E’ veramente difficile rispondere alla domanda che pone il titolo di questo articolo, e solo l’analisi dei dati di vendita dei tanti prodotti presenti negli iper e nei supermercati può farlo. Le analisi di mercato basate su interviste ai consumatori direbbero senza equivoci che la gente vuole cibi etici e sostenibili anche spendendo qualcosa in più, ma poi in pratica ciò non avviene o avviene solo parzialmente.

Uno strumento prezioso per dare una risposta a questo quesito lo possiamo trovare nella decima edizione dell’Osservatorio Immagino (OI) uscita a gennaio 2022. Questo “elaborato” è frutto della collaborazione tra la Nielsen, nota società di indagini di mercato, e  GS1, organizzazione non profit che raggruppa 35.000 imprese, e riguarda la prima metà del 2021 facendo il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente. OI ha incrociato i dati provenienti da 125.000 prodotti che esprimono un fatturato di 39 miliardi di euro e rappresentano l’83% del venduto degli iper e supermercati. Gli aspetti dei prodotti sui quali si è basata l’analisi sono i claim, le indicazioni di consumo, le informazioni sulle etichette, i loghi, le certificazioni e quant’altro.

I fenomeni che sono stati verificati dall’analisi sono l’italianità, il free from, il rich-in, le intolleranze, il lifestyle, i loghi e le certificazioni, gli ingredienti benefici, il metodo di lavorazione, il texture dei prodotti e la cura della casa.

Gli interessi di Ruminantia e di voi lettori sono relativi ai prodotti agroalimentari provenienti dalle filiere del latte e della carne di ruminanti, per cui soffermeremo la nostra attenzione solo su questi e sui claim presenti sulle loro etichette.

Italianità

Il Made in Italy, declinato in tutti modi possibili, è presente nel 25% dei prodotti del panel considerato, che per quanto riguarda il food conta 87.613 referenze che in valore rappresentano il 26.9% del totale. Interessante è notare la crescita di questo claim dell’1.8%.

Lifestyle

Elevata la presenza dei vari claim legati allo stile di vita. Il biologico, in particolare, è presente nel 9.3% degli 87.613 prodotti alimentari del panel, che in valore è il 3.6% del totale. Nel primo semestre 2021, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, c’è stato un arretramento dello 0.3%, che ha seguito però la crescita del 3.3% del 2020 sul 2019. Elevata e in espansione la presenza dei prodotti vegani e vegetariani.

Loghi e certificazioni

Elevata la loro presenza sui prodotti, e non solo su quelli alimentari. E’ interessante notare che il 6.5 % di questi riporta sulle confezioni e sulle etichette i loghi Sustainable cleaning, Ecocert, Ecolab, Cruelty free, FSC, Fairtrade, Fiend of the sea e UTZ.

La sostenibilità

Negli ultimi tempi sembra che non si parli d’altro anche nella comunicazione dei prodotti. A questo punto rimane da capire quanto le varie aree tematiche riconducibili a ciò trovano spazio come claim sui prodotti. Ben il 23.9% su 125.431 prodotti vantano l’essere sostenibili, anche se il rispetto degli animali è più un aspetto morale. In ogni caso il trend delle vendite è molto sostenuto e in continua crescita.

Rispetto degli animali

È interessante notare come i curatori del 18° report Osservo Immagino abbiano “sdoganato” la parola benessere sostituendola con “rispetto degli animali”, che è la forma abbreviata del “rispetto dei diritti degli animali”, un concetto più vasto e che dà luogo a meno fraintendimenti ed equivoci. Sono sei le indicazioni riportate nella tabella (Friend of the sea, Cruelty free, ASC, no cruelty, benessere animale e MSC). Interessante è osservare il trend di crescita positivo di questi claim, ad eccezione di quello di “benessere animale”.

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