Ruminantia – Web Magazine del mondo dei Ruminanti https://www.ruminantia.it Sanità, Nutizione, Ambiente, Tecniche di allevamento Fri, 28 Feb 2020 14:39:24 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.3.2 Latte e derivati bovini – News mercati dal 17 al 23 febbraio 2020 https://www.ruminantia.it/latte-e-derivati-bovini-news-mercati-dal-17-al-23-febbraio-2020/ https://www.ruminantia.it/latte-e-derivati-bovini-news-mercati-dal-17-al-23-febbraio-2020/#respond Fri, 28 Feb 2020 13:06:46 +0000 https://www.ruminantia.it/?p=72063

Mercato nazionale alla produzione

Prezzi medi nazionali

Il punto sul mercato

Andamento stazionario per tutte le materie grasse, con lo zangolato in tenuta sulle piazze emiliane a 1,15 euro al chilo ormai da diverse settimane. Stabili anche i listini del burro Cee a Milano e Mantova a 3,35 euro al chilo. Per il Grana Padano Dop settimana senza particolari novità, con prezzi rimasti stazionari in un contesto di mercato nella norma. Diversamente invece per il Parmigiano Reggiano l’andamento degli scambi risulta piuttosto calmo per tutte le varietà, con ulteriori flessioni su tutti i principali centri di contrattazione. Cedono 20 centesimi al chilo tutte le varietà sia a Milano che Mantova, mentre sulla piazza di Reggio Emilia le perdite toccano i 30 centesimi. Riesce a contenere i cedimenti la piazza di Parma, dove tutte le stagionature flettono i valori di 10 centesimi. Per ciò che concerne gli altri formaggi si mostrano movimentazioni nei listini dei prodotti a denominazione della piana cuneese. Nello specifico si apprezzano recuperi per il Bra, il Castelmagno e il Toma, mantenendo comunque negativo il differenziale su base annua.

Prezzi medi per piazza

 

Fonte: ISMEA

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Dairy products Dashboard – European Milk Market Observatory 26 febbraio 2020 https://www.ruminantia.it/dairy-products-dashboard-european-milk-market-observatory-26-febbraio-2020/ https://www.ruminantia.it/dairy-products-dashboard-european-milk-market-observatory-26-febbraio-2020/#respond Fri, 28 Feb 2020 11:45:08 +0000 https://www.ruminantia.it/?p=72212
  • I prezzi del burro dell’UE-27 hanno raggiunto i 355 €/100 kg, con un calo dell’1,8% nelle ultime 4 settimane.
  • I prezzi della SMP dell’UE-27 sono arrivati a 257 €/100 kg, con un calo dell’1,6% nelle ultime 4 settimane.
  • I prezzi della WMP dell’UE-27 sono ora di 301 €/100 kg, in calo dell’1,3% nelle ultime 4 settimane.
  • I prezzi del cheddar dell’UE-27 sono aumentati dello 0,6% nelle ultime 4 settimane, raggiungendo i 305 €/100 kg.
  • Il prezzo del latte spot in Italia è leggermente diminuito ed ha raggiunto i 37,5 c/kg (23 febbraio 2020).
  • I costi dell’alimentazione sono aumentati dello 0,1% mentre quelli dell’energia sono diminuiti del 2,9% nella settimana 8 rispetto alle 4 settimane precedenti.
  • La raccolta di latte nell’UE-27 è aumentata dello 0,4% nel 2019 rispetto al 2018, portando a circa 629 000 tonnellate di latte in più.
  • La produzione di prodotti lattiero-caseari dell’UE-27 nel 2019 è aumentata del 2,7% per il latte condensato, dell’1,0% per il burro, del 3,2% per la crema per consumo diretto, dell’1,0% per la WMP e dello 0,1% per il formaggio, mentre è diminuita dello 0,3% per la SMP, del 2,2% per il latte alimentare e dell’1,2% per il latte fermentato.

Il “DAIRY PRODUCTS-DASHBOARD” prodotto dallo European Milk Market Observatory della Commissione Europea dell’Agricoltura e Sviluppo Rurale. Questa tabella contiene informazioni importanti sulla produzione, sulle esportazioni e importazioni e sulle quotazioni del latte crudo (raw milk), burro (BUTTER), polvere di latte magro (S.M.P.), polvere di latte intero (W.M.P.) e formaggio generico (CHEDDAR) in Europa, Oceania e USA. Le informazioni contenute nel DASHBOARD sono utili agli allevatori e al terziario pubblico e privato per seguire in tempo reale l’evoluzione del mercato del latte. Attenzione necessaria per programmare gli investimenti e soprattutto per poter avere maggiori strumenti per seguire il prezzo del latte alla stalla e la sua contrattazione.

Per scaricare il Pdf: Dairy products Dashboard – 19 febbraio 2020

Fonte: Milk Market Observatory

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Prorogato al 30 aprile il termine per l’invio di proposte per partecipare al Concorso di Design per il benessere degli animali da allevamento https://www.ruminantia.it/prorogato-al-30-aprile-il-termine-per-linvio-di-proposte-per-partecipare-al-concorso-di-design-per-il-benessere-degli-animali-da-allevamento/ https://www.ruminantia.it/prorogato-al-30-aprile-il-termine-per-linvio-di-proposte-per-partecipare-al-concorso-di-design-per-il-benessere-degli-animali-da-allevamento/#respond Fri, 28 Feb 2020 11:09:47 +0000 https://www.ruminantia.it/?p=72122

A cause dell’attuale situazione di allarme causa Coronavirus, il Salone del Mobile è stato posticipato a giugno. Di conseguenza, anche la “Mostra delle idee innovative e soluzioni di design per il benessere degli animali da allevamento”, organizzata dall’associazione “Arte da mangiare – mangiare Arte” in occasione di questo importante evento, seguirà questo slittamento.

