IDF: l’IPCC riconosce il potenziale della zootecnia nell’adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici e non suggerisce di abbandonare gli alimenti di origine animale

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IDF: l’IPCC riconosce il potenziale della zootecnia nell’adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici e non suggerisce di abbandonare gli alimenti di origine animale

L’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), l’organismo delle Nazioni Unite per la valutazione della scienza relativa ai cambiamenti climatici, ha pubblicato un rapporto l’8 agosto, fornendo uno sguardo dettagliato sull’impatto globale dei cambiamenti climatici sulla gestione sostenibile del territorio e sulla sicurezza alimentare.

Nel complesso, i risultati del rapporto sono ampiamente bilanciati e concludono che l’attività umana sta causando danni significativi alla terra e che è necessaria una sostanziale trasformazione del modo in cui utilizziamo la terra per limitare il riscaldamento globale. Sfortunatamente, i report iniziali di alcuni media hanno travisato i risultati e hanno incentrato le loro comunicazioni in modo selettivo sulla riduzione del consumo di carne e latticini come strategia di mitigazione primaria. Ma questo non è quello che viene affermato nel report. Il gruppo di esperti scientifici IPCC ha esaminato in dettaglio l’attuale letteratura scientifica sull’uso del suolo e il ruolo delle piante e degli alimenti di origine animale. Tuttavia, il rapporto non riguarda le raccomandazioni dietetiche e non esiste raccomandazione specifica di eliminare drasticamente dalle diete gli alimenti di origine animale. La produzione alimentare è solo una delle numerose aree potenziali considerate nel rapporto.

Inoltre, il rapporto afferma che “alimenti di origine animale prodotti con sistemi resilienti, sostenibili e a basse emissioni di gas a effetto serra presentano importanti opportunità di adattamento e mitigazione generando al contempo significativi vantaggi in termini di salute umana“.

L’IPCC afferma inoltre: “Diversi sistemi agricoli e pastorali possono ottenere una riduzione delle emissioni dei prodotti di origine animale. A seconda del sistema agricolo e pastorale e del livello di sviluppo, le riduzioni dell’intensità delle emissione di questi prodotti possono portare a riduzioni assolute delle emissioni di gas a effetto serra“. Il settore lattiero-caseario accoglie con favore ulteriori discussioni su come possiamo lavorare insieme a tutte le parti interessate per limitare i cambiamenti climatici.

Alcuni fatti

• Nel 2016 il settore lattiero-caseario e la FAO hanno firmato la Dairy Declaration di Rotterdam, un impegno a ridurre ulteriormente le emissioni di carbonio per kg di proteine ​​prodotte (www.dairydeclaration.org).
• Il contributo complessivo della produzione, lavorazione e trasporto del latte rappresenta il 2,7% delle emissioni di gas serra globali (www.fao.org/3/k7930e/k7930e00.pdf).
Il settore lattiero-caseario sta riducendo significativamente le emissioni. Un report dell’UN Food and Agriculture Organization (FAO), commissionato dalla Global Dairy Platform, ha rilevato che dal 2005 al 2015 le emissioni della produzione di latte sono diminuite in intensità dell’11%.
I ruminanti utilizzano in modo efficiente terreni agricoli e risorse ambientali. I bovini da latte possono pascolare su terreni agricoli dove le piante non possono essere coltivate. Ad esempio, negli Stati Uniti oltre l’85% della terra destinata al pascolo non è adatta per l’agricoltura  (www.ers.usda.gov/dataproducts/major-land-uses.aspx).
• Circa l’86% degli alimenti zootecnici non sono adatti al consumo umano, essendo costituiti da foraggio nonché residui di colture e sottoprodotti che altrimenti rappresenterebbero un onere ambientale. I bovini contribuiscono quindi alla sicurezza alimentare globale in quanto nella loro alimentazione necessitano solo di 0,6 kg di proteine​ commestibili per l’uomo per produrre 1 kg di proteine ​​animali con un valore biologico più elevato che le rende nette contribuenti alla produzione globale di proteine ​​commestibili per l’uomo (Mottet et al., 2017, 2018; FAO, 2018b).
• Nei ruminanti, solo il 5% dell’alimentazione è in competizione diretta con il cibo destinato all’uomo (principalmente cereali e alcune farine di soia) (Mottet et al.2018).
• Nel 2013, il settore lattiero-caseario globale ha lanciato il Dairy Sustainability Framework per consentire all’industria di migliorare continuamente e dimostrare i progressi compiuti in termini di adattamento e mitigazione attraverso sforzi proattivi (www.dairysustainabilityframework.org).

 

 

Fonte: IDF

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Di |2019-08-23T10:54:47+02:0023 Agosto 2019|Categorie: News|Tags: , , , , , |

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