Il Consiglio Europeo ha adottato ieri un nuovo regolamento che impone dazi addizionali alle importazioni di cereali, semi oleosi e prodotti derivati ​​provenienti da Russia e Bielorussia. L’obiettivo è quello di bloccare l’ingresso di queste merci nel mercato europeo.

“Queste misure impediranno quindi la destabilizzazione del mercato cerealicolo dell’UE, fermeranno le esportazioni russe di grano prodotto nei territori dell’Ucraina illegalmente appropriati e impediranno alla Russia di utilizzare i proventi delle esportazioni verso l’UE per finanziare la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina. Questo è ancora un altro modo in cui l’UE mostra un sostegno costante all’Ucraina”. Ha dichiarato Vincent Van Peteghem, ministro belga delle finanze.

I dazi, che entreranno in vigore il prossimo 1° luglio, si applicheranno a una vasta gamma di prodotti, tra cui grano, mais, orzo, semi di girasole, olio di colza e farina. Le misure non avranno alcun impatto sul transito di queste merci attraverso l’UE verso altri paesi.

L’obiettivo: contrastare il finanziamento della guerra e le esportazioni illegali

La Commissione Europea ha stimato che le importazioni di cereali dall’Ucraina ammontino a circa 22 milioni di tonnellate all’anno, mentre quelle dalla Russia si aggirano intorno a 3 milioni di tonnellate. Sebbene la Russia sia un fornitore relativamente piccolo per l’UE, la sua posizione di leader nel mercato globale dei cereali ha fatto sorgere timori che potesse reindirizzare le sue scorte verso l’Europa, causando un afflusso improvviso e destabilizzante.

Inoltre, l’UE è preoccupata per le prove che suggeriscono che la Russia stia confiscando illegalmente grano ucraino dai territori occupati e lo stia esportando come se fosse di propria produzione. I dazi addizionali mirano quindi a colpire le entrate russe derivanti da queste esportazioni illegali, ostacolando la capacità di Mosca di finanziare la sua guerra in Ucraina.

L’Italia in prima linea per la tutela del proprio settore agricolo

L’Italia ha accolto con favore la decisione dell’UE, con il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida che ha affermato: “Questo provvedimento contribuirà a limitare le entrate della Russia e a contrastare le esportazioni illegali di grano sottratto all’Ucraina. L’Italia è in prima linea per proteggere la nostra agricoltura e per difendere compattamente con le altre Nazioni la legalità internazionale”.

L’adozione di questo nuovo regolamento rappresenta un passo importante da parte dell’UE per contrastare gli effetti dell’invasione russa dell’Ucraina sul mercato alimentare europeo e per sostenere l’Ucraina stessa. Resta da vedere quale sarà l’impatto a lungo termine di queste misure, ma è chiaro che l’UE è determinata a proteggere i propri interessi e quelli dell’Ucraina.

Le dichiarazioni delle associazioni di categoria

Coldiretti

“Dobbiamo tutelare i produttori di grano italiano da importazioni sleali, come quelle che si stanno moltiplicando da Russia e Turchia. Per questo servono misure temporanee ed eccezionali come quelle approvate in queste ore, ma serve ancora di più il rispetto del principio di reciprocità – dichiara Ettore Prandini, presidente di Coldiretti – . Le regole che vengono imposte ai nostri agricoltori devono valere per chi vuole vendere da noi. Allo stesso tempo chiediamo la modifica del codice doganale sull’origine, cancellando il concetto di ultima trasformazione sostanziale. Stiamo raccogliendo un milione di firme in tutta Europa per avere l’obbligo di inserire l’origine in etichetta su tutti gli alimenti”.

Il via libera ai dazi maggiorati sul grano russo e bielorusso interviene in una situazione che lo scorso anno ha visto gli arrivi di cereale dalla Russia aumentare del 1000% con un effetto dirompente sui prezzi pagati agli agricoltori, crollati sotto il livello dei costi di produzione. È quanto afferma la Coldiretti, sulla base di dati del Centro Studi Divulga, in occasione del via libera dei ministri Ue alla misura contro gli arrivi dal Paese di Putin per evitare la destabilizzazione del settore agricolo europeo, in vigore a partire dal prossimo 1° luglio.

Confagricoltura

Confagricoltura accoglie positivamente la decisione del Consiglio dell’UE, riunitosi ieri nella formazione congiunta Affari esteri/Commercio, che ha adottato un regolamento che mira a imporre dazi straordinari sui prodotti cerealicoli importati dalla Russia e dalla Bielorussia.

La Confederazione, infatti, aveva fortemente sollecitato, a marzo, l’approvazione di questa misura da parte del Consiglio, dopo la proposta ufficiale della Commissione, per evitare la destabilizzazione del mercato europeo e fermare la corsa al ribasso dei prezzi. La Federazione Russa, infatti, è arrivata a controllare il 25% delle esportazioni di cereali a livello globale.

Per quando riguarda cereali, semi oleosi e prodotti derivati, con i dazi si potrebbe aprire un recupero, per le produzioni europee, di 4,3 milioni di tonnellate per un controvalore di 1,3 miliardi di euro.

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