Grana Padano reagisce alle accuse di Report

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Grana Padano reagisce alle accuse di Report

Con la lettera riportata qui di seguito, il Direttore Generale del Consorzio Tutela Grana Padano, Stefano Berni, replica alle accuse piuttosto pesanti rivolte anche al loro Consorzio dalla puntata del 25 Novembre di Report dal titolo “Latte versato”.

 

Carissimi consorziati o convenzionati,

I miei collaboratori mi stanno dicendo di qualche vostro imbarazzo nei confronti di vostri clienti che avendo visto lunedì sera la trasmissione Report chiedono rassicurazioni circa il non utilizzo di latte straniero nella produzione di Grana Padano. Chi di voi vorrà potrà quindi usare la presente nota.

Assicuriamo nel modo più assoluto che non una goccia di latte straniero sia andata o vada a Grana Padano.

Rispetto a queste illazioni false e strumentali i nostri legali si sono già attivati per il ripristino della verità e la refusione dei danni causati da improvvidi e superficiali giornalisti d’assalto.

Ma perché il latte estero non va a Grana Padano? Ovviamente è assolutamente vietato ma ci sono altri motivi che possono rassicurare che ciò non avviene. Il primo è perché risulta facile scoprirlo da parte nostra o della repressione frodi del Mipaaf o dei Carabinieri del Nac o dei Nas in quanto le forme stagionano mesi e mesi nei magazzani, stanno in in bella vista e sarebbe come se venisse esposto in vetrina per mesi una refurtiva. Il secondo perché il latte che proviene dall’estero tecnicamente non è idoneo per l’eccesso di percorrenza, la temperatura durante la percorrenza, lo sbattimento rilevante sempre durante la percorrenza e l’eccessivo tempo intercorrente tra la munta e l’inizio della lavorazione così delicata, difficile e soprattutto da latte crudo come quella del Grana Padano che già parte con l’affioramento in caldaia.

Il terzo solidissimo motivo è che il sistema di controllo e vigilanza del CSQA e del Consorzio Tutela Grana Padano è il più serio ed affidabile in essere in tutta Europa sui formaggi DOP tanto da essere uno dei driver frequentemente interpellati per aiutare e impostare attività analoghe quali ad esempio in queste settimane con il greco Feta.

Se può bastare una trasmissione superficiale e faziosa a mettere in discussione la serietà, la trasparenza e i consumi della più importante DOP italiana ed europea che coinvolge 140 caseifici, 200 confezionatori e stagionatori, 5.000 stalle e ben 50.000 persone, oltretutto sviluppata da un servizio pubblico come la RAI, allora c’è davvero da mettersi le mani nei capelli per questa “povera Italia” che ama così tanto farsi male anche quando non lo merita, come in questo caso, facendo ridere di noi sia il sistema Italia, che sistemi assai più protettivi e garantisti di tanti altri paesi europei o americani, come l’esempio dei dazi Usa, sollecitati dai produttori di latte e formaggi americani a cui il loro governo si è adeguato.

Quando un sistema sbaglia è giusto denunciarlo e far pagare pesantemente chi sbaglia ma altrettanto deve fare ammenda chi ha imbastito una volgare, infondata e quindi indimostrabile tesi secondo cui finisce del latte straniero nel Grana Padano.

 

E’ disponibile qui il video integrale della risposta del Direttore Generale del Consorzio Tutela Grana Padano, Stefano Berni, pubblicato sul sito del Consorzio.

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Di |2019-12-02T16:22:51+01:002 Dicembre 2019|Categorie: News|Tags: , , , , |

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