Franco Guarda, Davide Biagini e Fausto Solito (a cura di) – Il bue nella storia dell’uomo e nelle tradizioni del Piemonte. Note tecniche, storiche, artistiche e letterarie – L’Artistica Editrice, Torino, 2020

Il bue, una produzione caratteristica dell’allevamento bovino, è un animale castrato che ha da sempre dimostrato ampia versatilità: si può impiegare per il lavoro perché mansueto e gustare a tavola. Umile, resistente, lavoratore instancabile in campagna e nel traino dei carri, fin dall’antichità il bue ha sostenuto l’uomo nelle fatiche quotidiane ed è perciò simbolo di perseveranza, forza, coraggio e capacità di affrontare e superare le difficoltà della vita. Il senso di rispetto verso questo animale, che ha accompagnato lo sviluppo della civiltà umana sino ai giorni nostri, ed il particolare ruolo che ha svolto nella storia della zootecnia piemontese, è stato lo stimolo che ha spinto Franco Guarda, Davide Biagini e Fausto Solito dell’Università degli Studi di Torino (Dipartimento dl scienze agrarie, forestali e alimentari. Dipartimento dl scienze veterinarie) a scrivere un Elogio del Bue, un libro frutto di una diligente e ambia ricerca bibliografica sulla immagine e sul significato del bue nella storia e nella tradizione dell’uomo.

Come segnalano i Professori Ivo Zoccarato e Bartolomeo Biolatti presentando il libro, le generazioni che ci hanno preceduto avevano conoscenza e dimestichezza con questo possente animale, il cui ruolo nell’economia rurale era fondamentale per il lavoro di trazione che svolgeva nei campi e non solo. Oggi, nella società avanzata dell’era antropocentrica in cui si punta ad un’agricoltura di precisione, ben pochi hanno ancora viva la memoria di quel mondo e con esso del ruolo del bue nell’azienda agro-zootecnica. Mantenere viva la memoria non significa che non si debba puntare al progresso, ma conoscere il proprio passato serve a meglio comprendere il presente e a pensare al futuro; citando un aforisma di Robert A. Heinlein, si può affermare che “Una generazione che ignora la storia non ha passato . . . né futuro“. Con questa narrazione gli Autori ci forniscono una visione a tutto tondo del bue. Il volume parte dai miti dell’antichità per giungere ai nostri giorni, mettendo in evidenza l’attuale ruolo che, soprattutto in Piemonte ma non solo, il bue ha assunto come animale destinato alla produzione di carne pregiata celebrata soprattutto in occasione delle diverse fiere che si svolgono sul territorio regionale e che negli ultimi anni si sono trasformate in feste gastronomiche per i buongustai alla ricerca dei mitici tagli del bollito piemontese.

La vasta trattazione è supportata da una puntuale bibliografia e accompagnata dalla ricchezza di immagini d’epoca, con dovizia di richiami all’arte ed in particolare alla pittura che rendono questo volume non solo interessante alla lettura, ma anche bello da sfogliare. Un libro che non può mancare nella biblioteca di quanti, per mestiere o per diletto, si interessano ai ruminanti e al loro allevamento.

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