Il lievito vivo nelle vacche da latte in transizione: prevenzione della chetosi subclinica e miglioramento della fertilità

//Il lievito vivo nelle vacche da latte in transizione: prevenzione della chetosi subclinica e miglioramento della fertilità

Il lievito vivo nelle vacche da latte in transizione: prevenzione della chetosi subclinica e miglioramento della fertilità

Proseguiamo con la pubblicazione di oggi nel percorso di ricerca Phileo nell’ambito della sfera riproduttiva collegandoci a quanto già discusso nel precedente articolo e, sempre qui su Ruminantia, nella News dal mondo della ricerca “Il ruolo dell’alterata funzione immunitaria durante l’asciutta nel promuovere lo sviluppo della chetosi sublinica ad inizio lattazione”, assumendo come punti chiave le criticità del periodo di #transizione e l’importanza del monitoraggio del BHB nella prevenzione della chetosi subclinica.

«Una maggiore comprensione della biologia del periodo di transizione dovrebbe diminuire i problemi di salute e aumentare la redditività delle vacche da latte» Drackley, 1999

Obiettivo

L’obiettivo è stato studiare l’effetto della supplementazione di lievito vivo in transizione (-21 gg/+ 21gg dal parto) sulle prestazioni produttive all’inizio della lattazione e sulla prevenzione della chetosi subclinica.

Materiali e metodi

  • Contesto: Commercial dairy farm (GAEC des Crêtes, Yzeron, 69, France).
  • Sono stati costituiti due gruppi di 23 bovine: Controllo vs. Lievito Vivo.
  • Il Gruppo prova ha ricevuto 10.1010 CFU/capo/giorno di lievito vivo Saccharomyces cerevisiae Sc47 CNCM I-4407 (Phileo Lesaffre Animal Care, France) durante la fase di close-up e 20.1010 CFU/capo/giorno per 21 giorni post parto.
  • La produzione individuale di latte è stata registrata quotidianamente mentre il contenuto in grassi e proteine è stato monitorato mensilmente.
  • Il livello di BHB nel sangue è stato controllato a +8 e +22 giorni post parto (Free Style Optium, Abbott).
  • Il Body condition score (BCS) è stato valutato a -22, +8 e +22 giorni.
  • Il riempimento ruminale (RFS) è stato valutato sulla base di una scala di punteggio (da 1 a 5).
  • Le principali comparazioni sono state effettuate dagli autori con il test Chi² con una differenza significativa riportata per P ≤ 0,05 e un range di 0,05 <P ≤ 0,15.

Risultati e discussione

  • La media delle vacche che hanno partorito nel periodo di riferimento (Gennaio 2016) aveva un rank di lattazione di 2,11 senza alcuna differenza tra i gruppi di controllo e lievito vivo (P> 0,9).
  • La produzione media di latte durante i primi 3 mesi di lattazione (Figura 1) è risultata significativamente maggiore nel gruppo Lievito Vivo (34.6 ± 7.8 kg/d) rispetto al gruppo Controllo (32.6 ± 10.2 kg/d).
  • La qualità del latte (contenuto di grassi e proteine) non è stata influenzata dal trattamento durante i primi 3 mesi di lattazione, il che elimina qualsiasi effetto di diluizione nel latte a fronte di un incremento produttivo dovuto all’integrazione di lievito vivo.
  • Il livello di BHB contenuto nel sangue a +22 giorni è stato significativamente più basso (P = 0.024) negli animali del gruppo Lievito Vivo: 0.79 mmol/L vs. 1.41 mmol/L (Figura 2).
  • Il contenuto di glucosio nel sangue non è stato influenzato dal trattamento a +8 e +22 giorni dopo il parto: media di 46,9 mg/100 ml.
  • Il riempimento ruminale RFS e il BCS sono risultati significativamente più alti (P < 0.01) nelle vacche del Gruppo Lievito Vivo che nel Gruppo Controllo a 8 giorni postparto: rispettivamente 2.81 vs. 2.10 e 2.94 vs. 2.42 (Figura 3).
  • La prima fecondazione artificiale (FA1) per tutte le vacche oggetto di studio (tanto nel gruppo Controllo quanto nel gruppo Lievito Vivo) è avvenuta in media a 120 giorni di lattazione, indipendentemente dal gruppo di appartenenza (P> 0,9). L’integrazione in transizione con lievito vivo ha permesso di registrare un miglioraramento delle prestazioni riproduttive, in particolare per il tasso di successo della FA1, così come riportato in Tab. 1:

Figura 1. Produzione di latte durante i primi 3 mesi di lattazione

Figura 2. Contenuto medio di BHB nel sangue 22 gg dopo il parto

Figura 3. Valori medi di BCS e RFS 8 gg post partum

Conclusioni

  • L’integrazione di un’alto dosaggio di lievito vivo nella dieta di vacche in transizione induce un aumento produttivo di latte all’inizio della lattazione, senza alcuna diluizione del contenuto in grasso e proteine.
  • Alti dosaggi di lievito vivo in vacche da latte in peri-parto hanno dimostrato di avere un importante impatto, oltre che nutrizionale, anche metabolico: il livello di BHB si è infatti sensibilmente ridotto mentre il BCS è aumentato, implicando meno lipomobilizzazione nelle prime settimane di lattazione, contribuendo in modo importante alla prevenzione della chetosi subclinica e concorrendo ad una migliore fertilità.
  • Una migliore efficienza alimentare, e quindi un minore deficit energetico, all’inizio della lattazione può migliorare la funzione riproduttiva. Produzione e riproduzione sono strettamente correlati all’apporto energetico dell’animale (Courtheix, 2016), quindi l’uso di additivi come Actisaf possono aiutare a controllare i parametri ruminali, compresa l’efficienza alimentare, per massimizzare il potenziale genetico della bovina.

 

“High dosage of live yeast for transition dairy cows: nutrition and health benefits”

C. Julien1, L Desmaris², P. Dubois², M. Vagneur3, JP. Marden1, L. Alves de Oliveira4

1 Phileo Lesaffre Animal Care, 59700 Marcq-en-Baroeul, France.

² Service Promotion Elevage Laitier (Rhône Conseil Elevage) 18, avenue des Monts d’or 69890.

3 La Tour de Salvagny 10 rue de Boyse 39300 Champagnole.

4 Vetagro-sup Campus Vétérinaire de Lyon, 69280 Marcy-l’Etoile.

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Phileo Lesaffre Animal Care. Per maggiori informazioni scrivi a e.locatelli@phileo.lesaffre.com.

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