L’associazione Culturale e Movimento di Pensiero “Arte da mangiare – mangiare Arte” bandisce un concorso per la progettazione di idee di strutture, oggetti, complementi di arredo, macchinari, utensili, pavimentazioni e colori, e per la valorizzazione delle migliori soluzioni realizzate, e/o in produzione, utili al benessere degli animali da allevamento.

Il termine per l’invio delle proposte per partecipare al concorso è stato prorogato al 30 aprile 2020.

Ai primi 3 vincitori di ciascuna delle categorie sarà offerta l’opportunità di esporre la propria ricerca, elaborati e prototipi presso il Depuratore di Milano Nosedo sede del MAF – Museo Acqua Franca (Via San Dionigi 90 Milano) in occasione della speciale Design Week di giugno 2020. Le date specifiche dell’esposizione saranno: 17 – 19 giugno 2020.

Il testo integrale del Bando di Concorso è disponibile qui.

Per maggiori informazioni: www.artedamangiare.it/evento.aspx

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Ricerca, l’antenato di K. lactis in formaggi artigianali e latticini fermentati potrebbe avere avuto origine in passato dal moscerino della frutta https://www.ruminantia.it/ricerca-lantenato-di-k-lactis-in-formaggi-artigianali-e-latticini-fermentati-potrebbe-avere-avuto-origine-in-passato-dal-moscerino-della-frutta/ https://www.ruminantia.it/ricerca-lantenato-di-k-lactis-in-formaggi-artigianali-e-latticini-fermentati-potrebbe-avere-avuto-origine-in-passato-dal-moscerino-della-frutta/#respond Fri, 28 Feb 2020 10:55:39 +0000 https://www.ruminantia.it/?p=72199

Da cibi e bevande fermentati ai cosmetici: alla scoperta dell’universo dei lieviti

Una nuova ricerca degli accademici dell’University College di Cork (UCC) mostra che poco dopo l’uomo ha addomesticato pecore, capre e bovini, ha anche addomesticato uno speciale lievito, antenato del Kluyveromyces lactis.

Un nuovo studio suggerisce che il lievito lattico potrebbe aver avuto origine migliaia di anni fa da un incontro accidentale tra un moscerino della frutta e il latte, che condusse successivamente alla creazione di prodotti lattiero-caseari quali lo yogurt.

Quale ruolo potrebbe aver giocato un curioso insetto a due ali nella produzione di formaggi non pastorizzati quali il Comté francese o di bevande di latte fermentato quali il kefir? Una nuova ricerca rivela che un antico moscerino della frutta, un pizzico di fortuna e l’accoppiamento di due tipi di microrganismi potrebbero avere permesso ai primi agricoltori, vissuti circa 6 000 anni fa, di addomesticare il lievito e produrre alimenti lattiero-caseari. La ricerca rivela che l’antenato del Kluyveromyces lactis (lievito lattico), presente in formaggi artigianali e prodotti lattiero-caseari fermentati, potrebbe avere avuto origine migliaia di anni fa dal moscerino della frutta Drosophila. Il lievito acquisì i geni per scomporre il lattosio dal cugino K. Marxianus e fu poi selezionato dall’uomo per la fermentazione, secondo uno studio sostenuto dai progetti CHASSY, CODEKILLER, ELOXY e YEASTCELL, finanziati dall’UE. Le conclusioni sono state pubblicate sulla rivista «Current Biology».

Domesticazione

In un comunicato stampa dell’University College di Cork (UCC), il co-autore dello studio, il dott. John Morrissey, afferma: «Possiamo ipotizzare che un moscerino della frutta che trasportava un antenato del K. lactis sia finito nel latte e lì abbia incontrato un lievito, imparentato con lui alla lontana, che già stava crescendo. I due lieviti si sono poi accoppiati e, nel corso del processo, l’antenato del K. lactis ha derivato dal suo compagno i geni per l’utilizzo del lattosio». Il dott. Morrissey, che ha coordinato i progetti CHASSY e YEASTCELL, aggiunge: «Successivamente è stato in grado di svilupparsi nel latte, dando origine a un prodotto fermentato che piacque ai primi esseri umani. Questi conservarono parte del latte fermentato, utilizzandolo per creare un nuovo lotto, e così via. Fu così che un lievito derivante da un insetto venne addomesticato dall’uomo». Nello stesso comunicato stampa dell’UCC si legge: «Questa ricerca è importante perché rivela che 10 000 anni fa i primi agricoltori addomesticarono sia microrganismi che animali. Lo studio illustra come gli uomini abbiano influenzato l’evoluzione, in modo tale da selezionare microbi con caratteristiche per loro vantaggiose». Il dott. Morrissey presenta lo studio nell’edizione britannica di «The Conversation». «Chi avrebbe potuto immaginare che una serie di eventi casuali come questa avrebbe dato origine a così tante prelibatezze culinarie nel mondo?». Il progetto CHASSY (Model-Based Construction And Optimisation Of Versatile Chassis Yeast Strains For Production Of Valuable Lipid And Aromatic Compounds), che ha finanziato lo studio, terminerà negli ultimi mesi del 2020. Il progetto è incentrato sull’utilizzo dei lieviti come fabbrica di cellule per la produzione di composti ad alto valore con applicazioni nei settori cosmetico, nutraceutico e delle biotecnologie bianche o industriali. Il progetto YEASTCELL (Yeast Cell Factories: Training Researchers to Apply Modern Post-Genomic Methods In Yeast Biotechnology) ha anch’esso contribuito allo studio ed è terminato nel 2017. I ricercatori che hanno condotto lo studio hanno inoltre ricevuto il supporto di due progetti finanziati dall’UE ancora in corso: CODEKILLER (Killer plasmids as drivers of genetic code changes during yeast evolution) ed ELOXY (Eliminating Oxygen Requirements in Yeasts). Tutti questi progetti sono fondamentali per l’avanzamento della ricerca sui lieviti, che ha applicazioni in numerosi settori: agricolo, farmaceutico, sanitario, ambientale e biotecnologico. Per maggiori informazioni, consultare:

