E’ entrato in vigore ieri l’accordo di libero scambio Ue-Singapore

In occasione dell’entrata in vigore dell’accordo, la Commissaria responsabile per il Commercio, Cecilia Malmström, ha dichiarato: “L’accordo, in vigore da oggi, stimolerà gli scambi commerciali, a vantaggio delle imprese, degli agricoltori, dei lavoratori e dei consumatori di entrambe le parti. Consentirà anche l’accesso alla regione del sud-est asiatico, che è in rapida crescita. In un momento in cui sono messi in discussione i principi fondamentali di un commercio mondiale aperto e basato su regole, abbiamo più che mai bisogno di accordi come questo. L’accordo UE-Singapore è il 16° accordo di libero scambio firmato dal 2014. Disponiamo della rete commerciale più ampia del mondo, che comprende 42 accordi commerciali con 73 partner.”

Singapore è di gran lunga il principale partner commerciale dell’UE nella regione del sud-est asiatico, con scambi bilaterali di merci per un valore complessivo di oltre 53 miliardi di euro e di servizi per 51 miliardi di euro. Più di 10 000 imprese dell’UE si sono stabilite a Singapore e utilizzano questo presidio per servire l’intera regione del Pacifico. Il paese è anche la prima destinazione per gli investimenti europei in Asia, con una rapida crescita negli ultimi anni: gli stock degli investimenti bilaterali combinati hanno infatti raggiunto i 344 miliardi di euro nel 2017.

Con l’entrata in vigore dell’accordo, Singapore ora:

  • rimuoverà tutte le tariffe rimanenti sui prodotti dell’UE;
  • offrirà nuove opportunità ai fornitori di servizi dell’UE, anche in settori quali le telecomunicazioni, i servizi ambientali, l’ingegneria, l’informatica e il trasporto marittimo. Renderà inoltre più prevedibile l’ambiente imprenditoriale;
  • fornirà protezione legale per 138 indicazioni geografiche dell’UE. Questo è un passo importante considerando che Singapore è già la terza destinazione per questi prodotti europei.
  • rimuoverà gli ostacoli normativi agli scambi in settori chiave, ad esempio riconoscendo i test di sicurezza dell’UE per le automobili e molti apparecchi elettronici o accettando le etichette utilizzate dalle aziende dell’UE per i prodotti tessili.

Per maggiori informazioni:

Fonte: Commissione europea

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