Per 8 italiani su 10 sono un “problema serio”. L’innovazione tecnologica è la chiave per vincere questa sfida e rendere le industrie europee più competitive.

Più di otto persone su dieci tra quelle intervistate in Italia considerano il cambiamento climatico un problema “molto serio” (l’84%, superiore
alla media UE del 79%). Circa una persona su cinque ritiene che questo sia in assoluto il problema più grave che il mondo si trova ad affrontare (il 19%, inferiore alla media UE del 23%), un aumento di 12 punti percentuali (pp) rispetto all’ultima indagine nel 2017. Poco più della metà dichiara di aver intrapreso azioni personali per contribuire alla lotta al cambiamento climatico negli ultimi sei mesi (il 52%, contro la media UE del 60%), un aumento significativo di 18 pp rispetto al 2017. La proporzione aumenta sino all’88% (contro la media UE del 93%) quando vengono offerti esempi specifici di azioni legate al clima.

Si è registrato un aumento del numero di intervistati che hanno preso in considerazione un basso consumo energetico quando hanno acquistato nuovi elettrodomestici (un aumento di quattro pp rispetto al 2017, salendo al 39%, anche se inferiore alla media UE del 48%) e che usano regolarmente alternative rispettose dell’ambiente invece dell’auto privata (un aumento di sei pp, salendo al 19%, sebbene rimanga al di sotto della media UE del 37%).

Le persone intervistate in Italia tendono a essere maggiormente d’accordo sul fatto che intraprendere azioni per combattere il cambiamento climatico favorirà l’innovazione che renderà più competitive le aziende UE (l’85% contro la media UE del 79%) e che ridurre le importazioni di combustibili fossili può aumentare la sicurezza energetica e offrire vantaggi economici all’UE (l’84%, significativamente al di sopra della media UE del 72%).

La proporzione d’accordo sul fatto che adattarsi agli effetti negativi del cambiamento climatico può avere esiti positivi per i cittadini dell’UE è pari al 62%, inferiore alla media UE del 70%.

Rispetto al 2017, le persone intervistate in Italia tendono oggi a essere maggiormente d’accordo sul fatto che è importante che il loro governo nazionale sostenga il miglioramento dell’efficienza energetica entro il 2030 (un aumento di cinque pp al 91% contro la media EU dell’89%). Cosa più importante, il 92% delle persone intervistate (pari alla media UE) sostiene l’obiettivo di una UE innocua per il clima entro il 2050.

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