Un allevatore è un imprenditore a tutti gli effetti e, in quanto tale, affronta dei costi per ottenere ricavi dall’attività di produzione di latte. L’argomento del conto economico è piuttosto discusso, ma va detto che la sua gestione in allevamento deve passare attraverso praticità e buonsenso perché rappresenta un documento utile per la pianificazione futura della propria azienda.

Ne abbiamo parlato il 24 ottobre scorso alla 74esima edizione della Fiera Internazionale del Bovino da Latte in un workshop dal titolo “Fino a che punto si può guadagnare con il latte?” insieme ad Arrigo Milanesi della Farm Consulting di Cremona, e Luca Santuari, Direttore di Cosapam, una cooperativa di allevatori con sede a Secugnago, in provincia di Lodi.

C’è una parola chiave dietro al conto economico, ovvero consapevolezza: rispetto alle proprie scelte aziendali, è possibile dunque avere un quadro utile per la pianificazione futura. Durante il workshop, Arrigo Milanesi ha affrontato il conto economico non con gli occhi di macrosistema, ma con quelli di singola azienda agricola, che si prefigge l’obiettivo di guadagnare, considerando in particolare cosa significa nella pratica e cosa si può fare per raggiungere il proprio obiettivo di business. Riuscire a guadagnare non è una cosa così ovvia: secondo il Dott. Milanesi, è così perché esiste un discreto livello di incoerenza nelle scelte fatte a livello aziendale e non vi è la cultura di usare un conto economico e di farsi guidare dallo stesso nelle scelte di gestione dell’azienda. Il conto economico è un documento vivo e vitale, da usare. E’ quello che alla fine del periodo definito riassume e indicizza l’attività svolta, ma è anche il punto di “partenza per il giorno dopo“. A supporto dell’introduzione, sono stati presentati molti esempi e pratici e dati relativi alla gestione del conto economico.

L’intervento di Luca Santuari ha riguardato invece il legame esistente tra performance tecnica di produzione del latte, connessa a tutti gli aspetti legati alla genetica degli animali, considerando la necessità di poter effettuare delle scelte economiche efficienti sempre nella consapevolezza del loro impatto economico, soprattutto in un mercato particolare quale quello del latte.

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