© Unione europea, 1994-2020

 

 

Fonte: CORDIS, cordis.europa.eu

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Rapporto Agrosserva, prezzi agricoli: incremento del 2,5% per i prodotti zootecnici e quelli agricoli https://www.ruminantia.it/rapporto-agrosserva-prezzi-agricoli-incremento-del-25-per-i-prodotti-zootecnici-e-quelli-agricoli/ https://www.ruminantia.it/rapporto-agrosserva-prezzi-agricoli-incremento-del-25-per-i-prodotti-zootecnici-e-quelli-agricoli/#respond Fri, 28 Feb 2020 10:23:18 +0000 https://www.ruminantia.it/?p=72190

L’agricoltura italiana affronta la difficile congiuntura del momento, legata anche all’emergenza del coronavirus, con alle spalle un 2019 non particolarmente brillante. A sottolinearlo è il rapporto Agrosserva dell’Ismea, che in occasione dell’aggiornamento dei dati dell’ultimo trimestre, traccia il bilancio dell’intero anno.

Pesano il rallentamento degli scambi globali, le incognite sul futuro post Brexit, i possibili riflessi della nuova imposizione tariffaria sul mercato Usa (per il momento per l’Italia limitata ai dazi addizionali del 25% su alcuni prodotti) e, più da vicino, le anomalie climatiche che negli ultimi mesi dell’anno hanno determinato riduzioni produttive in alcuni comparti.

Secondo le prime stime, l’agricoltura italiana ha chiuso il 2019 con una flessione della produzione (-1,3%) e del valore aggiunto (-2,7%). Come accade ormai da qualche anno, alla base degli arretramenti ci sono state principalmente condizioni climatiche sfavorevoli. Le produzioni che hanno subìto flessioni rilevanti sono state quelle relative a frutta, cereali, zootecnia e uva da vino (che si confronta tuttavia con un’annata 2018 particolarmente abbondante). Al contrario, l’annata 2019 è stata positiva per l’olio ‒ sebbene i livelli produttivi siano ancora molto al di sotto della normalità ‒ e, nel complesso, per patate e ortaggi.

In relazione ai prezzi agricoli, l’indice dell’Ismea ha fatto registrare un incremento del 2,5% sia per i prodotti zootecnici che per le coltivazioni, in un contesto di complessiva stabilità sul fronte dei costi. Migliora pertanto la ragione di scambio, ossia il rapporto tra prezzi ottenuti dagli agricoltori e costi sostenuti. Un miglioramento – sottolinea l’ISMEA –  in molti casi vanificato in termini di redditività dal clima avverso che ha richiesto un maggiore utilizzo di input, a fronte di raccolti spesso inferiori alla media.

Guardando alle dinamiche dell’industria, l’alimentare si conferma anche nel 2019 tra i settori economici più performanti, con un trend della produzione notevolmente migliore rispetto al manifatturiero (+3% sul 2018), grazie ancora una volta a una domanda estera particolarmente tonica. L’export agroalimentare ha raggiunto  quota 44,6 miliardi di euro, il 5,3% in più rispetto al livello raggiunto nel 2018. Le destinazioni più dinamiche sono state quelle extra-europee, gli USA in primis, che con 4,6 miliardi di euro e un +11,1% sul 2018 si confermano la terza destinazione dell’agroalimentare Made in Italy.

L’analisi dei dati disaggregati per prodotto, disponibili fino al mese di novembre, rivela un andamento positivo del valore dell’export per quasi tutti i comparti, a eccezione di quello della frutta e degli oli. Assai dinamiche le esportazioni di bevande, in particolare acque minerali e acqueviti e liquori. Ma è troppo presto per sapere quale sarà l’effetto dei dazi aggiuntivi in vigore da novembre 2019 sui prodotti italiani: liquori, formaggi stagionati DOP e alcuni tipi di elaborati di carne suina esportati negli USA.

Risulta invece in frenata la spesa delle famiglie per i generi alimentari, sostenuta solo da bevande e prodotti confezionati.

