Da come sta evolvendo il mondo, almeno quello occidentale, sembrerebbe che lo studiare per diventare esperto serva a poco. Per fare carriera, avere notorietà, dirigere posti di responsabilità e guidare imprese, servono altre doti. La consapevolezza del fatto che questo sia il sentire collettivo l’abbiamo avuta con la pandemia, ma era una tendenza in atto già da diversi anni, e forse non ce ne eravamo semplicemente accorti. Forse l’avvento di Facebook ha dato voce ad un sentimento strisciante e lo ha fatto emergere. Quando si commentano le partite di calcio della domenica oppure le scelte dei politici molti diventano allenatori e politologi esperti, anche solo per qualche minuto.

La delegittimazione del ruolo dell’esperto e delle istituzioni ha probabilmente reso possibile il sorpasso del consenso verso i leader piuttosto che verso un’ideologia. Tutto questo è ovviamente una semplificazione per descrivere un argomento complesso da taluni inserito nel più vasto fenomeno del declino dell’occidente. Il rischio che nella scala dei valori si ammiri e si ascolti di più l’imbonitore arricchito rispetto allo specialista mette a repentaglio il livello di scolarizzazione della società e più in generale il valore della cultura. Sta passando la certezza che per salire sull’ascensore sociale non servono i grandi sacrifici dello studio ma basta essere belli, scaltri e spregiudicati.

In questi giorni Ruminantia ha pubblicato praticamente in tempo reale l’elenco dei Ministri del nuovo Governo, soffermandosi ovviamente su quello dell’agricoltura, e ha poi condiviso sui social la notizia. E’ veramente interessante leggere i commenti al post, specialmente su Facebook. Molti di questi sono relativi al fatto che l’Onorevole Francesco Lollobrigida è laureato in giurisprudenza e non ha alcuna esperienza documentabile in agricoltura. Non è ovviamente un fatto nuovo che a capo di dicasteri molto delicati e con portafoglio siano posti politici dotati di un non specifico titolo di studio o esperienza.

Dei 42 Ministri dell’agricoltura che si sono avvicendati in Italia dal 1946 al 2022, non molti, per non dire pochi, avevano un titolo di studio attinente alla missione di questo importante ministero italiano e neppure esperienza. Spesso sfugge che l’agroalimentare italiano genera 155 miliardi di euro di fatturato (2021), e che questo rappresenta il 4.3% del PIL nazionale, suddiviso grosso modo al 50% tra produzione primaria (agricoltura, zootecnia, silvicultura e pesca) e industria di trasformazione. Le aziende agricole e zootecniche che forniscono la materia prima italiana sono secondo ISTAT 1.630.420, ma questo settore per molte commodity agricole è ancora ben lontano dall’autosufficienza. Di grande importanza sono gli oltre 50 miliardi di euro di export, che nel solo 2021 è cresciuto di ben l’11%. In questi lunghi anni dalla nascita della Repubblica Italiana sembra che il ministero dell’agricoltura venga assegnato più che in base alla competenza, fatto le salvo le dovute eccezioni, per calcolo politico e per accontentare questo o quel partito.

Il governo a guida Giorgia Meloni non ha fatto nulla di diverso rispetto alla maggior parte dei suoi predecessori, anche se tutti noi confidiamo che il neo Ministro possa fare quello che è urgente per il nostro Paese.

La delicata situazione internazionale, e non solo europea, ci dovrebbe aver insegnato che l’auto-sufficienza alimentare e quella energetica sono aspetti strategici in un contesto globale dove sembra che l’aspirazione alla democrazia sia stata sostituita dal bisogno di un capo forte e decisionista. La storia ci insegna che quasi sempre ad occupare il potere nelle non democrazie sono uomini interessati maggiormente a soddisfare le richieste del proprio ego piuttosto che quelle della popolazione che governano, e come ben disse il politico e filosofo inglese Edmund Burke: “Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla”.

Il territorio agricolo italiano è un bene prezioso che va difeso soprattutto dal consumo del suolo, la cui legge giace in Parlamento da moltissimi anni. Le aziende agricole italiane sono fondamentali per aumentare l’auto-approvvigionamento di materie prime alimentari destinate all’uomo e agli animali di allevamento. Sono anche importanti per aumentare in maniera considerevole la produzione energetica nazionale attraverso il biogas e il fotovoltaico. Le aziende agricole hanno un ruolo fondamentale nella decarbonizzazione non solo per la quota di carbonio prodotta dagli allevamenti ma anche per quella generata dalla combustione dei combustibili fossili per la produzione di energia per l’industria e il trasporto di merci e di persone. La produzione primaria è l’unica che può supportare l’industria agroalimentare a contrastare il devastante fenomeno della diffusione dei cibi ultraprocessati e di quelli sintetici. Il clima è innegabilmente cambiato e i fenomeni atmosferici estremi come la siccità e le inondazioni hanno aumentato la loro frequenza. Ciò comporta l’adozione di politiche di ottimizzazione delle risorse idriche che fino ad ora a livello nazionale non sono state adottate.

Il Ministero dell’Agricoltura, a cui ora è stata aggiunta la dizione “Sovranità alimentare”, ha un compito complesso e importanti equilibri internazionali da gestire. E’ vero che nella pubblica amministrazione italiana il ruolo del ministro è sì importante ma non fondamentale per gestire la quotidianità, ma bisogna in questo momento prendere decisioni forti e non ambigue. In questi ormai quasi tre anni di difficoltà sono stati pochi i provvedimenti “strutturali” per tutelare la produzione primaria nazionale.

Auguriamo ovviamente al nuovo Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida di potere onorare con dignità l’impegno che si è preso nei confronti dell’agricoltura e dei cittadini tutti. Abbiamo qualche riserva perché speravamo che anche per l’agricoltura, come è avvenuto per la Salute, gli Esteri, l’Interno e la Giustizia, venisse nominato, alla guida del dicastero, un esperto di “chiara fama”, ma siamo ben pronti a ravvederci se le importanti e urgenti decisioni, che prima abbiamo parzialmente elencato, saranno prese con competenza e saggezza!

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