I disinfettanti per capezzoli (dipping) sono fondamentali strumenti per la prevenzione delle mastiti nell’allevamento di bovine da latte odierno. La disinfezione dei capezzoli prima della mungitura (pre-dipping) riduce l’insorgenza delle infezioni mammarie (IMI, intra-mammary infections) causate da agenti mastidogeni ambientali, mentre la disinfezione alla fine del processo (post-dipping) limita l’incidenza delle IMI causate da patogeni opportunisti e contagiosi.

L’efficacia dei disinfettanti per capezzoli è determinata non solo dal principio attivo contenuto, ma anche da fattori addizionali, ad esempio di tipo ambientale. Quantificare questi fattori e la loro capacità di modificare l’effetto dei prodotti impiegati permetterebbe di valutare più accuratamente l’interazione patogeno-disinfettante nella scelta di un prodotto piuttosto che di un altro, valutare l’importanza di applicare un protocollo di pre- e/o post-dipping e con quale tipologia di principio attivo in base alle condizioni dell’azienda (nonché le concentrazioni da impiegare), quantificare le differenze tra i diversi approcci sperimentali nei trial analizzati e comprendere come queste possano influenzare il risultato del trial stesso.

L’obiettivo di questo studio è stato valutare, attraverso un processo di meta-analisi, la letteratura ed i report disponibili sull’uso di disinfettanti per il pre- ed il post-dipping al fine di valutare quali fattori influenzano significativamente i risultati delle prove di campo, intesi come tasso di comparsa di nuove IMI.

Il National Mastitis Council (NMC) ha iniziato a compilare una lista di disinfettanti per capezzoli e degli studi condotti in merito, sin dal 1980. I trial valutati utilizzavano una procedura sperimentale di valutazione delle nuove IMI o attraverso l’esposizione naturale ai patogeni o tramite esposizione sperimentale. Nell’ultima revisione, del 2014, erano presenti 51 pubblicazioni, riportate anche su riviste peer-reviewed. Lavori che non fornivano il nome commerciale del principio attivo impiegato o che riportavano risultati non statisticamente significativi (eccetto studi con gruppo di controllo positivo) erano esclusi. I criteri di inclusione considerati dal NMC sono stati impiegati anche per questa meta-analisi, sebbene per la costruzione del dataset sia stata adottata una distinzione: gli studi che impiegavano la divisione della mandria in gruppi all’interno dei quali la mammella di ogni bovina era trattata con lo stesso principio attivo sono stati distinti da quelli in cui la singola bovina riceveva un trattamento sui due quarti sinistri e un trattamento diverso sui destri.

Per i trial con protocollo di esposizione naturale ai patogeni è stato possibile considerare 24 manoscritti; i patogeni riportati erano: S. aureus, S. agalactiae, streptococchi ambientali, gram-negativi di altre specie, Corynebacterium spp o streptococchi coagulasi negativi. I disinfettanti impiegati erano suddivisi in classi: prodotti a base di iodio, clorexidine, acidi solfonici dodecil-benzenici lineari (LDBSA), composti clorati diversi dalle clorexidine ed infine composti fenolici. I quarti non trattati né con pre- né con post-dipping sono stati considerati controlli negativi per le procedure pre- e post- mungitura o per entrambe. Altre variabili incluse nello studio erano rappresentate da: anno dello studio, disegno sperimentale (madria divisa o divisione dei quarti da trattare sulla singola bovina), concentrazione del principio attivo nel pre- e/o post-dipping, presenza di un agente condizionante per la cute nella soluzione disinfettante  per il post-dipping, azione barriera dell’agente post-dipping. La percentuale di successo o insuccesso era valutata in base al tasso di nuove infezioni per quarto per mese.

Nel modello di studio con esposizione sperimentale erano inclusi lavori nei quali l’esposizione ai patogeni era eseguita una volta al giorno per 5 volte a settimana, immediatamente dopo la mungitura. I criteri per impiegare gli studi pubblicati erano sovrapponibili a quelli elencati precedentemente. Erano selezionati 21 lavori per un totale di 148 osservazioni. I ceppi impiegati per l’esposizione sperimentali ai patogeni appartenevano a Staphylococcus aureus (Newbold 305; ATCC 29740) e Streptococcus agalactiae (McDonald 44; ATCC 27956). Pochi lavori impiegavano prodotti diversi dai composti iodati o dalle clorexidine per cui le classi di composti erano sintetizzate in: prodotti iodati, composti clorati e “altri”. Altre variabili incluse nella meta-analisi erano rappresentate da: anno di studio, concentrazioni dei principi attivi nel post-dipping, presenza di agenti condizionanti per la cute nella soluzione per il post-dipping.

Per l’analisi statistica era impiegata la procedura MIXED in SAS. Per la costruzione dei modelli di regressione si procedeva con metodo stepwise con effetti misti dove la variabile dipendente era il tasso di nuove infezioni per quarto per mese.

 

 

 

Identification of factors influencing teat dip efficacy trial results by meta-analysis

Enger BD et al.

Dairy Sci. 99:9900-9911

DOI   http://dx.doi.org/10.3168/jds.2016-11359

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