Vai al report

 

Fonte: ISMEA

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Storie di successo: Accademia Italiana del Latte incontra Caseificio Azzoni Azienda Agricola https://www.ruminantia.it/storie-di-successo-accademia-italiana-del-latte-incontra-caseificio-azzoni-azienda-agricola/ https://www.ruminantia.it/storie-di-successo-accademia-italiana-del-latte-incontra-caseificio-azzoni-azienda-agricola/#respond Fri, 28 Feb 2020 10:18:48 +0000 https://www.ruminantia.it/?p=72179

Il caseificio Azzoni, nato nell’estate del 2018, è gestito dai fratelli Micaela e Gianluigi Azzoni e si trova a Coazze di Moglia (Mantova), a 10 minuti dall’uscita dell’autostrada A22 del casello di Pegognaga.
Nel caseificio viene lavorato il latte appena munto nell’azienda agricola con il quale si ricavano prodotti selezionati, unici e creati con l’intento di regalare al consumatore il gusto genuino e la freschezza del formaggio prodotto in maniera artigianale; una filosofia a “km zero” che i fratelli Micaela e Gianluigi condividono dalla nascita dell’idea di avviare questa attività.

Se l’apertura del caseificio è recente, essa riesce a racchiudere tutta la sapienza e il profumo di una storia di famiglia, quella iniziata con tanto sacrificio dal nonno Roberto negli anni ‘20 e portata avanti dal papà Romano. La tradizione del Parmigiano Reggiano DOP è stata poi affiancata da un tocco di innovazione e dalla successiva diversificazione proposta che vede ora sul banco vendita prodotti come ricotta, stracchino, mozzarella, primo sale, robiola naturale e con spezie, latte fresco pastorizzato, formaggio fuso, spalmabile naturale o con spezie, yogurt di tanti gusti e golosi dessert.

Una gamma prodotti impeccabile e completa, nata da uno studio approfondito che ha anticipato l’apertura dello spaccio, e che ha visto l’incontro dei fratelli Gianluigi e Micaela con il docente di Accademia Italiana del Latte, Mirko Galliani, che con una consulenza studiata ad hoc ha fornito utili consigli sulle pratiche di produzione e alcuni suggerimenti, come ad esempio l’introduzione del burro nella gamma dei prodotti; questo prodotto, nonostante le sue potenzialità e la sua rivalutazione sul mercato dopo qualche anno rimane spesso in secondo piano, come lo stesso Galliani spiega nel suo articolo uscito su Ruminantia e che potete leggere qui.

Ecco l’intervista a Micaela, che segue la produzione e la vendita.  

Ciao Micaela, raccontaci che cosa faceva la vostra azienda prima di conoscere Accademia Italiana del Latte.

La nostra azienda prima di intraprendere un percorso effettivo di formazione produceva solo Parmigiano Reggiano, anche se i sogni di affiancare altre produzioni erano presenti sia nella mia testa che in quella di mio fratello.

Perché avete scelto Accademia come partner nella formazione?

Abbiamo conosciuto Accademia Italiana del Latte grazie a FDstore, azienda che fa parte dello stesso gruppo e che fornisce macchinari e ingredienti caseari per la trasformazione del latte. Quando mi è stato raccontato di un polo di formazione nel settore lattiero-caseario ho pensato fosse una buona occasione per trovare una collaborazione e poter iniziare con il progetto del caseificio e quindi la produzione di tanti altri prodotti. Avevamo questa idea di partire dalle basi per creare un progetto che funzionasse e la cosa migliore sapevamo essere migliorare la conoscenza dei prodotti che avremmo deciso di proporre ai nostri clienti: siamo sempre stati d’accordo su questo punto.

Quali sono state le tematiche affrontate?

Abbiamo effettuato varie lavorazioni di prodotti derivati dal latte e formazione sulle varie problematiche che si potrebbero verificare durante la produzione, il confezionamento o lo stoccaggio. Ho trovato molto utile questo studio perché una conoscenza così approfondita ti permette un controllo in fase di produzione ma anche in un secondo momento… insomma conoscere ciò che stai trasformando è essenziale nel nostro lavoro.

Un prodotto che abbiamo messo a punto insieme a Mirko Galliani è stato il burro. Inizialmente devo dire che non avevamo pensato di introdurlo, ma durante la consulenza abbiamo capito che avendo la panna già a disposizione eravamo in un certo senso avvantaggiati.

Ottenendo questa materia prima dall’affioramento, quindi pastorizzata, abbiamo studiato le temperature ottimali per la produzione e i parametri da controllare ad ogni produzione: Mirko ci ha spiegato che, come per gli altri latticini, è necessario prima studiare che tipologia di prodotto si vuole raggiungere al fine di determinare un iter produttivo da seguire per mantenere uno standard nel risultato finale. Un concetto al quale io tengo molto, come garanzia nei confronti dei miei clienti. Siamo stati davvero soddisfatti di aver seguito questo consiglio anche perché risulta uno dei prodotti richiesto dalla maggior parte dei clienti quando vengono ad acquistare formaggi o yogurt e quindi non li deludiamo mai avendo sempre burro a disposizione. È gratificante riuscire a servire al meglio la propria clientela facendo trovare sempre pronti i prodotti preferiti!

Credi che la formazione sia importante nel tuo lavoro?

Grazie alla formazione pratica e teorica ho potuto realizzare il mio progetto di aprire un mini caseificio aziendale quindi credo davvero che alla base sia necessaria una formazione; il processo di produzione è interessante e utile a chi come noi sceglie questo mestiere, anche per chi lo conosce già nella pratica. Confrontandosi con docenti esperti si ha la possibilità di fare domande per migliorarsi, scoprire nozioni nuove e carpire accorgimenti che aiutano nella produzione quanto nella vendita.

