I requisiti minimi di legge per la protezione dei vitelli in allevamento

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I requisiti minimi di legge per la protezione dei vitelli in allevamento

Negli ultimi 10 anni è cresciuto l’interesse dell’opinione pubblica e degli organi legislativi e di controllo nei confronti della salvaguardia del benessere animale. In particolare, i vitelli sono dei soggetti ad elevato impatto emotivo sul consumatore e sono quindi costantemente sotto i riflettori quando si parla di benessere e allevamento intensivo. Il decreto legislativo n. 126 del 7 Luglio 2011, attuazione della Direttiva 2008/119/CE, fissa i requisiti minimi per la protezione dei vitelli negli allevamenti. È compito dell’allevatore adeguare la vitellaia alle disposizioni di legge, in modo da non incorrere in sanzioni pecuniarie piuttosto pesanti accompagnate dalla decurtazione dei premi PAC in seguito alle segnalazioni di non conformità legislativa.

Il decreto identifica come vitello un animale della specie bovina fino a 6 mesi di età e le disposizioni non si applicano ad aziende con meno di 6 vitelli e ai soggetti mantenuti presso le madri (linea vacca-vitello).

Dal momento che viene riconosciuto il bisogno di specie di raggrupparsi in mandrie è fatto divieto di mantenere i vitelli in recinti individuali dopo le 8 settimane di vita, a meno che un Medico Veterinario non certifichi la necessità di farlo per motivi sanitari o comportamentali. I recinti individuali devono avere le pareti divisorie traforate in modo da permettere un contatto diretto, visivo e tattile, tra i vitelli. Questa raccomandazione impone necessariamente di elevare gli standard sanitari dell’allevamento a causa della maggiore possibilità di contaminazione e trasmissione di agenti patogeni.

Particolare attenzione è posta al rispetto delle misure dei ricoveri che devono permettere ai vitelli di coricarsi, muoversi ed alzarsi senza difficoltà (punto 7 dell’allegato 1). Per verificare che il box destinato ai vitelli sia adeguato alla normativa è necessario munirsi di metro e prendere le seguenti due misure:

  1. altezza al garrese del vitello,
  2. lunghezza del vitello dalla punta del naso alla tuberosità ischiatica.

È molto importante prendere come riferimento vitelli di età prossima alle 8 settimane, termine ultimo di permanenza nel box singolo. Il box a norma avrà una larghezza almeno pari all’altezza al garrese e una lunghezza almeno pari alla lunghezza del vitello moltiplicata per 1,1.

Per i vitelli allevati in gruppo lo spazio a disposizione deve rispettare i parametri della seguente tabella:

Vitello di peso < 150 kg1,5 mq a capo
Vitello di peso ≥150 kg ma ≤ a 220 kg1,7 mq a capo
Vitello di peso > 220 kg1,8 m a capo

I materiali utilizzati per la costruzione non devono essere nocivi per il vitello e devono essere regolarmente puliti e disinfettati. I pavimenti non devono essere sdrucciolevoli e devono essere costruiti in modo da non provocare lesioni o sofferenza.

Il punto 3 dell’allegato 1 impone di mantenere temperatura, umidità e ventilazione entro limiti non dannosi per i vitelli. Fornirsi di un termometro e igrometro permette di poter intervenire tempestivamente quando temperatura e umidità raggiungono valori critici. Se presente un impianto di ventilazione artificiale è necessario prevedere sia un sistema di allarme di malfunzionamento che un opportuno impianto sostitutivo.

Un’attenzione particolare è rivolta all’illuminazione che dovrebbe essere garantita dalle ore 9:00 alle ore 17:00. I vitelli non possono restare continuamente al buio. Dovrà essere disponibile una fonte di illuminazione (es. una torcia) in modo da poter controllare i vitelli in qualsiasi momento.

È fatto assoluto divieto dell’uso della museruola. I vitelli non devono essere legati. Per quelli stabulati in gruppo, e limitatamente alla somministrazione del latte, è possibile farlo per non più di un’ora al giorno.

È sottolineata l’importanza della colostratura che deve avvenire al massimo entro 6 ore dalla nascita. Tutti i vitelli vanno nutriti almeno 2 volte al giorno e, se sono allevati in gruppo senza allattatrice automatica, va garantito che ciascuno di loro abbia accesso contemporaneamente agli alimenti. A partire dalla seconda settimana di vita i vitelli devono disporre di acqua fresca e alimento fibroso adeguato all’età e al loro peso. Il proprietario, o un addetto qualificato, dovranno assicurare almeno due controlli giornalieri ai vitelli alloggiati in un locale di stabulazione, uno se i vitelli sono allevati all’esterno.

La cura del vitello è un aspetto strategico dell’intero allevamento della vacca da latte. Negli ultimi anni la consapevolezza della sua importanza è progressivamente aumentata negli allevatori, che ne riconoscono le caratteristiche di investimento e non più di spesa fine a se stessa. Sono nate figure professionali specializzate in gestione della vitellaia, corsi di formazione e aggiornamento, sia per medici veterinari che per gli allevatori, ed è presente un’attenzione specifica da parte dei consumatori e del sistema legislativo comunitario. Allevare rispettando le esigenze di benessere animale non è un freno alla redditività ma una sfida che tutti gli operatori zootecnici hanno l’obbligo morale di raccogliere. Produrre latte non è più sufficiente, serve venderlo. Tentare di vendere un prodotto che non soddisfa le esigenze del consumatore è molto difficile. Capire ciò è il primo passo necessario a non farsi schiacciare da un mercato che è sempre più ampio ma anche sempre più esigente.

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Veterinario Libero Professionista. Email: marcospag@yahoo.it

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