologiche sulla superficie degli eritrociti delle pecore colpite. Tuttavia, la conseguenza primaria dell’infezione è la significativa diminuzione della produttività da parte degli animali infetti, che include la diminuzione della crescita degli animali giovani, della produzione di latte da parte degli animali in lattazione e della produzione di lana. Alla fine, tutto ciò si traduce in gravi perdite economiche per gli allevatori. L’importanza di questo elminta è sottolineata dal fatto che i trattamenti annuali per il solo H. contortus si stima ammontino a circa 26 milioni di dollari in Kenya, a 46 milioni di dollari nella Repubblica Sudafricana e a 103 milioni di dollari in India. Le condizioni climatiche hanno un impatto significativo sullo sviluppo della parassitosi. Un clima umido e caldo è la combinazione ottimale per Haemonchus spp. e lo sviluppo dell’infezione nei ruminanti. Molti ricercatori hanno studiato le condizioni ambientali, nelle quali il processo di sviluppo dei primi tre stadi larvali (da uova a larve L3) ha successo. Secondo Gordon, il limite ambientale più basso faceva riferimento ad una combinazione di temperatura media mensile di 18° C e di 50 mm di pioggia. Secondo Rossanigo e Gruner, i limiti ambientali più elevati per lo sviluppo delle uova del parassita in larve L3 erano una temperatura di 28° C e un’umidità al di sopra del 70%. Con temperature inferiori ai 9° C si verificherebbe uno sviluppo minimo o nullo delle uova del parassita in larve L3. Pertanto, appare evidente che gli stadi a vita libera dell’elminta non si sviluppino facilmente in ambienti freddi. Pertanto, è plausibile che Haemonchus spp. preferisca zone tropicali e subtropicali, dove le condizioni ambientali ne favoriscono la sopravvivenza. Haemonchus spp. possiede una caratteristica unica, che fa riferimento all’inibizione dello sviluppo, chiamata “ipobiosi”. I cambiamenti stagionali, in particolare i cambiamenti di temperatura, sono stati proposti come il principale determinante dell’ipobiosi. Questa capacità si attiva quando le possibilità di trasmissione delle larve sono limitate, cosa che rappresenta un adattamento del parassita alle basse temperature. L’ipobiosi può anche verificarsi in condizioni di elevata temperatura durante la stagione secca (cioè in condizioni di bassa umidità). Gli obiettivi di questa ricerca sono quelli di prendere in esame le attuali criticità riguardanti l’emoncosi e di discuterne gli aspetti più rilevanti al fine di ottimizzare il controllo dell’infezione negli allevamenti.

 

Haemonchosis: A Challenging Parasitic Infection of Sheep and Goats

Konstantinos V. Arsenopoulos1, George C. Fthenakis2, Eleni I. Katsarou2 and Elias Papadopoulos1*

  1. Laboratory of Parasitology and Parasitic Diseases, School of Veterinary Medicine, Faculty of Health Sciences, Aristotle University of Thessaloniki, 54124 Thessaloniki, Greece; arsenopo@vet.auth.gr
  2. Veterinary Faculty, University of Thessaly, 43100 Karditsa, Greece; gcf@vet.uth.gr (G.C.F.); elekatsarou@vet.uth.gr (E.I.K.)
    * Correspondence: eliaspap@vet.auth.gr

Animals 2021, 11, 363.

DOI: https://doi.org/10.3390/ani11020363

https://www.mdpi.com/journal/animals

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