 

 

Per conoscere meglio il Caseificio Azzoni, ecco i contatti:

Az. Agr. Azzoni Gianluigi

Via Ex Prov. Romana, 179
46024 Coazze di Moglia (MN)

Cellulare: 349 7029803

E-mail: caseifico.azzoni@gmail.com

www.caseificioazzoni.it

 

Accademia Italiana del Latte – www.accademiaitalianadellatte.it

Accademia Italiana del Latte è un polo formativo incentrato sul latte nelle sue infinite forme, frutto di una forte realtà presente da anni nel settore che con il suo bagaglio esperienziale ha dato vita a un progetto di cultura lattiero-casearia. Accademia Italiana del Latte affianca e forma le aziende per costruire solide basi di conoscenza ed esperienza mirate alla concreta realizzazione di progetti innovativi e di successo.

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I fondamentali della nutrizione aminoacidica https://www.ruminantia.it/i-fondamentali-della-nutrizione-aminoacidica/ https://www.ruminantia.it/i-fondamentali-della-nutrizione-aminoacidica/#respond Fri, 28 Feb 2020 09:01:07 +0000 https://www.ruminantia.it/?p=71960

Gli amminoacidi, e non le proteine in sé, sono i nutrienti necessari. Gli amminoacidi assorbiti ed utilizzati principalmente come elementi costitutivi per la sintesi delle proteine sono vitali per il mantenimento, la crescita, la riproduzione e la produzione di latte.

Nutrizione proteica

La nutrizione proteica nei ruminanti si è evoluta negli ultimi decenni a partire dalla determinazione del fabbisogno di proteine grezze (CP) negli anni ’70, quando la ricerca si è concentrata su quante proteine fossero necessarie per il rumine e quante per la manutenzione generale e la produzione di latte nella bovina. Nel corso del tempo, una migliore comprensione del metabolismo delle proteine ha permesso di calcolare il fabbisogno specifico di proteine nella dieta (N), che può essere classificato in due grandi categorie (NRC, 2001):

  • Rumen Degradable Protein (RDP) o Proteina Degradabile Ruminale. Si tratta di proteine alimentari degradate dai microrganismi del rumine in presenza di un adeguato apporto energetico che forniscono la maggior parte dell’Azoto (N) necessario per la sintesi di Microbial Crude Protein (MCP) o Proteina Microbica Grezza.
  • Rumen Undegradable Protein (RUP) o Proteina rumino-indegradabile. Si tratta della proteina alimentare che sfugge alla degradazione nel rumine e viene digerita dagli enzimi dell’animale ospite nell’intestino tenue. Oltre alla vera proteina, la RDP include anche l’azoto non proteico (NPN).

La microflora ruminale passa continuamente dal rumine all’abomaso e all’intestino tenue dove muore e viene digerita dagli enzimi presenti in questo tratto di intestino per fornire i singoli aminoacidi (AA). Gli aminoacidi derivano anche dalla digestione della frazione RUP. I ruminanti assorbono poi i singoli aminoacidi. Quando queste due fonti di aminoacidi sono digerite e assorbite nell’intestino tenue vengono indicate collettivamente come Metabolizable Protein (MP), o Proteine Metabolizzabili.

Ruolo degli amminoacidi

È noto da tempo che le vacche hanno bisogno di aminoacidi per la sintesi del proprio tessuto corporeo e delle proteine regolatorie, protettive e secretorie: migliaia di proteine diverse devono essere sintetizzate ogni giorno. È anche ben documentato che la composizione in aminoacidi di ogni proteina è diversa, ma la composizione in aminoacidi di una proteina è la stessa ogni volta che viene sintetizzata perché la sintesi proteica è un evento geneticamente determinato. Pertanto, la composizione in aminoacidi delle proteine sintetizzate non è influenzata dalla quantità o dal profilo aminoacidico degli aminoacidi assorbiti.

Gli aminoacidi, e non le proteine in sé, sono i nutrienti necessari per i ruminanti. Gli aminoacidi assorbiti, utilizzati principalmente come elementi costitutivi per la sintesi delle proteine, sono vitali per il mantenimento, la crescita, la riproduzione e l’allattamento dei bovini da latte (NRC, 2001). Gli aminoacidi sono essenziali in quanto rappresentano i mattoni necessari per la sintesi dei tessuti e delle proteine del latte. Inoltre, sebbene in misura minore, gli aminoacidi assorbiti servono anche come precursori per la sintesi di altri metaboliti. Gli aminoacidi sono anche precursori della gluconeogenesi e possono essere convertiti in acidi grassi o servire come fonti immediate di energia metabolica quando vengono ossidati.

Equilibrio aminoacidico

Mentre il profilo degli aminoacidi assorbiti non influenza gli aminoacidi utilizzati nel metabolismo e nella produzione, quello degli aminoacidi essenziali (EAA) assorbiti influenza la quantità di proteine che possono essere sintetizzate. Questo fenomeno è ampiamente dimostrato nei suini (NRC, 1998) e nel pollame (NRC, 1994). È ben documentato che, quando gli EAA vengono assorbiti come richiesto dall’animale, la loro efficienza di utilizzo per la sintesi proteica è massimizzata e la richiesta di aminoacidi totali assorbiti è ridotta al minimo. Così, il catabolismo degli aminoacidi “rimasti” è minimo e l’escrezione di N urinaria è ridotta. Al contrario, l’efficienza di utilizzo degli aminoacidi per il metabolismo e la produzione delle proteine è meno efficiente quando il profilo di EAA assorbiti non soddisfa i fabbisogni ideali. In questo caso, sarà l’apporto del primo EAA limitante a determinare l’entità della sintesi proteica, non l’apporto totale di aminoacidi.

