Nella seduta del 18 luglio scorso, la XIII Commissione Parlamentare Agricoltura ha avviato l’esame delle proposte di legge riguardanti la fauna carnivora e selvatica. Le proposte di legge C. 136 (Bruzzone e altri), C. 167 (Cattoi), C. 568 (Caretta), C. 608 (Vaccari e altri) e C. 1002 (Consiglio regionale del FVG), sono state abbinante d’ufficio per la loro affinità in materia.

Contesto

In generale nell’intero territorio nazionale e, in particolare, sulle montagne del territorio alpino e prealpino, sempre più spesso, si verificano attacchi al bestiame da parte di animali che producono danni economici e destano grande preoccupazione tra la popolazione. Si tratta di una vera e propria riappropriazione da parte dei grandi carnivori di gran parte delle aree montane e collinari italiane, che è dovuta ad una serie di fattori e soprattutto alla grande disponibilità di habitat favorevoli e di prede naturali. In particolare, negli ultimi anni, i casi di aggressione a fauna selvatica o di allevamento sono aumentati e in alcuni territori la presenza di lupi e di orsi è diventata stanziale.

Per fronteggiare questo tipo di situazione forse non è più sufficiente prevedere interventi straordinari e d’emergenza ma è necessario coordinarsi dal punto di vista legislativo con misure di carattere strutturale per monitorare e contenere un aumento di specie animali che possono finire per comportare non solo uno squilibrio ambientale ma anche un problema di sicurezza pubblica che non può non essere attentamente valutato, anche in considerazione dei più recenti fatti di “cronaca” (cff. Caso Jj4 )

Le proposte

A tal proposito, nella seduta della XII Commissione Parlamentare, tenutasi il 18 luglio scorso i relatori hanno presentato una breve illustrazione delle proposte di legge abbinate:

La proposta di legge Bruzzone (Lega), in particolare, prevede modifiche agli artt. 14 e 18 della legge n. 157 del 1992, riguardanti la revisione dei piani faunistico-venatori regionali, la valutazione di incidenza ambientale e il controllo della fauna selvatica. L’atto si propone di consentire alle regioni di controllare la fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia, inclusi i territori protetti e le aree urbane, utilizzando mezzi ottici e sistemi di visione notturna.

La proposta di legge Caretta (Fld), invece, introduce la possibilità per le regioni di istituire un istituto regionale per la fauna selvatica, con attività di studio e monitoraggio dello stato di salute e della consistenza numerica della fauna. Modifica anche il coordinamento della polizia provinciale e la partecipazione dei cacciatori nei piani di gestione della fauna selvatica.

La proposta di legge Vaccari (PD-IDP) si concentra sulla riduzione della popolazione dei cinghiali, permettendo ai proprietari di fondi con danni accertati di svolgere attività di cattura o abbattimento dei cinghiali, purché in possesso di abilitazione venatoria e copertura assicurativa. Concede anche una delega legislativa al Governo per la prevenzione, il contenimento e il ristoro dei danni causati dalla fauna selvatica alle attività agricole.

La proposta di legge Cattoi (Lega) vuole dotare di piena autonomia le regioni per adottare misure di conservazione degli habitat naturali dei carnivori, anche in deroga alle disposizioni del regolamento di attuazione della direttiva habitat. Questo permetterebbe alle regioni di intervenire in modo più celere in caso di rischi per l’incolumità della popolazione o danni alle attività agricole causati dai predatori. La proposta si basa anche sul riconoscimento della necessità di bilanciare la conservazione della biodiversità con le esigenze economiche, sociali e culturali delle regioni montane, consentendo eventuali “prelievi” di questi carnivori per garantire la sicurezza pubblica e la convivenza pacifica tra uomini e animali. L’obiettivo finale  è evitare una proliferazione incontrollata dei grandi carnivori e assicurare la protezione degli allevamenti e la sicurezza della popolazione locale, consentendo la coesistenza tra l’uomo e la fauna selvatica nelle zone montane.

Durante l’audizione della Commissione Agricoltura sono stati  anche ascoltati l’assessore provinciale altoatesino all’Agricoltura Arnold Schuler e l’assessore provinciale all’Agricoltura del Trentino, Giulia Zanotelli, sia sul tema dei grandi carnivori che sulla situazione del Trentino-Alto Adige. La proposta del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia in estema sintesi modifica l’articolo 19 della legge n. 157 del 1992 per permettere alle regioni di controllare la fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia e al di fuori dei periodi stabiliti. I membri della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati hanno mostrato comprensione per la necessità di una regolamentazione locale sulla gestione dei grandi carnivori. È stato deciso di consultare anche l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e allo stesso tempo di inviare una delegazione di parlamentari in Alto Adige per avere un quadro esatto della situazione in loco. L’assessore provinciale Schuler mostrerà, insieme al deputato altoatesino Manfred Schullian, ai membri della Commissione la situazione in Alto Adige. Schuler ha sottolineato: “È importante creare comprensione e mostrare ai parlamentari le condizioni locali dell’agricoltura di montagna, in modo da trovare soluzioni che rispondano alle esigenze specifiche della nostra provincia“.

Pareri e considerazioni

Durante l’esame l’onorevole Bruzzone ha sottolineato l’importanza di concentrarsi sulla gestione dei grandi carnivori e ha suggerito di posticipare l’esame delle modifiche alla legge n. 157 del 1992, dando priorità al monitoraggio dello stato di attuazione della stessa. Anche l’onorevole Cattoi ha concordato sulla rilevanza di affrontare il tema della gestione dei grandi carnivori, che riguarda le direttive Habitat e le regioni con caratteristiche territoriali specifiche.

Sul punto l’onorevole Vaccari (PD-IDP), pur concordando sull’importanza del monitoraggio, ha auspicato un lavoro senza logiche di parte sulla gestione della fauna selvatica.

Allo stato dei fatti è pacifico sostenere che Commissione Agricoltura cercherà di trovare una soluzione condivisa ed efficace per affrontare le tematiche legate alla fauna selvatica, ascoltando le diverse esigenze delle regioni e contribuendo al dibattito sulla tutela delle zone di montagna e della fauna selvatica.