Aminoacidi limitanti

Gli aminoacidi “limitanti” sono quelli che scarseggiano rispetto alla quantità necessaria: nello specifico si tratta di Lisina (Lys), Metionina (Met) e Istidina (His). Questi AA sono stati riconosciuti a livello globale come i primi tre aminoacidi limitanti nella nutrizione delle vacche da latte. In particolare, Lys e Met sono gli amminoacidi più frequentemente identificati come i due più limitanti per la lattazione. Una varietà di studi di ricerca continua a sostenere queste prime osservazioni (ad esempio, Appuhamy et al., 2011; Chen et al., 2011; Doepel e Lapierre, 2010, 2011; Noftsger e St-Pierre, 2003; Noftsger et al., 2005; Ordway et al., 2009; Socha et al., 2005; St-Pierre e Sylvester, 2005). La Met è in genere il primo aminoacido limitante quando la maggior parte della RUP è apportata dalle proteine della soia (NRC, 2001). Queste fonti proteiche (Tabella 1) hanno basse concentrazioni di Met rispetto al latte e alle proteine batteriche. Come mostrato nella Tabella 1, la Met nel latte e nei batteri è rispettivamente pari al 2,6 e 2,7% del valore della proteina grezza (CP), mentre nella soia, nel sangue e nelle farine di piume e di carne la Met è sempre compresa in un range che varia dallo 0,8 all’1,4% del valore della CP.

La Lys è in primo luogo “limitante essenziale” quando il mais e altri cereali, e loro derivati, forniscono la maggior parte o la totalità della RUP (NRC, 2001). La lisina nel latte e nei batteri è rispettivamente il 7,6 e il 7,9% della CP, mentre nell’insilato di mais, nel mais, nei distillers di mais e nella farina di glutine di mais, il valore in Lys è sempre compreso in un range che varia dall’1,7 al 2,8% della CP.

La Lys è identificata come il primo AA “limitante” quando l’insilato di erba, l’ orzo e l’avena sono impiegate nella dieta in apporti considerevoli (Kim et al., 1999, 2000, 2001a, 2001b; Huhtanen et al., 2002; Korhonen et al., 2000).

Stima degli EAA nella MP

Le stime iniziali delle concentrazioni ideali di EAA espresse sulla Proteina Metabolizzabile (MP) sono state stabilite da Rulquin et al., (1993), NRC (2001) e Doepel et al. (2004). I diversi approcci hanno fornito raccomandazioni sorprendentemente simili per le forniture ottimali di Lys e Met in relazione alla MP. Recentemente, Schwab et al. (2009) hanno ripetuto i diagrammi dose-risposta di Lys e Met utilizzando la versione finale del modello NRC (2001), piuttosto che la versione beta utilizzata in precedenza. Sono stati utilizzati gli stessi studi e sono stati ripetuti tutti i passaggi indicati nei quali i prodotti derivati da orzo e frumento sostituiscono quantità significative di mais nella dieta in NRC (2001). In modo simile, Whitehouse et al. (2009) hanno ripetuto gli stessi passi, utilizzando gli stessi studi utilizzati per NRC (2001), per generare diagrammi dose-risposta di Lys e Met per i modelli matematici dinamici di CPM-Dairy e AMTS (software di formulazione della razione di ruminanti). Questo è stato fatto per entrambi i modelli basati sul CNCPS (Net Carbohydrate e Protein System), a causa della loro ampia diffusione nell’industria lattiero-casearia e per la preoccupazione che gli utenti di questi modelli possano utilizzare in modo non corretto le raccomandazioni generate utilizzando il modello NRC (Tabella 3).

Tabella 1. Un confronto della composizione aminoacidica essenziale dei tessuti magri del corpo, del latte e dei batteri ruminali con quella di alcuni alimenti zootecnici comuni1.

Tabella 2. Concentrazione ideale del rapporto tra Lys e Met espressa in % sulla MP per la produzione di proteine del latte in bovine in lattazione in diversi modelli di razionamento.

Analisi delle strategie alimentari proteiche in relazione al bilanciamento degli amminoacidi nella razione

– Massimizzare la sintesi di proteine microbiche (MCP) (ma non sovralimentando mediante un aumento in RDP nella dieta). Come mostrato nella Tabella 1, le proteine microbiche contengono alte percentuali di lisina e metionina. Aumentando la quantità di proteina microbica si riduce il divario tra gli EAA richiesti e quelli forniti.

Non sovralimentare per la frazione RUP. L’alimentazione eccessiva in RUP ha diversi svantaggi nelle vacche da latte. La RUP in eccesso, di solito, sostituisce i carboidrati fermentescibili nella dieta come substrati primari per la sintesi dei componenti del latte. Essa riduce il contenuto di RDP al di sotto del livello raccomandato, e porta ad ottenere delle concentrazioni più basse di Lys e Met (% MP) e comporta spesso una dieta più costosa.

Fornire una fonte di RUP bilanciata per Lys e Met. Una volta fissato il profilo aminoacidico, l’altra porzione di MP è costituita dalla RUP. Tuttavia, la RUP degli alimenti zootecnici è generalmente bassa in Lys, Met o entrambi. Gli aminoacidi rumino-protetti sono una soluzione efficiente per ottimizzare il rapporto e il livello di Lys e Met (% MP).

Mantenere il rapporto di lisina e metionina. Per il massimo utilizzo degli aminoacidi assorbiti per la produzione e le funzioni metaboliche, il rapporto Lys:Met deve essere mantenuto secondo il sistema proteico di riferimento adottato (Tabella 2).

I benefici del bilanciamento aminoacidico… prossimamente

Le seguenti strategie e benefici verranno discusso in dettaglio nei prossimi capitoli:

  • Aumentare la produzione di latte e dei componenti del latte.
  • Migliorare l’efficienza dell’utilizzo dell’azoto nei mangimi.
  • Migliorare le prestazioni riproduttive e la salute del ruminante.
  • Ridurre l’escrezione di N per unità di latte, o di proteine del latte, prodotte.
  • Aumentare la redditività del bestiame da latte.

Autori

Mohammad Al Rifai, Stefano Mattuzzi

Riferimenti

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Delibera di approvazione criteri di ripartizione tra Regioni e Province autonome del Fondo nazionale per la montagna 2016-2017-2018-2019 in Gazzetta Ufficiale https://www.ruminantia.it/delibera-di-approvazione-criteri-di-ripartizione-tra-regioni-e-province-autonome-del-fondo-nazionale-per-la-montagna-2016-2017-2018-2019-in-gazzetta-ufficiale/ https://www.ruminantia.it/delibera-di-approvazione-criteri-di-ripartizione-tra-regioni-e-province-autonome-del-fondo-nazionale-per-la-montagna-2016-2017-2018-2019-in-gazzetta-ufficiale/#respond Thu, 27 Feb 2020 16:30:44 +0000 https://www.ruminantia.it/?p=72121

E’ stata pubblicata nella GU n.48 del 26-2-2020 la DELIBERA 15 ottobre 2019 – Approvazione dei criteri di riparto e ripartizione tra le Regioni e le Province autonome del Fondo nazionale per la montagna – annualità 2016-2017-2018-2019, legge n. 97/1994. (Delibera n. 66/2019 del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica). I criteri tengono conto:

  • dell’estensione del territorio montano;
  • della popolazione residente nelle aree montane;
  • della salvaguardia dell’ambiente e dello sviluppo delle attività agro-silvo-pastorali;
  • del reddito medio pro-capite;
  • del livello dei servizi;
  • dell’entità dei trasferimenti finanziari ordinari e speciali.

A base del riparto indicato nella tabella riportata in fondo all’articolo, che reca le quote di ripartizione per regione ed è parte integrante della delibera, sono posti i seguenti indicatori statistici:

  • indicatori dimensionali relativi alla superficie geografica e alla popolazione delle zone montane;
  • indicatori di intensità correttivi del dato dimensionale basati sulla composizione per età della popolazione, sulla situazione occupazionale, sui fenomeni di spopolamento, sul reddito medio pro-capite, sul livello dei servizi, sulle politiche e sulle esigenze di salvaguardia ambientale;
  • indicatore di perequazione volto a tenere conto delle altre fonti di finanziamento a disposizione delle regioni per i territori montani.

Con la delibera, è contestualmente approvato il piano di riparto tra le regioni della somma complessiva di 21.701.376,00 euro, per le annualità 2016, 2017, 2018 e 2019. Per le Province autonome di Trento e Bolzano non si procede alla ripartizione delle risorse del Fondo ai sensi di quanto stabilito dall’art. 2, comma 109, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.

 

Tabella – Riparto Fondo nazionale per la montagna annualità 2016-2017-2018-2019

(*) I coefficienti della colonna A sono approssimati alla terza cifra decimale.
(**) I coefficienti della colonna B sono visualizzati alla terza cifra decimale. Detti coefficienti sono ricalcolati rapportando a 100 i coefficienti di colonna A una volta esclusi quelli relativi alle Province Autonome di Trento e Bolzano e sono utilizzati per il calcolo del riparto di colonna C senza approssimazioni nei decimali.
(***) Il calcolo dell’importo da assegnare a ciascuna Regione è stato effettuato arrotondando il risultato all’unità.
(****)Esclusa dal riparto 2016 – 2019 ai sensi dell’articolo 2, comma 109, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.

 

Fonte: Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana

 

Fonte: Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

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Brexit: il Consiglio UE dà il via libera all’avvio dei negoziati e ne adotta le direttive https://www.ruminantia.it/brexit-il-consiglio-ue-da-il-via-libera-allavvio-dei-negoziati-e-ne-adotta-le-direttive/ https://www.ruminantia.it/brexit-il-consiglio-ue-da-il-via-libera-allavvio-dei-negoziati-e-ne-adotta-le-direttive/#respond Thu, 27 Feb 2020 15:00:38 +0000 https://www.ruminantia.it/?p=72117

L’avvio ufficiale dei negoziati con il Regno Unito è fissato per la settimana del 2 marzo 2020.

Il Consiglio ha adottato in data odierna una decisione che autorizza l’avvio di negoziati per un nuovo partenariato con il Regno Unito e che nomina formalmente la Commissione negoziatore dell’UE. Il Consiglio ha inoltre adottato le direttive di negoziato che costituiscono il mandato della Commissione per i negoziati.

L’UE desidera instaurare con il Regno Unito un partenariato economico ambizioso, di ampia portata ed equilibrato. In base al mandato, il futuro partenariato dovrà poggiare su solidi impegni che garantiscano condizioni di parità per una concorrenza libera e leale, in considerazione della prossimità geografica e dell’interdipendenza economica tra l’Unione e il Regno Unito.

L’UE intende istituire con il Regno Unito un accordo di libero scambio in cui sia garantita l’assenza di tariffe e contingenti applicabili agli scambi di merci. L’accordo dovrà prevedere la cooperazione in materia doganale e normativa. Dovrà comprendere anche modalità efficaci di gestione e sorveglianza, di risoluzione delle controversie e di esecuzione.

Prossime tappe

La Commissione deciderà con il Regno Unito le date per le prime sessioni negoziali. La prima riunione formale tra i negoziatori dell’UE e del Regno Unito dovrebbe svolgersi all’inizio di marzo.

Informazioni generali

La decisione del Consiglio e le direttive di negoziato si basano su una raccomandazione presentata dalla Commissione il 3 febbraio 2020 e poggiano sulla dichiarazione politica approvata dall’UE e dal Regno Unito nell’ottobre 2019, nonché sugli orientamenti del Consiglio europeo (Articolo 50) sulle future relazioni UE-Regno Unito di marzo 2018 e aprile 2017.

Il 13 dicembre 2019 i leader dell’UE a 27 hanno ribadito l’obiettivo di instaurare con il Regno Unito future relazioni quanto più strette possibili. Hanno invitato la Commissione a presentare al Consiglio un progetto di mandato negoziale per le future relazioni con il Regno Unito subito dopo la sua uscita dall’Unione.

L’entrata in vigore dell’accordo di recesso ha segnato la fine del periodo previsto dall’articolo 50 del TUE e l’inizio di un periodo transitorio che durerà fino al 31 dicembre 2020. Durante il periodo transitorio il Regno Unito continuerà ad applicare il diritto dell’Unione ma non sarà più rappresentato nelle istituzioni dell’UE.

 

 

 

 

Fonte: Consiglio europeo, Consiglio della Commissione europea

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Ricerca e prodotti lattiero-caseari: uso di oli essenziali di melissa, basilico e timo per contrastare la crescita di microrganismi degradativi nel formaggio https://www.ruminantia.it/ricerca-e-prodotti-lattiero-caseari-uso-di-oli-essenziali-di-melissa-basilico-e-timo-per-contrastare-la-crescita-di-microrganismi-degradativi-nel-formaggio/ https://www.ruminantia.it/ricerca-e-prodotti-lattiero-caseari-uso-di-oli-essenziali-di-melissa-basilico-e-timo-per-contrastare-la-crescita-di-microrganismi-degradativi-nel-formaggio/#respond Thu, 27 Feb 2020 11:52:30 +0000 https://www.ruminantia.it/?p=72112

Cessione di composti volatili ed attività antimicrobica in formaggi di latte di pecora arricchito con oli essenziali

Abstract

Negli ultimi decenni, gli oli essenziali (essential oils, EO) hanno dimostrato di essere un’alternativa naturale agli additivi o alla pastorizzazione per la prevenzione del deterioramento microbico in diverse matrici alimentari. In questo lavoro, è stato testato l’attività antimicrobica degli EO di Melissa officinalis, Ocimum basilicum e Thymus vulgaris contro tre diversi microrganismi: Escherichia coli, Clostridium tyrobutyricum e Penicillium verrucosum. Come modello è stato utilizzato il formaggio di pecora a pasta pressata ottenuto da latte arricchito con EO (250 mg/kg). L’effetto carryover di ciascun olio è stato studiato analizzando la frazione volatile dei campioni di latte lungo il processo di produzione del formaggio attraverso l’analisi dello spazio di testa con stir bar sorptive extraction (SBSE, estrazione con ancoretta magnetica adsorbente) accoppiata a gascromatografia-spettrometria di massa (GC-MS). I risultati hanno mostrato che gli EO contenuti in T. vulgaris hanno effettivamente ridotto la conta microbica per C. tyrobutyricum e hanno inibito completamente la crescita di P. verrucosum, senza influenzare la microflora naturale presente nel formaggio. Al contrario, l’effetto inibitorio di M. officinalis sulle colture di base di batteri lattici ha reso questo olio inadatto a questa matrice.

Parole chiave: formaggio, oli essenziali, Escherichia coli, Clostridium tyrobutyricum, Penicillium verrucosum, sostanze antimicrobiche

Volatile Transference and Antimicrobial Activity of Cheeses Made with Ewes’ Milk Fortified with Essential Oils

Carmen C. Licon 1, Armando Moro 2, Celia M. Librán 3, Ana M. Molina 4, Amaya Zalacain 5, M. Isabel Berruga 4 and Manuel Carmona 6

1 Department of Food Science and Nutrition, California State University, Fresno, 5300 N Campus Drive M/S FF17, Fresno, CA 93740, USA
2 Facultad de Ingeniería Agronómica, Universidad Técnica de Manabí, Avda. José María Urbina y Che Guevara, 130105 Portoviejo, Manabí, Ecuador
3 Food Product Quality Department, Consum S. Coop, Av. Alginet s/n, 46460 Silla, Valencia, Spain
4 Food Quality Research Group, Institute for Regional Development (IDR), Universidad de Castilla-La Mancha, Campus Universitario, 02071 Albacete, Spain
5 Cátedra de Química Agrícola, E.T.S.I.A., Universidad de Castilla-La Mancha, Campus Universitario, 02071 Albacete, Spain
6 School of Architecture, Engineering and Design, Food Technology Lab, Universidad Europea de Madrid, C/Tajo s/n, Villaviciosa de Odón, 28670 Madrid, Spain

DOI: https://doi.org/10.3390/foods9010035

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